Industria e Finanza

Aehra
Lusso, batterie e aerodinamica: ecco la startup italiana che vuole sfidare Tesla e Lucid

Aehra
Lusso, batterie e aerodinamica: ecco la startup italiana che vuole sfidare Tesla e Lucid
Chiudi

Macchine elettriche italiane, esclusive, belle da vedere e da guidare. E, soprattutto, diverse dalle altre. È quello che promettono i fondatori di Aehra, nuovo marchio con sede a Milano frutto delle idee di Hazim Nada, nato negli Usa nel 1982, e di Sandro Andreotti, classe 1977, di Modena. Parliamo, rispettivamente, del ceo e del cofondatore della nuova startup che realizzerà auto elettriche d’alta gamma, di cui le prime due saranno una Suv e una berlina. In autunno verranno svelati i primi render, a ottobre sarà la volta della prima showcar e, dopo qualche mese, della seconda auto dimostrativa. Non ancora svelata la sede dello stabilimento, ma - secondo i fondatori del marchio - si darà priorità all'Italia. Nei piani, inoltre, l’inizio della commercializzazione avverrà nel 2025. I mercati principali? Nordamerica, Europa, Cina, Stati arabi del Golfo.

Chi si assomiglia... Cerchiamo di inquadrare meglio questo ambizioso progetto. E, per farlo, bisogna capire chi abbiamo di fronte. Hazim Nada ha conseguito un master in Fisica teorica all’Università di Cambridge e un dottorato in Matematica applicata presso l’Imperial College di Londra. Nell’ultimo anno del dottorato ha creato la sua società multinazionale di commercio in materie prime. Imprenditore, pilota, paracadutista ed esperto di aerodinamica: grazie alle conoscenze in questo ultimo campo, Nada ha fondato nel 2015 Aero Gravity, una galleria del vento verticale, insieme proprio a Sandro Andreotti. Ecco: il cofondatore di Aehra è un imprenditore con una profonda conoscenza dell’aerodinamica; ha studiato disegno meccanico e tecnologia, ha prestato servizio nel Battaglione Alpini paracadutisti dell’Esercito italiano, per poi proseguire la carriera nel campo dell’aviazione. Anche lui è pilota, oltre a essere istruttore per le forze speciali dell’esercito. Chiediamo a entrambi: che cosa avete portato, della vostra passione per le attività estreme, in questo progetto automobilistico?  Andreotti: "Il desiderio di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Io e Hazim ci siamo conosciuti nel 2012, abbiamo approntato un progetto che in Italia non c’era e poi abbiamo inaugurato l’Aero Gravity, la più grande galleria del vento verticale d’Europa. Nel 2019 abbiamo riflettuto su che cosa altro potessimo fare insieme. La Tesla era già un successo e noi volevamo che le nuove tecnologie sostenibili trovassero spazio anche in Italia. Perché, nel campo dell’automotive, il nostro Paese è sempre stato un leader mondiale, anche se, negli ultimi anni, tale patrimonio è andata via via dissipandosi. Abbiamo valutato che ci fosse un grande step evolutivo garantito dai powertrain elettrici, ma non un analogo passo avanti nelle forme delle auto a batteria, che si mantenevano conservative. E da lì siamo partiti con il nostro progetto. Oggi siamo a una svolta: sappiamo tutti quali decisioni sono state prese dai ministri europei. E, a parte ciò, è comunque necessaria una transizione verso un mondo più sostenibile".  

C’è tutto sul mercato. Detto questo, chiediamo: su quale base tecnica nasceranno le future Aehra, che dovrebbero avere 800 km di autonomia? Risponde Nada: "Sul mercato ci sono molti produttori cinesi e americani di piattaforme e subcomponentistica in grado di soddisfare ogni necessità. E i nostri fornitori, per le parti elettriche, saranno in gran parte asiatici. Da qui al 2025 vediamo molte realtà solide raggiungere altissimi livelli tecnici e proporle a terzi: quindi, sul lato tecnologia non vediamo il valore aggiunto delle batterie allo stato solido, anche con orizzonte al 2030". Quindi, le batterie delle future Aehra saranno agli ioni di litio, evolute. Anche perché, nel frattempo, le infrastrutture di "rifornimento" di energia dovrebbero aver compiuto sostanziosi passi avanti nella diffusione e nella potenza di ricarica. "Per noi", prosegue Nada, "è tutto il resto dell’esperienza che conta: lo stravolgimento delle forme, che deve esprimere emozioni, e il modo di vivere l'abitacolo, che sarà diverso da quelli di oggi. È su questo che stiamo spingendo molto: i nostri veicoli esprimeranno l’emozionalità del design italiano, sposando l’efficienza aerodinamica". E qui giova ricordare che il responsabile dello stile delle Aehra - questo sì, è stato ufficializzato - è un volto noto agli addetti ai lavori: Filippo Perini, che ha alle spalle tre decenni di esperienza, anche come direttore del Centro stile Lamborghini.

