Industria e Finanza

FCA Investor Day
Nuovo piano industriale Alfa Romeo: otto nuovi modelli entro il 2018 [video]

FCA Investor Day
Nuovo piano industriale Alfa Romeo: otto nuovi modelli entro il 2018 [video]
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Duecento analisti finanziari, cento giornalisti internazionali: una pagina fondamentale della storia personale di Sergio Marchionne e del Gruppo FCA sta per iniziare. È mattina presto ad Auburn Hills, c'è un bel sole e l'aria è frizzante. Marchionne presenterà agli analisti la migliore immagine possibile della nuova società e cercherà di convincerli a scommettere sul lancio in borsa previsto entro la fine dell'anno.

Il programma. Per assolvere il compito ha previsto una maratona di 11 ore, che inizia con l'analisi dei marchi e si conclude con i dati finanziari e con una conferenza stampa. Le tappe cruciali per noi italiani sono l'esame della Jeep, prima a salire sul palco alle 14:45, e poi la Fiat alle 15:45, l'Alfa Romeo alle 16:15, Maserati e Ferrari accoppiate a partire dalle 17:25. I dati finanziari del primo trimestre 2014 arriveranno alle 21:55 e gli obiettivi del nuovo piano quinquennale alle 22:10.

Attesa per l'Alfa Romeo. In aeroporto ieri e poi in albergo, il clima delle aspettative tra media e analisti era molto alto. Tutti scommettono su un rilancio sostanziale dell'Alfa, vista la congiuntura di mercato particolarmente favorevole al settore premium, in Nord America come in Cina. Marchionne dovrà dimostrare però di avere un piano industriale credibile per risollevare l'identità di un marchio troppo a lungo trascurato e soprattutto di aver individuato gli strumenti finanziari per sostenerlo, a dispetto del carico di debiti che graverà sulle spalle di FCA dopo il consolidamento della fusione tra le due aziende.

La rinascita della Chrysler. Sotto il profilo dell'immagine, la Chrysler negli ultimi anni di gestione Fiat è riuscita a scavare una posizione di grande rilievo sul mercato americano, in particolare con i suoi pick-up Ram, rubando terreno a una Ford, che ha una vocazione sempre più globale, e ad una General Motors, che ancora una volta sembra navigare con scarso senso di direzione strategica. La Chrysler si è imposta come una Casa con forti radici nazionali, legata alla promessa di sostenere l'impiego in Michigan e dintorni, e disegnare veicoli di forte presa sugli americani. Oggi la forza di questa identità deve piegarsi a una svolta internazionale perché il nuovo Gruppo possa crescere. Questa è la vera sfida che attende la dirigenza. Convincere che il cambio di direzione sia possibile e che le risorse per supportarla sono a portata di mano.

L'introduzione di Marchionne. La conferenza si apre con citazioni filosofiche: "Il mondo appartiene a chi ha una visione di lungo termine" ha detto Marchionne, citando la lettera con la quale si è rivolto agli operai del nuovo Gruppo FCA e ai 300.000 dipendenti. Poi Marchionne ripercorre le tappe della lunga rincorsa che Fiat e Chrysler hanno condotto negli ultimi anni per poi introdurre la novità del momento: un azienda in corso di unificazione, con un futuro tutto da disegnare.
"Ho atteso questo giorno per molti anni, e ho lavorato nel frattempo all'integrazione non solo dei modelli industriali, ma anche quella delle culture".
"Ci sono troppi esempi alle spalle di fallimenti in un tentativo di questa portata. Noi abbiamo cercato di trasformare difficoltà in punti di forza".
"Il team che ha lavorato a questo progetto è il più diverso per cultura e per specificità professionale con il quale io abbia mai lavorato. Hanno disegnato un ambiente aziendale nel quale dovremo lavorare tutti come se fossimo un solo popolo, una sola genia".
Primo accenno al rilancio dell'Alfa: "Punteremo su un futuro radioso per il marchio".
Marchionne saluta. Tornerà più tardi a parlare di Ferrari, di risultati finanziari e di componenti. Per il resto lascia il campo ai suoi colleghi.

