"Lo scambio azionario del 3,1% tra noi e Daimler era necessario per dare un segnale ai progettisti di entrambe le Case: questa è una cooperazione seria e di lunga durata, quindi aprite i libri, date all'altra parte libero accesso alle tecnologie. Se gli ingegneri non percepiscono questo, lo scambio di know-how resta limitato e così i benefici dell'intesa". Così ha risposto Carlos Ghosn, numero uno di Renault-Nissan, alla domanda di un giornalista, durante la conferenza stampa di presentazione dell'ultima partnership annunciata nel Risiko mondiale dell'industria dell'auto, quella tra una Daimler alla ricerca di una sponda per rendere finalmente redditizia la divisione Smart e un gruppo come Renault-Nissan che da mesi vuole aggiungere una terza gamba alla sua alleanza a due.

Ecco dove lavoreranno insieme. "Mentre stiamo parlando, abbiamo già team di lavoro che sono seduti assieme a sviluppare i progetti per Smart e Twingo" ha detto ancora Ghosn. Lo sviluppo delle prossime generazioni di Smart e Twingo sono il focus principale di quest'avventura comune, ma la cooperazione tra Daimler e Renault riguarda anche la condivisione e lo scambio di motori sia a benzina sia diesel e una collaborazione nel campo dei veicoli commerciali, il tutto suggellato da uno scambio azionario del 3,1%. Le due Case non escludono l'esplorazione di ulteriori campi di cooperazione in futuro.

Con la regia della CO2. "La legislazione europea in tema di CO2 è stato uno dei driver di questa alleanza" ha ammesso Carlos Ghosn, illuminando assai bene la questione: se non fosse per la necessità di abbassare la media delle emissioni di CO2 Daimler avrebbe probabilmente già ucciso la Smart da tempo e non sarebbe neppure arrivata alla seconda generazione. La piccola due posti, infatti, pur amata da tanti clienti ? soprattutto nelle grandi città italiane (il nostro Paese è il secondo mercato mondiale per Smart) ? non ha mai raggiunto volumi produttivi sufficienti a far rientrare Mercedes dagli ingenti investimenti. Ma è l'auto a combustione con i consumi più bassi al mondo e quindi una carta irrinunciabile da esibire ai rigidi legislatori europei, che commineranno pesanti multe alle aziende incapaci di rispettare i limiti medi di CO2 stabiliti da Bruxelles.

Torna la Smart "for four". La Smart quindi deve vivere. Ma così com'è oggi, non tornano i conti. Da qui la necessità di un partner. Renault per parte sua ha fatto un mezzo buco nell'acqua con la riedizione della Twingo e quindi aveva tutto l'interesse a dividere le spese di questa piccola con qualcun altro. Le future generazioni di fortwo e Twingo verranno costruite su una piattaforma nuova, sviluppata in collaborazione.

Twingo a trazione dietro? La notizia più clamorosa nascosta tra le righe del comunicato ufficiale congiunto che le due hanno diramato il 7 aprile è che la nuova piattaforma dovrebbe utilizzare il sistema di trazione (e motore) posteriore utilizzato oggi dalla Smart. Curiosa decisione, quando il gruppo Volkswagen ? che doveva usare uno schema analogo per la sua futura up! - all'ultimo momento ha deciso di passare al layout tutt'avanti per ragioni di costi. Se, però, l'annuncio fosse confermato nella fase progettuale, sarebbe clamoroso non tanto perché preserverebbe l'identità della Smart, quanto perché significherebbe avere una Twingo spinta dalle ruote dietro anziché essere tirata da quelle davanti. La fabbrica Smart di Hambach servirà alla produzione dei modelli a due posti, mentre la fabbrica slovena di Renault assemblerà le versioni a quattro posti.

Anche le elettriche nell'accordo. Fin dal lancio sul mercato, previsto per il 2013, i futuri modelli sviluppati congiuntamente saranno offerti anche con la motorizzazione elettrica. In particolare la piattaforma comune potrebbe essere utile a Renault per sviluppare la versione di produzione della sua due posti Twizy, che alla fine avrebbe quindi due posti affiancati anziché in tandem. "Nel campo delle vetture elettriche le economie di scala e i volumi produttivi sono un fattore chiave" ha sottolineato Dieter Zetsche, numero uno di Daimler "perché il punto non è che non sappiamo come far funzionare un'auto a batterie, è che dobbiamo riuscire a farla costare quanto il consumatore è disposto a spendere per acquistarla".

Motori in comune... pure per Infiniti. Renault-Nissan fornirà motori a benzina e diesel a 3 e 4 cilindri a Daimler, mentre quest'ultima darà al gruppo franco-nipponico i suoi 4 e 6 cilindri benzina e diesel, che andranno a equipaggiare i modelli del marchio di lusso di Nissan, Infiniti, da poco introdotto anche in Europa. La futura edizione della Smart fortwo impiegherà un tre cilindri di derivazione Nissan, mentre il quattro cilindri di origine Renault, opportunamente adattato, finirà anche sulla Mercedes Classe A.

Risparmi per 2 miliardi di euro. I due costruttori hanno valutato che i risparmi derivati dall'alleanza ammonteranno per entrambi a circa due miliardi di euro. Sarà realizzata una struttura comune per esplorare future aree di cooperazione. I vertici dei due gruppi hanno invece escluso che le rispettive partecipazioni azionarie saranno incrementate rispetto al 3,1% attuale.

Roberto Lo Vecchio