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Tavolo Automotive
Urso: "Serve una risposta europea a Usa e Cina"

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“È assolutamente necessario creare una politica industriale europea per rispondere sia alla sfida sistemica con i produttori dell’Oriente come India e Cina, sia a quella con gli Stati Uniti che hanno da poco messo in campo una massiccia politica di aiuti, attraverso incentivi e sussidi a sostegno del settore automobilistico americano". Così il ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, ha commentato l'ultima riunione del Tavolo Automotive, facendo così eco ad analoghe proposte avanzate, per esempio, dal presidente francese Emmanuel Macron. "Per questo motivo - ha aggiunto Urso - l’Italia insieme ai grandi paesi europei manifatturieri come Francia e Germania deve lavorare con la Commissione europea per una politica attiva e propositiva per consentire a chi vuole di investire nel nostro Paese. Penso fra gli altri ai dossier relativi alla transizione ecologica (Fit for 55) su cui sarà necessario arrivare pronti alla data in cui è prevista una revisione (2026) e al regolamento relativo alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti".

L'incontro. Il tavolo, che ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti delle imprese del settore (tra gli altri, Anfia, Federmeccanica, Confindustria, Unrae, Stellantis, Iveco e Piaggio) e di vari delegati di altri ministeri, è solo il primo di una serie di "incontri periodici e continuativi", che, nelle intenzioni del Mise, avranno l'obiettivo di "raggiungere la totale collaborazione per un piano industriale condiviso al fine di valorizzare il ruolo" della filiera automobilistica per il futuro del Sistema Paese. L'auto, in tutte le sue declinazioni (industria, commercio, distribuzione carburanti, assicurazioni), ha generato nel 2021 un fatturato di 337 miliardi di euro, pari al 19% del Pil nazionale, impiegando oltre 1.260.000 lavoratori. È dunque un comparto vitale per il nostro Sistema Paese e pertanto "il governo si impegna ad affrontare i dossier strategici, innanzitutto a livello Ue, sui quali instaurare un confronto diretto con i rappresentanti al Parlamento Europeo e la Commissione".

Sindacati delusi. Il ministero ha garantito la convocazione di incontri "con una maggiore frequenza e coinvolgendo tutte le parti interessate in un reciproco interscambio. Nel ciclo verrà dedicata attenzione anche alle parti sindacali e ai profili attinenti alla forza lavoro". "La sensibilità del governo su tutte le principali tematiche del comparto è molto alta ma attendiamo con interesse i contributi di tutti gli attori coinvolti che, siamo certi, sapranno ulteriormente arricchire la discussione", ha precisato Urso, in risposta, evidentemente, alle critiche mosse dai sindacati per la loro mancata convocazione. Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, parla, infatti, di un "passo indietro rispetto alla gestione dei tavoli precedenti" e aggiunge: "Siamo in un momento delicato dove occorre fare sistema per il rilancio del settore nel nostro Paese e per ottenere il sostegno da parte dell'Europa. Speriamo che si tratti solo di un errore dovuto all'inesperienza istituzionale", commenta, invece, Gianluca Ficco, segretario nazionale e responsabile del settore auto per la Uilm."La situazione del settore auto è troppo complessa e grave per consentire passerelle o operazioni di facciata". 

Le richieste della filiera. Soddisfatte, invece, le associazioni datoriali, a partire dall'Anfia. "È stato un incontro positivo. Il governo alza l'attenzione sull'auto e guarda al proprio posizionamento sui tavoli europei con i principali partner industriali, in particolare Francia e Germania. C'è volontà di ascoltare, ora si passerà alla fase operativa", ha affermato il direttore Gianmarco Giorda. Il prossimo appuntamento è previsto tra febbraio e marzo e nel mentre l'Anfia ha intenzione di "mettere a punto le nostre proposte sia sul lato delle politiche industriali sia degli incentivi alla domanda". A tal proposito, si chiede una rimodulazione delle agevolazioni per aumentare il loro tasso di utilizzo: "Quest'anno residueranno oltre 200 milioni di fondi non utilizzati per gli incentivi all'acquisto di auto, noi abbiamo chiesto che vengano utilizzati il prossimo anno per nuovi incentivi magari con qualche rimodulazione, per esempio sostenendo in modo maggiore i veicoli commerciali leggeri".

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