Jeep. Si comincia ora con la Jeep e con Mike Manley, Ceo del marchio. Parte un video vocazionale per la Jeep. Natura, libertà, esplorazione. Parla dell'eredità militare, di GI Joe, il soldato di ritorno dalla seconda guerra mondiale, poi delle tappe tecnologiche che hanno fatto il marchio grande nel mondo. La curva delle vendite si impenna all'inizio degli anni '80, quando il settore delle Suv prende il suo nome in America e poi si espande. L'intenzione è di riportare la Jeep a dominare il settore delle Suv nel mondo. L'obiettivo quest'anno è di raggiungere un milione di unità vendute: "Finora siamo al passo giusto. La nostra vocazione è globale e la strada che ci porta al futuro è una maggiore espansione sui mercati internazionali. Libertà, Avventura, Autenticità e Passione sono le parole d'ordine".
"Per la Wrangler continueremo a puntare sulle performance off road, per il resto dei prodotti puntiamo invece sulla flessibilità di funzioni e di offerte per un pubblico diverso e sempre più ampio".
Un richiamo allo standard del Rubicon Trial, fissato al suo tempo da Bob Lutz: "Ogni Jeep indipendentemente dal modello e dalla finitura, deve essere in grado di superare la prova di guida di uno dei percorsi di fuoristrada più proibitivi del mondo". Ancora una volta accenni sulla qualità artigianale del made in Usa, lo stesso messaggio che emana dagli spot pubblicitari televisivi: l'accento è fortemente americano, senza però scivolare nel nazionalismo. Secondo Manley, il mercato generale del settore crescerà di tre milioni di unità nei prossimi cinque anni: "Finora la produzione era concentrata in Usa. Nei cinque anni a venire cresceremo enormemente all'estero: 200.000 unità addizionali in Europa e Sud America, 500.000 in Asia, mentre in Usa passeremo a un milione di unità. In Europa la rete commerciale crescerà del 24%. Le nostre vendite globali passeranno dalle 732.000 attuali a 1,9 milioni nel 2018. Passeremo da quattro impianti in una sola nazione, gli Usa, a 10 impianti in sei Paesi. 900.000 nuove unità saranno aggiunte nei Paesi fuori dall'area Nafta".

Chrysler. Le proiezioni di crescita illustrate da Al Gardner, capo del marchio, vedono le vendite passare dalle da 350.000 unità attuali a 800.000 tra cinque anni: "La chiave del rilancio per il marchio è venuto dopo la ristrutturazione post bancarotta, con lo slogan: Made in Detroit. Il mercato delle berline in Usa si è spostato rapidamente negli ultimi anni di ripresa dopo la crisi verso il segmento premium, lo stesso che aveva più sofferto nel triennio precedente". C'è da osservare però che il treno è stato preso con anticipo dalle Case tedesche: "Nonostante questo, anche la Chrysler può vantare un incremento del 50% di vendite dal 2009 a oggi. Ma si tratta di una crescita a partire da numeri ridotti al minimo dagli anni pre crisi, da 225.000 nel 2009 a 350.000 l'anno scorso".
Il destino del marchio, dice Gardner, è quello di identificarsi con il Mainstream America (la spina dorsale americana), in altre parole offrire prodotti premium in un contenitore che resta però centrale nel posizionamento dei listini, e quindi, non sconfina nel lusso.
"Questo settore in scala globale crescerà del 300% nei prossimi cinque anni, da 3,5 milioni oggi, a 11,1 milioni".
Questa crescita sarà soprattutto sui mercati asiatici, mentre l'identità attuale del marchio è così imbevuta dell'immagine di bandiera da disegnarne anche i limiti del successo commerciale all'estero.
La Chrysler 200 è stata appena avviata alle vendite e sta ricevendo ottimi giudizi da Ward, Motorweek e MotorTrend; la 100 debutterà nel 2016, insieme al nuovo minivan Town and Country. E nel 2017 l'arrivo di una crossover dovrebbe rilanciare il portfolio.
Avremo un riscontro immediato delle ambizioni appena annunciate: l'esito commerciale della 200 indicherà se l'operazione di rilancio internazionale dell'intero marchio è partito con il piede giusto.

