Alfa Romeo Si userà la rete Jeep per la diffusione globale

Alfa Romeo
Si userà la rete Jeep per la diffusione globale
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Il piano di rilancio internazionale del marchio Alfa Romeo vedrà un diretto coinvolgimento della Jeep e delle sue risorse: il Biscione, nel tentativo di raggiungere una scala operativa che sia effettivamente globale, farà uso della rete di vendita e assistenza della cugina americana, diffusa e ramificata in numerosi Paesi del mondo.

Possibile addio alle compatte. L'Alfa Romeo, che nel suo riposizionamento verso l'alto di gamma potrebbe anche abbandonare i segmenti B e C attualmente presidiati da MiTo e Giulietta, svelerà i suoi piani futuri il prossimo maggio a Detroit, in concomitanza con gli altri marchi FCA coinvolti nel nuovo programma industriale pienamente "transatlantico" del Gruppo.

Il piano. Le voci che si sono rincorse negli ultimi mesi parlano di un piano articolato attorno a sei nuovi modelli che saranno presentati nell'arco dei prossimi cinque anni e che sono chiamati a riportare il marchio verso le agognate 300.000 unità l'anno (oltre quattro volte i volumi attuali), condividendo poi la propria piattaforma anche con i marchi americani del Gruppo.

Il ruolo della rete Jeep. Cruciale, per centrare gli obiettivi, sarà la sicurezza garantita da una rete all'altezza delle ambizioni, e i 1.700 showroom su cui la Jeep può contare a livello globale (esclusi quelli in Nordamerica) sembrano una base perfetta per spostare il baricentro del Biscione fuori dall'Europa, dove l'anno scorso ha venduto il 90% delle sue auto. Accomunati da prestigio e fama internazionale, i due brand non corrono peraltro alcun rischio di cannibalizzazione, e perciò possono coesistere senza problemi, secondo il management.

I risvolti produttivi. Con la crescita programmata dei volumi, inoltre, andrebbe verso una soluzione anche il problema degli stabilimenti italiani, che attualmente lavorano molto al di sotto delle proprie capacità produttive, causando buona parte delle perdite del Gruppo nella regione europea.

Il V6 Ferrari-Maserati adattato per l'Alfa. La Giulia, primo nuovo modello di grande respiro dopo la 4C, dovrebbe essere prodotta a Cassino, e il V6 che equipaggerà il modello top di gamma, derivato dal 3.0 biturbo Ferrari-Maserati, potrebbe essere assemblato in una versione rivista a Pratola Serra o Termoli, secondo un'ipotesi formulata da Bloomberg e ripresa da Automotive News. F.S.

