Industria e Finanza

La crisi del gas
Volkswagen, l'extrema ratio: spostare produzioni fuori da Germania ed Est Europa

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Volkswagen, l'extrema ratio: spostare produzioni fuori da Germania ed Est Europa
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La Volkswagen sta valutando un’ipotesi estrema in caso di tagli imponenti alle forniture di gas: spostare crescenti porzioni delle sue attività produttive al di fuori dei Paesi europei più legati alla sua presenza industriale, ma maggiormente penalizzati dall’attuale crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina: ossia Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia. "Tra le alternative di medio termine, ci stiamo concentrando su una maggiore localizzazione delle forniture, su un trasferimento della capacità produttiva e su soluzioni prettamente tecniche”, ha affermato il responsabile acquisti, Geng Wu, in un nota ripresa dalla Bloomberg. Secondo il manager, le valutazioni in corso sono “simili a quelle diventate già pratica comune nel contesto delle sfide legate alla carenza di semiconduttori e ad altre recenti interruzioni della catena di approvvigionamento”.

L’incognita invernale. L’allarme arrivato da Wolfsburg è solo l'ultimo segnale di quanto l’attuale crisi del gas metta a rischio il panorama industriale europeo, soprattutto con ulteriori sviluppi negativi nel corso della prossima stagione invernale. Non a caso, diversi Paesi europei sono corsi ai ripari aumentando gli stoccaggi. L’Italia e, per l’appunto, la Germania sono tra le nazioni del Vecchio continente più dipendenti dal gas russo e per contrastare il venir meno delle forniture hanno aumentato gli stoccaggi, raggiungendo un tasso di riempimento del 90% con grande anticipo rispetto agli anni passati e riducendo così i timori di carenze più gravi durante i mesi freddi. Un problema, questo, che rischia di farsi sentire soprattutto dalla prossima primavera con l’eventuale stop totale alle forniture russe. L’incertezza ha già prodotto delle conseguenze sulla pianificazione di numerose aziende. Bloomberg cita, per esempio, l’amministratore delegato della multinazionale di materie plastiche Covestro: pur non prevedendo problemi di approvvigionamento per l'inverno, l'azienda ha bloccato tutti gli investimenti in Europa a causa del rincaro delle tariffe energetiche e ha spostato le sue attenzioni su mercati in crescita e a basso costo principalmente dell’Asia.

Si guarda a Sud e Nord Europa. Quanto alla Volkswagen, l’eventuale trasferimento di produzioni potrebbe determinare grandi benefici per altri Paesi europei che ospitano importanti terminal per la rigassificazione e impianti automobilistici dello stesso gruppo tedesco, come Spagna, Portogallo o Belgio. Da Wolfsburg hanno citato proprio l’Europa sudoccidentale o le zone costiere del nord Europa, con un migliore accesso ai carichi via mare di gas naturale liquefatto, tra le aree di possibile trasferimento delle attività industriali. La Volkswagen, pur affermando di aver approntato “i migliori preparativi possibili” per affrontare eventuali carenze di gas, si è anche detta preoccupata del possibile effetto dei rincari tariffari sui suoi fornitori. A tal proposito, il responsabile delle relazioni esterne Thomas Steg ha chiesto un intervento per evitare possibili conseguenze devastanti: "Anche i politici devono frenare l’attuale boom incontrollato dei prezzi del gas e dell'elettricità. Altrimenti, le piccole e medie imprese, in particolare quelle ad alta intensità energetica, avranno grossi problemi e dovranno ridurre o fermare la produzione”.

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