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Matthias Hossann
Come sarà il design delle Peugeot di domani

Matthias Hossann
Come sarà il design delle Peugeot di domani
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Stile e performance. Sono i due elementi che si fondono in modo inedito sulla 9X8, da poco scesa in pista a Monza per il debutto nel Mondiale Endurance, che ha linee affilate ed è priva dell’ala posteriore, soluzione che era stata presentata con la concept ed è rimasta nella versione definitiva. A disegnarla, insieme ai progettisti di Peugeot Sport, è stato Matthias Hossann, responsabile del design delle vetture del Leone che ha dato forma anche alla 408. “Cercavamo qualcosa di diverso dai nostri avversari, che unisse la grande efficienza a una nuova impostazione per la macchina”, spiega Hossann, “e penso che lo abbiamo raggiunto. La dinamicità e l’efficienza si notano bene ora che l'abbiamo vista in movimento tra le curve”.

Che ruolo può avere il design nel motorsport?
Di solito, le auto da competizione sono molto performanti ma quasi tutte uguali, senza uno stile definito. Grazie alle nuove regole del LMH, invece, abbiamo potuto essere più liberi nel disegnare da zero questa hypercar e abbiamo voluto metterci molti elementi dello stile Peugeot di oggi e soprattutto di domani. Per esempio, gli artigli luminosi del frontale della 9X8 richiamano quelli delle nostre auto di serie e si distinguono molto in gara. Cercavamo qualcosa di iconico, volevamo cambiare le convenzioni: una scelta come quella di non avere l’ala posteriore è stata una grande scommessa per l’aerodinamica, ma con gli ingegneri abbiamo trovato la soluzione per garantire anche la performance.

Con le norme sulle emissioni e la necessità di contenere l’autonomia delle elettriche, l'efficienza è sempre più cruciale. Quanto influenza il design tutto questo?
È una grande sfida con cui ci stiamo confrontando. Con la 408 abbiamo l’esempio di quelle che chiamiamo orecchie di gatto, appendici aerodinamiche sopra il lunotto. Non solo un vezzo di design, ma hanno una ragione aerodinamica e rappresentano una risposta alla necessità di spazio nella parte posteriore della vettura. Noi cerchiamo di integrare nel progetto gli obblighi, “giocarci” per cercare soluzioni adatte a tradurli in opportunità di stile. E c'è ancora molto che si può fare con il design per rendere le auto più efficienti.

La necessità dell’efficienza non rischia di rendere le auto tutte più simili?
Ci sono tante strade per ottenerla: avere forme sottili, affusolate, ma ci sono anche più affilate. Pensiamo a quanto è spigoloso un jet Eurofighter, per esempio. Credo che ci sia spazio per tante soluzioni. Ci piacciono molto i contrasti tra le superfici morbide e le linee super affilate e questo è un linguaggio che useremo nei prossimi modelli.

Con la 408 avete imboccato la strada delle fastback: c’è un po’ di stanchezza da Suv?
Dopo aver lanciato la 508, ci siamo chiesti come far evolvere il concetto della berlina senza avvicinarci troppo alle Suv. Le sport utility sono ancora tanto apprezzate, ma pensiamo che ci sia spazio per qualcosa di diverso, che sia semplicemente una berlina rialzata, che ha lo stesso diametro delle ruote di una Suv come la 3008 e la stessa posizione rialzata, con una sagoma più sottile. Ecco, così è nata la 408.

Oggi, anche per la scelta delle piattaforme multienergia, avete modelli elettrici uguali alle versioni termiche. Pensa che uno stile troppo di rottura per un’elettrica possa attrarre meno i clienti?
Noi abbiamo una storia, un Dna e cerchiamo di non dimenticarlo mai, ma cerchiamo anche di non essere conservatori, di giocare con il nostro passato. Senza cadere nel rétrodesign, teniamo ad avere sempre un legame con quello che abbiamo fatto. Di certo oggi la gente cerca nuove esperienze e penso che per noi designer questa sia un’opportunità per creare forme nuove, che siano abbastanza dirompenti da sembrare diverse, seppur con un sapore che ricordi quello che siamo stati. È un equilibrio molto sottile da trovare. Lo abbiamo fatto con la 9X8 e la 408, che ci raccontano un po’ di come saranno le prossime Peugeot, anche quelle elettriche.

E come saranno, allora, le prossime Peugeot?
Per me la vera sfida sarà l’interior design. Con le auto elettriche abbiamo meno limiti e più spazio interno da immaginare. Spingeremo ancora oltre il concetto di i-Cockpit, che dà un’emozione diversa a chi si siede su una Peugeot. Stiamo lavorando molto anche sui materiali, per scegliere soluzioni sempre più sostenibili. La rivoluzione che stiamo vivendo, sotto il profilo energetico e tecnologico, è straordinaria per il design, apre moltissime nuove possibilità. E da sempre il design è uno dei pilastri del nostro marchio.

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