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Lamborghini
Nuove voci sulla possibile quotazione in Borsa

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Nuove voci sulla possibile quotazione in Borsa
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Le dichiarazioni di Oliver Blume, neo amministratore delegato del gruppo Volkswagen, sull’"esercizio di allenamento" alla Borsa affidato ai manager dei vari marchi controllati da Wolfsburg hanno già scatenato le prime speculazioni e indiscrezioni su operazioni analoghe alla recente offerta pubblica della Porsche. Secondo il quotidiano finanziario MF, il costruttore tedesco avrebbe già avviato lo studio di una quotazione della Lamborghini, marchio non nuovo a diventare oggetto di speculazioni su possibili sbarchi sui mercati finanziari.

Fase preliminare. La testata mette comunque in chiaro come il processo sia in una fase preliminare, richieda diversi passaggi formali e non è detto che vada a buone fine. A ogni modo, sembra ci siano stati già i primi sondaggi fra gli investitori e le prime valutazioni del caso, anche grazie all’opera della banca d’affari Lazard, già coinvolta nella quotazione della Porsche. Del resto, a rafforzare le ipotesi che la Lamborghini possa affacciarsi sul mercato dei capitali (l’esito degli “allenamenti” sarà argomento di un incontro con la comunità finanziaria in programma per l’anno prossimo), non ci sarebbero solo le istruzioni di Blume, ma anche il “momento propizio”: la Casa di Zuffenhausen ha “fatto il pieno” di ordini per la sua quotazione e la stessa Lamborghini è in uno stato di salute sfavillante con un margine operativo al 31,9% circa nel primo semestre, una crescita a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici (+70% per l’utile operativo e +30,6% per i ricavi) e un libro ordini coperto fino ad almeno la fine del 2023. Inoltre, la Casa del Toro fa parte di un segmento che già oggi beneficia di una forte domanda da parte dei “paperoni” di tutto il mondo.

Le valutazioni. Ma a cosa servirebbe l’eventuale quotazione? Non solo a garantire a Wolfsburg ulteriori proventi per finanziare la svolta elettrica, ma anche a sostenere la Lamborghini e il suo piano di investimenti da oltre 1,8 miliardi di euro, incentrato sull’ibridazione massiva delle motorizzazioni e sul lancio della sua prima elettrica. Ovviamente, buona parte dei proventi dipenderanno dalla valutazione assegnata dagli investitori. A tal proposito, l’anno scorso un consorzio composto dalla svizzera Quantum e dalla britannica Centricus aveva offerto fino a 7,5 miliardi per acquistare il 100% del capitale, ma allora da Wolfsburg era arrivato un secco no alla vendita. Tuttavia, gli ultimi risultati finanziari hanno spinto al rialzo le valutazioni. MF cita i calcoli di una banca d’affari italiani: Banca Akros valuta Lamborghini "22 volte l'Ebitda e 4 volte le vendite, quindi 9 miliardi di euro”.

La svolta di Wolfsburg. Cifre di tutto rispetto, che di sicuro saranno attentamente esaminate a Wolfsburg. Del resto spetta proprio ai tedeschi decidere se portare il Toro in Borsa. E lo scorso agosto il presidente della Lamborghini, Stephan Winkelmann, era stato chiaro: “Non sta a me deciderlo, ma le notizie che ho sono che non è prevista attualmente una quotazione della nostra azienda”. Da allora, però, molte cose sono cambiate a Wolfsburg con l’uscita di Herbert Diess, da sempre contrario alla quotazione della Porsche, e l’arrivo di Blume. Non a caso, subito dopo le dichiarazioni del manager all’Handelsblatt sulla necessità di migliorare il confronto con i mercati finanziari, il cluster dei marchi premium guidato dall’Audi e composto anche da Bentley, Ducati e dalla stessa Lamborghini si è apprestato a diffondere una dichiarazione che apre più di una porta a una quotazione in Borsa: “Dare maggior rilevanza a temi del mercato dei capitali è espressione di una solida governance per il gruppo Volkswagen e anche per il raggruppamento dei marchi Premium. Ciò include anche la creazione di una cosiddetta equity story (virtuale), ovvero una prospettiva futura orientata al mercato dei capitali. Da parte nostra, abbiamo già aumentato il livello di trasparenza a marzo di quest'anno con una forchetta di target per l’utile operativo e il margine fino al 2030 per i marchi Audi, Lamborghini, Bentley e Ducati. Siamo valutati sulla base dei principali driver borsistici, da cui siamo guidati anche internamente. In questo modo, rendiamo la nostra azienda a prova di futuro dal punto di vista finanziario e contribuiamo alla valutazione di Borsa della Volkswagen”. In sostanza, i quattro marchi si dicono già pronti alla quotazione. Ora spetta a Wolfsburg prendere una decisione. 

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