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Tesla AI Day
Musk svela il prototipo del robot umanoide Optimus

Tesla AI Day
Musk svela il prototipo del robot umanoide Optimus
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Elon Musk ha deluso le attese di chi aspettava con trepidazione l'AI Day della Tesla. A conti fatti, l'evento è stato solo un "recruitment day" dedicato a ingegneri e tecnici specializzati. Dunque, nessuna grande novità o fuochi d'artificio in pieno stile Musk, se non la presentazione del primo risultato delle attività di ricerca nel campo della robotica. L'anno scorso l'imprenditore californiano aveva annunciato il progetto per la realizzazione di un robot umanoide, noto come Optimus o Tesla Bot e destinato non solo ad aiutare gli operai nei compiti più pesanti alle catene di montaggio: a distanza di un anno, Musk ha svelato un primo prototipo, o meglio quello che lui stesso ha definito "un robot di sviluppo grezzo".

Sul mercato entro cinque anni. L'automa ha mostrato anche alcuni movimenti delle mani e camminato sul palco del teatro di Palo Alto, sede dell'evento, ma alla fine si è rivelato un dispositivo nei primissimi stadi di sviluppo, quantomeno rispetto ai risultati raggiunti da altre aziende, sempre statunitensi, come la Boston Dynamics finita sotto il controllo della Hyundai. Durante l'evento, alcuni tecnici hanno comunque fatto vedere come il Tesla Bot potrebbe funzionare, in particolare tramite degli attuatori progettati dalla stessa Tesla o delle "mani robotiche adattive". In sostanza, il robot è servito a Musk per attirare l'interesse dei presenti, tra cui molti influencer, sui traguardi raggiunti nel campo dello sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale necessarie per migliorare i sistemi di guida autonoma. Lo ha ammesso lo stesso Musk sottolineando di aver organizzato l'AI Day e di aver deciso di svelare l'automa “per convincere alcune delle persone più talentuose del mondo ad unirsi a Tesla e a contribuire a trasformarlo in realtà”. Del resto, serviranno ancora diversi anni per creare un automa (anche in versione femminile) in grado di "aiutare milioni di persone" e di contribuire a “un futuro di abbondanza, dove non c’è povertà e le persone possono avere qualunque cosa desiderino in termini di prodotti e servizi”. Musk ha parlato di tre-cinque anni prima che Optimus possa arrivare sul mercato. 

Guida autonoma e supercomputer. Sul palco dell'evento sono, comunque, saliti anche altre importanti figure professionali della Tesla, tra cui il responsabile dell'Autopilot, Ashok Elluswamy, che ha parlato dei miglioramenti del software Full Self Driving, anche grazie a 35 aggiornamenti, e ha rivelato come i clienti che stanno testando la versione beta siano saliti in un anno da 2 mila a 160 mila tra Stati Uniti e Canada. Musk, che aveva indicato per fine anno il lancio del nuovo programma, ha comunque ammesso i numerosi ostacoli normativi ancora da superare. Dei risultati raggiunti nello sviluppo informatico dei sistemi di intelligenza artificiale hanno parlato anche diversi altri tecnici, alcuni dei quali addetti alla gestione del supercomputer incaricato di elaborare la grande mole di dati generati dalle auto Tesla. La Casa californiana si è dotata di un grande data center, denominato Dojo e realizzato con microprocessori sviluppati internamente, già oggi in grado di immagazzinare 30 milioni di gigabyte di filmati. Entro il primo trimestre dell'anno prossimo sarà completato un'espansione del supercomputer, il Dojo ExaPod, che romperà la barriera dell'exaflop in termini di elaborazioni di dati. A Musk è stato chiesto se per caso la Tesla avesse intenzione di vendere a società terze il suo Dojo, ma per l'imprenditore avrebbe più senso offrire servizi in clouding sulla falsariga di quanto già oggi commercializza Amazon con la sua controllata AWS.  

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