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L'ad Corcione: "Il futuro della mobilità non è roseo"

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Per l'industria automobilistica l'orizzonte è carico di nubi, ancor di più nell'attuale fase di passaggio verso l'auto elettrica. "Il futuro della mobilità non si presenta roseo, anzi", afferma Giuseppe Corcione, amministratore delegato dell'azienda modenese Reinova. "L’emergenza sanitaria, la carenza di materie prime, la conseguente crisi dei semiconduttori e l’attuale squilibrio socio-politico scaturito dal conflitto in Ucraina - spiega ancora l'imprenditore - hanno segnato gravemente il mercato automotive che ha registrato, negli ultimi due anni, un rallentamento della produzione di veicoli nuovi, un aumento rilevante dei prezzi e un conseguenziale calo di vendite davvero preoccupante". 

Servono incentivi e investimenti. Corcione delinea, quindi, una sua ricetta per risolvere alcuni dei problemi del settore, in particolare nel Vecchio continente: "Vista la situazione attuale, è davvero necessario che l’Unione Europea incentivi il reshoring della produzione permettendo dunque ai Paesi interni all’Unione di raggiungere una certa indipendenza e, orientativamente entro cinque anni, di avere una propria produzione di materie prime. Bisognerebbe investire maggiormente sull’industria elettronica che, pur richiedendo ingenti capitali e tempi d’esecuzione degli impianti produttivi piuttosto lunghi, rappresenta una concreta e reale soluzione atta a tutelare l’ambiente e il benessere della popolazione". "Infine, è necessario supportare il lavoro di fornitori in grado di trovare soluzioni differenti e alternative che rispondano alle nuove e future esigenze del mercato e di centri più efficienti e all’avanguardia come Reinova in grado di contribuire a una vera e propria rivoluzione della mobilità del futuro, più sicura, sostenibile e innovativa”, spiega ancora Corcione.

Cosa fa Reinova. L'imprenditore sottolinea, quindi, i risultati raggiunti dalla sua azienda, a poco più di un anno dall'inaugurazione dell'impianto di Soliera (Modena). Reinova, nata da un’idea di REI Lab, Unindustria RE e Fondazione REI, con il supporto di partner bancari come Intesa San Paolo e aziende e imprenditori del territorio, è un laboratorio dedicato allo sviluppo e alla validazione di componenti per motori elettrici e ibridi e dalla sua fondazione è stata capace di avviare collaborazioni con Energica Motor per test tecnologici, Dell'Orto per la promozione e commercializzazione di sistemi di propulsione per la mobilità urbana, con Social Self Driving per lo sviluppo di sistemi di guida autonoma e semi-autonoma e con Block Harbor Cybersecurity per un progetto di cybersecurity, sicurezza e connettività auto. "Dall’inizio delle attività - aggiunge Corcione -, l’azienda ha perseguito i suoi obiettivi con determinazione e grinta consolidando la sua posizione di polo innovativo per la mobilità sostenibile e oggi punta già a raggiungere ambiziosi traguardi: raddoppiare il fatturato nel 2022 e puntare ai 50 milioni di euro entro il 2026 e, in parallelo, una crescita strutturale che riguarderà anche l’organico, con 65 dipendenti previsti entro l’anno, e 100 dipendenti entro il 2025-26". 

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