Dodge. Arriva ora Tim Kuniskis a parlare della Dodge: si presenta con il video dei vecchietti gaudenti, irriverenti e felici che qualcuno di noi avrà visto (chi non ne ha avuto l'opportunità è inviato a farlo: è strepitoso). "Nessun adolescente è cresciuto con il poster di una VW Passat attaccato sul muro sopra il letto - dice Kuniskis - Non costruiamo auto comuni, costruiamo emozione ed eccitamento". In effetti la penetrazione del marchio tra i giovani è molto alta e la Charger ha fatto miracoli per la Dodge, le sue vendite negli ultimi quattro anni sono esplose con un incremento del 133%, contro una media di segmento del 43%. "Performance e stile aggressivo a un prezzo contenuto. Questa è l'identità del marchio".
Anche in questo caso comunque l'identità è fortemente nazionale. Ad eccezione del Suv Durangon, i prodotti della Casa restano relegati a un successo geograficamente limitato al mercato nazionale. La sterzata dovrebbe arrivare nel 2016 con il debutto di una nuova Dart e del crossover Journey, prodotti mirati a un'espansione sulle piazze internazionali.

Fiat. È il turno di Oliver François e della Fiat. Lo introduce la musica di Michael Jackson. Mostra immagini di Parrell Jones, parla dei nuovi prodotti in arrivo negli Usa. François dice che la Fiat è un camaleonte: quando viaggia verso i mercati esteri prende anche un'immagine diversa, secondo il modo in cui viene ricevuta dai consumatori e di come si posiziona nel mercato locale mostra una cintura lampo disegnata su un muro: Fiat apre nuovi confini. Mostra anche titoli di giornali internazionali che paventano un restringimento delle dimensioni dell'azienda e del suo portfolio di vetture. Argomenta che una razionalizzazione era necessaria: cinque modelli sono lo zoccolo duro e su questi vale la pena puntare: 500, Panda, Freemont, Qubo e Doblò. Sei, con l'aggiunta della Punto. Presenta la 500L con cifre periferiche, che nascondono un po' lo scetticismo con il quale la vettura è stata accolta in Usa. Dice che Europa e Usa differiscono in modo sostanziale: in Europa i consumatori fanno scelte razionali negli acquisti, mentre l'emotività domina in America: "La 500 ha una doppia personalità, adatta a soddisfare le due richieste". Ammette che il marchio in Europa ha perso terreno nella sua radice storica: utilitarie a prezzi bassi. La sua presentazione finora è tutta concentrata sulla definizione di brand della Fiat. L'impressione è che il messaggio, per quanto forte e ben presentato dalle campagne pubblicitarie, stenti ancora ad affermarsi, il che si spiega con la relativa, scarsa penetrazione dei numeri di vendita. François sta vendendo il marchio agli analisti come se fosse un agente pubblicitario, con una pletora di immagini evocative del brand.
Passiamo ai piani con le buone notizie: 25% del mercato in Brasile. Cina: "Siamo partiti praticamente da zero". L'handicap è che su questo mercato la 500 non può fare da apripista: "Servono vetture pratiche a basso costo come Uno, Palio e Siena". Più varia l'offerta in India. Nell'area Nafta in arrivo per fine anno un prodotto di segmento C, la 500X prodotta in Italia, a Melfi.
François associa l'immagine della 500 in Usa a quella del Viagra, pillole blu per ravvivare il mercato Europa: "Non ci sono pillole magiche per i risolvere i nostri problemi, occorre purificare il nostro DNA. Il centro di gravità resta la Panda con Punto e Freemont come estremità della scala".
L'obiettivo per l'area Eu è il mantenimento dell'attuale volume di 700.000 vetture anche nei prossimi 5 cinque anni. Il marketing della Casa sarà diviso in due maggiori filoni: da una parte l'immagine del blue jeans, dall'altro la pelle di colore rosso, ovvero da una parte funzionalità e razionalità (Panda), dall'altra emozione e bollicine (500).

