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Volkswagen
Al via l’elettrificazione di Wolfsburg: servirà a produrre la ID.3

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La Volkswagen avvia l’elettrificazione della sua storica fabbrica di Wolfsburg con un primo investimento da circa 460 milioni di euro fino al 2025. Le nuove risorse sono destinate per lo più a preparare le strutture all’arrivo della ID.3. La cinque porte a batteria, al momento assemblata a Zwickau e Dresda, si affiancherà nella sua nuova versione alle attuali produzioni dell'impianto sassone, tra cui la Golf e la Tiguan.

Tempistiche. Wolfsburg inizierà a produrre la nuova generazione della ID.3 nel 2023: inizialmente, saranno assemblate componenti provenienti da altri impianti, mentre la produzione vera e propria inizierà l’anno successivo. Una volta completata la fase del cosiddetto “ramp-up”, probabilmente entro la fine del 2025, nella fabbrica arriverà un ulteriore modello a batteria con l’obiettivo di aumentare il tasso di utilizzo della capacità produttiva. Sarà una Suv elettrica, sarà "complementare" alle ID.4 e ID.5 e sarà sviluppata sulla piattaforma Modular Electric Drive System (Meb), destinata a sua volta a subire un sostanziale aggiornamento come Meb+: secondo la Volkswagen consentirà di assemblare veicoli caratterizzati da maggiori autonomie (fino a 700 chilometri) e miglior velocità di ricarica (tra 175 e 200 kW) e dotati delle nuove celle prodotte nella gigafactory di Salzgitter. In più, la Casa ha confermato che a la gamma ID si espanderà fino ad arrivare a dieci modelli entro il 2026: tra questi ci sarà anche un'elettrica entry level da 25 mila dollari, l'equivalente di 23.825 euro al cambio attuale.

Il progetto Trinity. Solo successivamente, sarà la volta della Trinity e della futura architettura Ssp, il che conferma le tante indiscrezioni delle ultime settimane sui ritardi di un progetto previsto inizialmente per il 2026, ma probabilmente posticipato di alcuni anni a causa delle difficoltà nello sviluppo dei software. Del resto, l’ex amministratore delegato Herbert Diess aveva lanciato il progetto di una fabbrica interamente nuova all’interno del complesso di Wolfsburg, ma tutte le sue strategie sono ora oggetto di un’ampia revisione da parte del successore Oliver Blume, che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe portare la Casa tedesca a preferire l’ammodernamento delle vecchie strutture alla realizzazione da zero di un impianto. A tal proposito, l’azienda sottolinea di “non aver ancora preso una decisione su dove costruire" la Trinity a Wolfsburg. Per questo motivo, "rimane aperta la possibilità di costruire un nuovo stabilimento a Warmenau", il quartiere della città sassone inizialmente scelto per la struttura voluta da Diess.

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