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COMMENTI

  • Assurdo abbandonare i segmenti B e C dove si possono ancora realizzare ottime auto sportive in grado di fare elevati numeri di produzione. Tutto il resto non c'è e non esisterà ancora molto a lungo, anche perché se davvero dovessero realizzare i modelli annunciati (e ho grossi dubbi, infatti la spyder con Mazda l'hanno già affossata) arriverebbero talmente tardi che il marchio AR sarà già morto commercialmente e le 300.000 unità da produrre, di cui parla Marchionne, sarebbero pura utopia. Oltretutto, già oggi l'immagine di AR è molto squalificata al livello internazionale e non in grado di competere con i marchi premium (soprattutto tedeschi).
  • Quello che non torna in tutto ciò, è la scelta di abbandonare un segmento importantissimo come quello della Giulietta. Se Alfa Romeo deve ripartire da zero, è giusto che lo faccia iniziando da segmenti in cui la richiesta è sempre abbondante e non partire da categorie superiori. Potrebbe essere giusto abbandonare la mito, ma la Giulietta ha bisogno di un futuro e di una grande rivoluzione, la stessa di cui ha bisogno Alfa.
  • Non so se i concessionari Chrysler americani che hanno FIAT hanno anche Jeep e di conseguenza Alfa. Se così non è, potrebbe esserci motivo di irritazione, dopo le spese sostenute per vendere la 500. Senza conoscere numeri e possibilità effettive, mi pare una scelta felice, visto che il potere di spesa del Cliente Alfa (del futuro) e Jeep è sostanzialmente lo stesso.
  • Diciamo che se voglion farsi pagar caro le prossime auto, devono infarcirle di attributi esclusivi e questo poco si presta con l'attuale produzione fatta di TA, motori Fiat e carry over dal basso. Se inoltre consideriamo la totale assenza di un pianale TP, leggero, che si presti al seg C. ecco che la strategia attuale di uscita dai segm popolari ha una sua logica. Il relativamente nuovo C-wide è destinato alla produzione popolare in Usa e Cina. Alfa si appende alla speranza di un pianale "Giorgio" condiviso con Chrysler, Dodge, tutte auto "americane" nelle dimensioni e nella sostanza. A gran voce si chiedeva ad Alfa la TP, ora che/se ci daranno la "cara bicicletta" ci toccherà pedalare..
  • Aspettiamo il piano, almeno per quanto riguarda la gamma. Il 1750 Turbo della 4C è stato oggetto di una reingegnerizzazione importante ed è un propulsore moderno e leggero. Non credo lo butteranno via.
  • Se prima non sviluppano e mettono in produzione una gamma variegata e appetibile il problema della rete distributiva diventa secondario, la gamma attuale possono venderla pure nelle parrocchie, 2 modelli in croce standardizzati senza nessuna variante tipo le 3/5 porte o una SW e un Suv/Crossover inevitabilmente può intercettare pochi clienti, aggiungiamoci che questa politica industriale del fare e disfare in continuazione non aiuta l'immagine del brand (che per miracolo soprannaturale è ancora sulla bocca di tutti), e di certo non fidelizza il cliente. Sul futuro attendiamo prima l'annuncio (l'ennesimo) dei piani che hanno in programma, se dovesse essere confermata l'uscita dai seg B e C sarebbe un ulteriore sconvolgimento, prima abbassano il livello con la vergognosa decisione di montare un 2 cilindri, poi lo alzerebbero oltre le possibilità economiche dell'utente medio, e proprio in un periodo in cui neanche Mercedes, BMW etc si permettono più queste scelte. Diciamo che una via di mezzo tra questi 2 estremi sarebbe saggia e gradita.
  • Posso capire l'uscire dal segmento B: la Mito non è molto Alfa, ci sono già le piccole Fiat sportive ed Abarth, non si può investire su tutto in questo momento. Ma non capisco l'uscita dal segmento C. La Giulietta è apprezzata da tanti, sia per la linea che per il comportamento su strada. Se proprio in nordamerica e cina è piccola, in Europa va benissimo. Boh. Vediamo a maggio.
  • Mah, che dire.................questo "fai e rifai strategie" secondo me crea molta confusione nei consumatori......un'auto non è un vestito o un prodotto alimentare.....è uno status......è un modo per sentirsi differenti dagli altri.........si arriverà a snobbare uno con una BMW se si comptra ALFA? questo vuol dire premium........
  • ma nessuno si scandalizza che il nuovo piano industriale alfa sia presentato a Detroit?