Alfa Romeo. Il momento più atteso è quello dell'Alfa e di Harald Wester, che cita la Ferrari, il suo amore per l'Alfa come quello di una mamma per un neonato. "Abbiamo il difficile compito di mantenere fedeltà a figure del calibro di Ascari, Nuvolari, Lauda". Ricorda la storia del marchio in Usa, iniziata nel 1911 con l'ingresso nelle competizioni sportive. Elenca i successi sulle piste. Purtroppo, riconosce Wester, "Il successo non si è mai trasferito alle finanze o alle vendite di prodotto. La situazione è addirittura peggiorata con l'arrivo della GM, e prima ancora della Nissan. Abbiamo diluito gli attributi del marchio negli ultimi decenni, anche se nello stesso tempo siamo riusciti a mantenere il filo con la storia con l'uscita di prodotti come Brera, 159, Spider. Dobbiamo ricominciare a ricostruire".
1)  Motori innovativi;
2) Distribuzione perfetta 50-50 dei pesi;
3) Innovazione tecnologica; immagine di classe;
4) Performance;
5) Disegno distintivo e riconoscibile come italiano.
"Dobbiamo recuperare il terreno perso contro i i marchi tedeschi. Ci stiamo lavorando nei sotterranei dell'azienda. Chiamiamo i tecnici che stanno progettando il nostro futuro le 'puzzole', lavorano di nascosto, senza finestre, sottoterra. Sono 200 oggi, diventeranno 600 a fine 2015. Sono perfettamente indipendenti dal resto del gruppo".
Una curiosità: Wester ha insistentemente usato nome e logo - la puzzola - degli Skunk Works originali, vale a dire il reparto sperimentale della Lockheed Martin, dove hanno sviluppato la tecnologia stealth, i ricognitori d'altissima quota (U2 e Blackbird) e il decisamente meno glorioso F-35.
"Il risultato della loro opera - ha proseguito Wester - si comincerà a vedere a metà dell'anno prossimo. Compito finale: consegnare 8 nuovi prodotti entro il 2018. Auto e motori saranno rigidamente ed esclusivamente italiani. Tutta la produzione in Italia. Concentriamo le nostre idee sullo sviluppo di motori a benzina e diesel. Avremo un portfolio completo nel 2018 con motori a 4 e 6 cilindri, da 150 a 500 CV. Venderemo 400.000 vetture in quella data. Sappiamo che il compito è gravoso. Siamo di fronte a un reset completo. Ma abbiamo in mente qual è il punto d'arrivo: è l'Alfa Romeo". Occorreranno cinque miliardi di investimenti.
L'Alfa Romeo, dunque, sarà tutta italiana, dalla progettazione all'assemblaggio. Questa è la notizia che speravamo di sentire e che abbiamo in affetti appena ascoltato. Significativo è che a presentarla sia stato Harald Wester, che ora si sta riscaldando per tornare sul podio a parlare della sua Maserati.

Ram. Reid Bigland riprende i lavori parlando di Ram. Soggetto forse meno interessante per noi europei, ma fondamentale per capire il successo del Gruppo negli ultimi anni negli Usa. La ripresa del settore edilizio ha coinciso con quella delle vendite dei pick-up commerciali, i quali poi trascinano il fondamentale settore dei trucks, terreno di lotta a denti serrati tra le Case presenti in Nord America. Parliamo di un gruppo di veicoli che vendono collettivamente circa due milioni di unità all'anno. Ram è il marchio più vivace in questo settore, e il suo passo di crescita è superiore a quello di ogni altra Casa concorrente. Negli ultimi quattro anni Ram è cresciuto ogni anno in doppia cifra percentuale tra i pick-up, e ha superato le vendite della GM al secondo posto della classifica, dietro la regina Ford.

