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I benzinai revocano il secondo giorno di sciopero

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Rientra, seppur in parte, la protesta dei benzinai contro il governo. La Fegica e la Figisc, al termine dell'ennesimo incontro con i rappresentanti del governo, hanno deciso di revocare il secondo giorno della vertenza, allineandosi così alla scelta annunciata già ieri dalla Faib di ridurre la serrata degli impianti a una sola giornata. Dunque, già da stasera gli automobilisti potranno di nuovo accedere alle pompe, chiuse dalle 19 di ieri 24 gennaio.

Nessun passo avanti. "Il secondo giorno di sciopero lo revochiamo a favore degli automobilisti, non certo per il governo", spiegano le due associazioni, sottolineando l'assenza passi concreti verso la risoluzione della controversia con l'esecutivo Meloni, in particolare sul cosiddetto decreto trasparenza: "Pur riconoscendo di aver potuto interloquire in maniera costruttiva con il ministero che si è speso per diventare  propositivo, l'incontro ha confermato il persistere di molte criticità. Anche quest'ultimo ennesimo tentativo di rimediare ad una situazione ormai logora, non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi". Inoltre, evidenziano Fegica e Figisc, "le proposte emendative avanzate dal governo al suo stesso decreto non rimuovono l'intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti oltreché chiaramente accusatori. Appare ormai chiaro che ogni tentativo di consigliare al governo ragionevolezza e concretezza non può o non vuole essere raccolto. Per questa ragione - aggiungono le categorie - anche insistere nel proseguire nell'azione di sciopero, utilizzata per ottenere ascolto, non ha più alcuna ragione di essere. Tanto più che uno degli obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, è stato abbondantemente raggiunto. Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il testo del decreto cosiddetto trasparenza raccolga in sede di conversione le necessarie modifiche".

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