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Jato Dynamics
“Coi prezzi delle elettriche la mobilità privata diventa inaccessibile"

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Il nostro direttore lo scrive da tempo: l’auto elettrica, con i suoi prezzi sempre più elevati, rischia di precludere l’accesso alla mobilità privata a un crescente numero di consumatori. Ora l'allarme, spesso al centro delle affermazioni di importanti esponenti del settore come l'ad di Stellantis, Carlos Tavares, lo rilancia anche una tra le società di ricerche in campo automobilistico più autorevoli, la Jato Dynamics, in un report dedicato alla maggior sfida affrontata dall’industria delle quattro ruote: abbassare i prezzi delle auto a batteria per promuoverne un’adozione di massa. Nella sezione riservata al futuro del settore, Jato scrive esplicitamente che “una parte significativa della popolazione è esclusa dalla transizione verso la mobilità elettrica a causa dei problemi legati all’accessibilità economica dei veicoli”. L'avvertimento è chiaro: “Senza un'offerta conveniente, la mobilità privata non sarà accessibile a molti consumatori”, soprattutto in Europa e Stati Uniti. Inoltre, “senza un’adozione di massa” delle elettriche, “gli obiettivi di riduzione delle emissioni si riveleranno alla fine irraggiungibili”.

Lo squilibrio dei prezzi. Nel report si sottolinea come l’attuale periodo di trasformazione dell’industria automobilistica globale, “il più intenso” da quando è stata avviata la produzione di massa dei motori a combustione interna nei primi anni del 1900, e il rapido passaggio a una mobilità a zero emissioni abbiano creato nuove opportunità sia per i costruttori già affermati che per le realtà emergenti. Inoltre, si sta sviluppando un “ecosistema completamente nuovo”, che richiederà nei prossimi anni una serie di nuovi servizi, soluzioni e tecnologie. “Sono stati compiuti progressi senza precedenti, ma molte sono le sfide da affrontare lungo la strada”, spiega Jato, sottolineando un aspetto in particolare: “I costruttori continuano a migliorare l'autonomia dei loro veicoli in modo sempre più significativo e realtà pubbliche e private uniscono le forze per sviluppare e dispiegare una infrastruttura di ricarica migliore, ma ora i governi e le stesse Case devono affrontare e risolvere l’attuale squilibrio dei prezzi tra i mercati”.

Il pericolo cinese. Infatti, vi sono notevoli differenze nelle prospettive di Europa, Stati Uniti e Cina. “Grazie alla forza del mercato interno, al progresso tecnologico e al persistente sostegno governativo, le Case e le startup cinesi sono in una posizione privilegiata per accelerare i loro piani di espansione globale”, afferma la società di ricerche, confermando, così, un altro allarme lanciato più volte sull’espansionismo del Dragone sui mercati globali. Quanto a Europa e Stati Uniti, il “futuro sembra meno promettente”, almeno nel breve termine: “I consumatori stanno rispondendo positivamente alla gamma sempre più ampia di veicoli elettrici disponibili ma, finora, entrambi i mercati non sono riusciti a ridurre i prezzi per soddisfare le richieste degli acquirenti di auto con redditi medi e bassi”. A tal proposito, la Jato sottolinea il rischio che la “Cina possa acquisire un cruciale porzione di mercato che è stata finora dominata dai più affermati costruttori tradizionali del settore”.

L'andamento dei prezzi. A sostegno di questa tesi, il report fornisce alcune rilevazioni sull’andamento dei listini delle elettriche nelle tre aree geografiche. Nel primo semestre, il prezzo medio di un’auto a batteria si è attestato su 55.821 euro in Europa e su 63.864 euro negli Stati Uniti, in aumento rispetto ai 48.942 euro e ai 53.038 del 2015. Inoltre, i listini dei mezzi alla spina sono superiori, in media, del 27% rispetto a un veicolo a benzina nel Vecchio continente e di ben il 43% oltreoceano. Al contrario, la Cina è passata da una situazione di prezzi medi (66.819 euro) decisamente superiori a quelli europei e statunitensi a una ben diversa: le iniziative perseguite da Pechino hanno consentito all’industria automobilistica locale di abbassare i listini ad appena 31.829 euro, il 33% in meno rispetto a un veicolo a benzina. Ovviamente, negli ultimi mesi è stato riscontrato un aumento marginale dei prezzi a causa del rincaro delle materie prime e al lancio di modelli di fascia alta, ma la domanda rimane talmente forte da aver spinto l’associazione di rappresentanza Cpca a stimare per la fine dell’anno un nuovo record di vendite a 6 milioni di veicoli, tra elettriche, ibride e fuel cell.  

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