  • Quello che serve ad Alfa Romeo deve essere qual cosa di più speciale che solo Made by Ferrari. Qualcosa come "solo motori a partire da 6 cilindri" - per spiegarmi un 1.6 sei cilindri poi un 1.8 o un 2.0, un 2.5 e un 3.0 sempre 6 cilindri. Qui si dovrebbe contrastare le blasonate presenze degli arrivati. Pero quello che mi stupisce di più è l'ennesima posticipazione. Ormai siamo arrivati al 2016 per la Giulia, se vene sarà veramente una. Uno una volta mi disse, che anche la migliore delle soluzione che arriva tardi e una soluzione scartata.
  • Spero che i rumors sull'uscita del marchio alfa dai segmenti B e C siano smentiti dai fatti, sarebbe una scelta assurda sopratutto se paragonata a quello che fa la concorrenza più blasonata ( BMW, Audi , Mercedes). Se poi il grande piano di rilancio dell'Alfa negli USA si basa sui concessionari Jeep allora c'è qualcosa che mi sfugge...cosa c'entra la Jeep con l'Alfa??
  • Spero che le concessionarie Jeep saranno adattate allo scopo, con una parte specifica solo per l'Alfa Romeo, e non ci si limiti a piazzare un'Alfa in mezzo ai SUV americani. Chi vuole comprare AR, vuole un contesto dedicato, personale appassionato, assistenza qualificata.
  • ma ci vuole così tanto a produrre una ghibli col marchio alfa risparmiando sui materiali nobili e mettendo motori piu piccoli? e fare una segmento C che non sia una balenottera? e un segmento B sportivo e divertente da guidare come una MINI? tutte piattaforme che sono già in casa, tutto a costo quasi zero...eppure sembra che si debba inventare la fusione nucleare
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  • L'abbandono dei segmenti B e C, con l'enorme potenziale che 3 marchi tanto diversi, ma tutti con una storia di eccellenza alle spalle, potrebbero continuare ad esprimere se solo supportati da un marketing che li valorizzasse (ufficio chiuso e murato, a quanto sembra, dopo la dipartita mercenaria di De Meo), è una colossale sciocchezza.
  • E' troppo strano l'abbandono del segmento C da parte di Alfa Romeo.. Non credo proprio che possa accadere, sarebbero folli a regalare un settore in cui la triade tedesca sta facendo un sacco di soldi (o quanto meno utile ad avvicinare clienti che non si sarebbero potuti -o voluti- permettere un altro modello di quel marchio...)
  • Pensate che la MiTo fatta a cinque porte o una Giulietta SW non potrebbe riscuotere una seconda primavera? Anzi pensando alle foto e ai filmati della MiTo GTA - che non arrivo - sono state molte le opzioni. Il danno fino ad ora lo hanno pagato gli azionisti non presenti nel CDA, i rivenditori e i lavoratori in cassa integrazione. Si può solo sperare che questo percorso ora porti d'avvero a molti prodotti veramente acquistabili. Noi oggi abbiamo una Crosswagon che prima o poi si dovrà cambiare, ma non fra dieci o più anni e anche pagabile ...
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  • scusate per l'errore di scrittura *intelligente
  • anche se forse con la rete maserati ci sarebbero state più affinità penso che sia stata una scelta abbastanza inteligente usufruire di quella jeep,visto che ha una distribuzione più capillare,soprattutto in america. Comunque riguardo all'abbandono di giulietta e mito,se sulla mito sono abbastanza d'accordo sulla giulietta sono perplesso,vuol dire perdere un segmento molto importante in europa e non,che peraltro non è coperto ne da un'eventuale fiat bravo o lancia,visto che il successore di una non si sa quale possa essere e l'altro marchio è dato per spacciato. Ma siamo sicuri che sulla piattaforma giorgio non si riesca a ricavare una ipotetica erede della giulietta a trazione posteriore?magari un pò più lunga del solito?
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  • La strada di condividere la rete con Jeep permette di usare una rete già ben funzionate. Mentre le idee circolanti per il riposizionamento verso l'alto scartando il segmento B e C può solo indicare che la FIAT ancora non ha cambiato il fastidioso metodo di fare e disfare le cose a scapito dei clienti. Forse questo è proprio uno dei motivi principali perché la Fiat in Europa perde in continuazione. Pochi scommettono su una vettura che al cambio forse non esiste più sul mercato ... Poi questo vorrebbe dire che si vogliono rifare da zero, perché i numeri attuali si avvierebbero verso zero! Forse questo porta a dei veri cambiamenti. Ma una Audi fa la A1, la BMW ora porta anche una TA, mentre la Mercedes segue la Classe A e B. Pero la Fiat forse se lo può permettere di lasciare scoperti molti segmenti - oggi con il marchio Fiat già lo fa, pero con immatricolazioni calanti. Non si può credere all'abbandono di questi segmenti anche storici.
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