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Dal diesel all'elettrico: così si rinnovano gli stabilimenti di Trémery-Metz

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Il più grande sito di produzione di motori diesel al centro del cambiamento: gli storici impianti di Trémery-Metz (Francia), attivi da oltre 40 anni nella manifattura di motori termici e cambi, diventano il nuovo pilastro della fabbricazione di componenti per auto ibride ed elettriche. Il gruppo Stellantis lo ha annunciato oggi: le nuove linee di produzione dedicate ai propulsori per Ev e alle trasmissioni delle vetture elettrificate sono entrate in funzione a pieno regime. Un passaggio fondamentale per aumentare la capacità produttiva della gamma elettrificata del gruppo, ma sopratutto per l’internalizzazione di diversi processi produttivi che oggi sono spesso affidati a fornitori localizzati fuori dall’Europa.

Più potenti e fatti in casa. Esempio degli obiettivi ambiziosi che si sono posti i vertici di Stellantis sono i motori elettrici che equipaggiano le Ev di Peugeot, Opel, Citroën e DS, fino a poco tempo fa di origine cinese. Attraverso la joint-venture al 50/50 con l’azienda francese Nidec Leroy-Somer e il rinnovamento dell’impianto di Trémery, oggi questi propulsori vengono realizzati internamente e solo l’approvvigionamento di materie prime è lasciato a fornitori esterni. Un’opportunità, inoltre, per migliorare le qualità dei motori stessi, più efficienti e, in applicazioni future, anche più potenti con un picco massimo di 176 CV contro gli attuali 136. La produzione, in buona parte automatizzata, vede ancora l’impiego di operai specializzati per i passaggi più delicati dell’assemblaggio e per il controllo della qualità finale: questi ultimi, in larga parte, provengono dalle vecchie catene di montaggio dei propulsori termici.

Le trasmissioni. Un’altra joint venture paritetica ha permesso al gruppo italo-francese di compiere grossi passi in avanti nella produzione delle trasmissioni delle auto ibride: l’alleanza in questione prende il nome di e-Transmission e vede il coinvolgimento dell’azienda specializzata belga Punch Powertrain. Con un investimento di 57 milioni di euro, una vasta area degli impianti di Metz è stata aggiornata per accogliere al sua interno la catena di lavorazione delle nuove trasmissioni robotizzate doppia frizione a sette marce. Un cambio moderno e compatto che integra al suo interno, in presa diretta con le ruote, il motore elettrico, sia nell'applicazione a 48 volt (ovvero mild hybrid), sia in quella ibrida plug-in. Solo 27 componenti differenziano le due trasmissioni: una grande semplificazione dal punto di vista produttivo, fondamentale per produrre tutto sulla stessa linea.  

Un nuovo 3 cilindri in arrivo. Completata la fase di test delle catene di montaggio, la realizzazione delle trasmissioni DCT entrerà a regime, pronte per essere montate, tra gli altri, anche sulla terza generazione del tre cilindri turbobenzina PureTech di 1.2 litri: un motore tutto nuovo rispetto a quello finora conosciuto, per la prima volta a ciclo Miller e dotato di un turbo a geometria variabile. Le potenze rimarranno simili a quelle del propulsore attualmente in commercio, con due livelli, 100 o 136 CV. A colpire di più, però, è la riduzione delle emissioni: si parla, infatti, di circa un 20% in meno di CO2.

Tavares gioca in casa. Per l'ad di Stellantis, Carlos Tavares, Trémery-Metz è "un esempio eccellente" di come il gruppo sta "trasformando la produzione in Francia e le sue attività global. Abbiamo creato una nuova catena del valore globale con partner fidati, tra cui cinque gigafactory, per sostenere la nostra strategia globale dedicata alle batterie e promuovere gli obiettivi del piano Dare Forward 2030. Desidero ringraziare vivamente le parti sociali, gli stakeholder locali e i nostri dipendenti altamente qualificati per la collaborazione offerta durante questa fase di aumento della produzione a Trémery-Metz e per la realizzazione del nostro futuro elettrificato”. 

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