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Auto elettriche
Anche la ricarica... si fa cara

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Pochi giorni fa Enel X Way, il principale operatore italiano di colonnine per auto elettriche e ibride plug-in, ha deciso di apportare nuove modifiche al proprio piano tariffario, aumentando il prezzo per kWh della ricarica fast (fino a 150 kW) da 0,69 a 0,89 euro. Analoga decisione è stata presa dalla Tesla, ma in questo caso si tratta di una rete ancora chiusa - almeno in Italia - alle vetture di altre Case automobilistiche. Non si tratta di interventi isolati: come accaduto ai carburanti tradizionali, anche il "pieno" di elettricità risente pesantemente della crisi energetica. Facciamo dunque un punto della situazione prezzi, limitando lo sguardo ai principali operatori in Italia e tenendo conto delle variazioni intervenute nell'ultimo anno, un intervallo di tempo congruo per rendersi conto dell'andamento: se i listini attuali risultano sostanzialmente fermi rispetto a pochi mesi fa, bisogna infatti considerare che in primavera c'è stata una vera e propria stangata.  

Enel X Way. Con l'ultimo intervento, l'azienda del gruppo Enel ha lasciato invariata la tariffa di 0,58 euro/kWh in caso di utilizzo di prese lente a corrente alternata, mentre la ricarica fast fino a 150 kW è salita da 0,68 a 0,89 euro. Per le colonnine ultra fast (sopra i 150 kW), l'utente continua a a pagare 0,99 euro. Nessuna variazione, invece, per gli abbonamenti: i clienti pagano ancora 25 euro al mese per il piano Small (con soglia a 70 kWh) e 45 per il Large (fino a 145 kWh). In ogni modo, bisogna ricordare come le principali variazioni risalgano alla prima parte dell'anno: a febbraio, l’azienda ha comunicato un incremento dai 0,4 euro del 2021 a 0,58 euro per i connettori a corrente alternata e da 0,50 a 0,68 per le colonnine fast; in seguito, è stata aumentata anche la tariffa per le ultra fast a 0,79.

Be Charge. Il secondo maggior operatore italiano, la Be Charge controllata dalla Eni Plenitude, fa pagare 0,45 euro per le prese lente e 0,50 per quelle fino a 99 kW di potenza. Per le colonnine da 100 a 149 kW la tariffa è di 0,65 euro, che sale a 0,79 in caso di dispositivo ultra fast. Per gli abbonamenti ci sono diverse alternative: si va dai 20 euro al mese per il piano base fino ai 175 euro al mese per quello ideato per chi percorre molti chilometri. Inoltre, sono previsti vari pacchetti prepagati dal valore da 50 a 150 euro. In tutti i casi, e in  l’azienda non ha apportato variazioni rispetto alle tariffe del 2021, seguendo una politica che sembra destinata a proseguire anche nei prossimi mesi. 

Duferco Energia. Rincari invernali anche per un altro grande operatore, particolarmente presente in Nord Italia: si tratta di Duferco Energia, la quale è intervenuta sui prezzi degli abbonamenti a febbraio e, almeno per ora, non prevede altri ritocchi. Il listino "a consumo" dell'azienda genovese è il seguente: 0,65 euro/kWh per le prese fino a 50 kW, 0,79 per le fast e le ultra fast. Come detto, gli abbonamenti sono aumentati nel secondo mese dell'anno, passando dai 25 euro richiesti per la formula "flat" da 300 kWh ai 129 euro per quella da 200 kWh .  

A2A. Altro operatore particolarmente attivo nel campo dei servizi di ricarica è A2A: l’utility lombarda conta su una crescente presenza a Milano, una delle città che più sta spingendo con politiche di contrasto alla mobilità tradizionale. Rispetto al 2021, le variazioni più importanti risalgono a maggio: ora si pagano 56 centesimi di euro per le colonnine fino a 22 kW (0,37 la tariffa alla fine del 2021), 66 per quelle con potenze da 23 a 99 kW (rispetto ai 0,47 euro precedenti) e 79 centesimi in caso di prese da oltre 100 kW (dato stabile). Per gli abbonamenti, si va dai 16 ai 60 euro al mese. 

Tesla e Ionity. Un aumento tariffario è stato deciso anche dalla Tesla, che in Italia conta su 66 stazioni Supercharger (altre cinque saranno presto operative). Per ora i connettori sono preclusi ai conducenti di veicoli di altri brand, ma Musk potrebbe presto "aprirli" come già avviene in alcuni Paesi europei. Di recente, l’azienda californiana ha comunicato un rincaro da 0,49 a 0,66 euro/kWh. Ovviamente, tutte le colonnine sono ultra fast, come nel caso della Ionity, per la quale vale ancora il prezzo di 79 centesimi/kWh per i connettori fast e ultra fast (va notato, comunque, che con gli abbonamenti da 17,99 euro al mese si scende a 0,35 euro).

La ricarica a casa. Infine, non va dimenticata la ricarica domestica, preferibilmente con wallbox. Tariffe specifiche non ce ne sono, anche perché il dispositivo è collegato alla rete di casa e al suo piano tariffario, sempre che la corrente non sia fornita da un impianto fotovoltaico di proprietà. In questo caso, i costi possono essere considerovlmente abbattuti, al netto, ovviamente, dell’investimento iniziale e dei conseguenti tempi di ammortamento. Al contrario, se la walbox è collegata alla rete di distribuzione, allora bisogna fare riferimento alle tariffe generali, distinguendo tra mercato libero e mercato tutelato. Per il tutelato (abolito dall'1 gennaio 2024), il riferimento è la tariffa regolata dall’autorità Arera per le utenze domestiche: a fine settembre, quest'ultima si attestava su 0,276 euro/kWh, in forte calo rispetto ai 0,3102 euro del secondo trimestre del 2022 per effetto di una riduzione dei costi della materia prima, quantomeno rispetto ai picchi successivi allo scoppio della guerra in Ucraina (alla fine del primo trimestre, per capirci, la tariffa schizzò a 0,35485 euro/kWh), nonché degli interventi del governo sugli oneri di sistema (dal primo trimestre azzerati proprio per i gestori di punti di ricarica pubblici). Quanto al mercato libero, i prezzi dipendono dalla tipologia di offerta applicata da ogni singolo operatore: spesso si tratta di prezzi anche doppi, se non tripli, rispetto ai servizi di maggior tutela. Per esempio, stando ai dati della Borsa elettrica, alla fine di settembre il PUN (Prezzo Unico Nazionale) ha raggiunto i 431,3 euro/MWh (0,431 euro/kWh), comunque in ribasso rispetto al massimo annuale di 543,15 (0,543 euro/kWh) di agosto.  

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