Studi classici. "Intendiamo richiamare i principi di eleganza del design italiano: secondo noi lo stile, oggi, è andato a incanalarsi in percorsi poco funzionali dal punto di vista estetico, mentre noi ci ispiriamo di più alla purezza del design italiano anni 50, ma con dettagli molto moderni". L’abitacolo dei futuri modelli sarà spazioso e innovativo. Un risultato che si raggiungerà anche tramite sbalzi ridotti e il passo lungo. "Il capo del design e altre persone hanno lavorato sulle vetture più iconiche degli ultimi anni" spiega Nada, "mentre sul versante ingegneristico faremo presto annunci molto importanti. I concetti di fondo sono partiti da me e Sandro, che siamo osservatori esterni all’automotive, poi bisognerà andare a omologare e produrre vetture tramite realtà di settore". Quindi vi appoggerete a fornitori esterni per l’architettura e le componenti di queste Bev? "Il nostro approccio è quello, vediamo il mercato da qui al 2025 in forte “comodizzazione”: parliamo, quindi, se non di piattaforme complete, già disponibili sul mercato, di basi intere di componentistica che vanteranno prestazioni e autonomie davvero interessanti. Quanto ai nostri due primi modelli, abbiamo ultimato da tempo la fase di pre-fattibilità ingegneristica, con componenti standard di mercato. Ora siamo entrati già da mesi nella fase di contrattazione con i fornitori, poi passeremo all’industrializzazione delle vetture. Un lato importante del nostro progetto è il materiale che abbiamo scelto per la carrozzeria: l’Smc, il carbonio in pressa. Ciò consentirà di realizzare componentistica in carbonio molto dettagliata in maniera abbastanza simile a quella che si ottiene dalle presse dell’alluminio. Così, si potranno produrre grandi serie di veicoli leggeri utilizzando il carbonio, cosa un tempo impossibile. Una tecnologia che in Italia è molto forte, soprattutto nella Motor Valley".

Produzioni non piccole. Quindi, aggiungiamo noi, non si parla di tirature limitate… «No, assolutamente: vediamo questa nicchia di mercato da 20-25.00 pezzi all’anno per modello, iniziando con due vetture, nella fascia di prezzo che abbiamo individuato (da 160.000 a 180.000 euro). I nostri veicoli sono molto trasversali, e vanno a interessare diversi mercati. Sul lato berline, in quella nicchia ci sono vetture come la Mercedes EQS, la Lucid Air, la Porsche Taycan, la Tesla Model S, ma i nostri prodotti andranno a raccogliere potenzialmente anche utenti da altri segmenti". Avete annunciato che i modelli saranno dotati di guida autonoma di livello 4… "Sì, inizieremo con il livello 4, perché sul 5 c’è ancora troppa incertezza. Avremo il meglio della tecnologia quando andremo in produzione, ma non scenderemo in competizione negli investimenti con le realtà che ci hanno preceduto. Ciò che ci interessa è l’evoluzione delle forme e dell’abitacolo". Come ci dobbiamo immaginare gli interni? Ancora Nada: "L’abitacolo avrà più spazio di uno attuale, allo stesso tempo non vogliamo perdere l’elemento della sportività, e pensiamo di poterci riuscire". Aggiunge Andreotti: "Veniamo da un periodo pandemico, chiusi in casa a lavorare, senza tanti altri sfoghi. Siamo più abituati di prima a vivere in auto, come se fosse diventata un’ulteriore “stanza” della nostra vita, e questo è un valore aggiunto per l’automobile. I nuovi spazi che abbiamo ricavato a bordo, li abbiamo trasformati in una sala lounge, che ti può ospitare mentre lavori, o quando passi del tempo con la famiglia o con gli amici. L’auto, insomma, è un posto in cui noi viviamo il nostro tempo spostandoci".  

Open space. La taglia dei futuri modelli Aehra sarà abbondante, sui cinque metri, per sottolinearne l’impronta premium ed esclusiva. "Stiamo lavorando anche su una 2+2 per il 2027, con passo più corto, che sarà più agile e sportiva, sempre derivata dalla stessa architettura. L’ambiente tipo lounge e work station è uno dei nostri focus. Ma, alleggerendo molto il veicolo grazie all’utilizzo del carbonio, sarà importante anche la dinamica del veicolo. Cominceremo da lì, e poi, gradualmente, andremo a coprire anche fasce di mercato un po’ più abbordabili".

Base già d’effetto. Nei vostri piani, chiediamo, i modelli avranno varianti modulari, a più motori, magari, con trazione diversa, o con ampie possibilità di personalizzazione? "Sul lato varianti saremo un po’ minimalisti. Già dal punto di vista delle sedute, per esempio, grazie alla nostra architettura, potremo offrire possibilità più che sufficienti a soddisfare le esigenze dei clienti. Non vogliamo complicare troppo le cose con una personalizzazione spinta".   

Vendite online e in negozio. Poi, fra tre anni, sarà il momento della verità. "Le nostre vendite saranno miste, divise tra l'online e gli showroom che andremo a realizzare nelle città più importanti. Stiamo già entrando in trattativa con alcune realtà, principalmente negli Usa: e in California abbiamo già individuato alcune location. Nella prima fase prevediamo di avere una novantina di showroom". Programmi, come si vede, molto ambiziosi.    

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Aehra - Lusso, batterie e aerodinamica: ecco la startup italiana che vuole sfidare Tesla e Lucid

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it