Maserati. Torna ora Wester con le immagini della Ghibli. Racconta il successo del marchio del Tridente negli ultimi anni e i  nuovi traguardi raggiunti con la celebrazione del centenario. Wester fa un breve escorso storico, per poi concludere che l'azienda si trova oggi sulla soglia di una fase di espansione che è appena iniziata, ed è destinata a durare in futuro. Parla dell'arrivo di una nuova Granturismo, del desiderio di espandere la presenza in nuovi segmenti, in nuove nicchie del mercato. La vocazione commerciale è globale, il volume delle vendite artificiosamente controllato dall'azienda per non diluire il brand. Il portfolio si arricchirà con l'arrivo della Suv Levante, poi l'Alfieri coupé seguita dalla versione cabrio, e infine, entro il 2018, dalla nuova Granturismo. Motori: i V6 supereranno i 400 CV, il V8 i 500 CV. La Suv permetterà di completare la gamma su tutti i mercati mondiali e di passare dalle attuali 15.400 vendite ai 75.000 previsti per il 2018.

Ferrari. Torna ora Sergio Marchionne, accompagnato dal rombo del motore Ferrari Turbo: "Sono l'ultimo a parlare, ma il compito è il facile, il più facile. Luca (di Montezemolo, ndr) mi ha chiesto di sostituirlo su questo palco. Non sto a raccontarvi dei problemi che abbiamo con la Formula 1, posso solo dirvi che abbiamo tutta l'intenzione di tornare sul podio a cui siamo abituati ad occupare".
Marchionne, che fuori dal palazzo ha parcheggiato LaFerrari, annuncia l'uscita di un nuovo modello l'anno per i prossimi cinque.
"Sono anni che cercate di sparare un valore commerciale della Ferrari, ora vi dico io quanto vale. Una valutazione base è un multiplo di 9 del nostro fatturato annuale. Non intendiamo produrre più di 7.000 vetture l'anno al momento, ma stiamo esaminando la possibilità di portare il volume a 10.000 e a questo volume il valore dell'azienda aumenta di un miliardo di euro (Marchionne ha parlato di stime fatte dai broker che oscillano tra i 3,3 e i 5,4 miliardi e che sono basate sull'attuale limite di produzione di 7.000 vetture, ndr), ma voglio che una cosa sia chiara: la Ferrari non è in vendita e non lo sarà. Vi parlo del suo valore della Ferrari perché è fondamentale nella valutazione del Gruppo FCA. Anche se non decideremo mai di monetizzarla, è un gioiello che è parte integrale della nostra corona".

da Auburn Hills, Flavio Pompetti

Scarica il Piano Industriale Jeep: Jeep_Brand.pdf
Scarica il Piano Industriale Chrysler: Chrysler_Brand.pdf
Scarica il Piano industriale Dodge: Dodge_Brand.pdf
Scarica il Piano Industriale Fiat: Fiat_Brand.pdf
Scarica il Piano Industriale Alfa Romeo: Alfa_Brand.pdf
Scarica il Piano Industriale Maserati: Maserati_Brand.pdf



COMMENTI

  • Spero che i soliti bene informati che sanno tutto e che si esibiscono in un ballo accompagnato da una sinfonia di sciocchezze vengano messi a tacere dal piano industriale di FCA e che la smettano di infastidirci con le solite banalità e stupidaggini tipiche di chi non sa di non sapere.
  • Che tristezza che il marchio Lancia non sia stato nemmeno nominato. Per l' alfa Romeo vorrei sapere che centra Lauda? Lo so, dopo il film fa + figo, ma esistono nomi come Vaccarella e Merzario che hanno vinto con l' Alfa. Ma poi perchè nominare la 159 e la Brera quando queste sono state eliminate proprio all' arrivo di Chrysler? Forse perchè odoravano di GM? Questa volta sono stato cattivello con i commenti!
  • un vero trionfo questa presentazione dell' ennesimo piano industriale di FCA! forse incominciamo ad accorgerci che si tratta di fumo negli occhi e come nei precedenti piani molti di questi modelli non vedranno mai la luce o saranno delle operazioni di chirurgia estetica automobilistica. Mi sembra che anche i più granitici ammiratori di SM comincino a vacillare
  • Ancora Wester , quello che non riusciva a comprendere perchè l'alfa romeo doveva usare il magnesio per il telaio dei sedili e la traversa della plancia e affermava che le 159 e la brera avevano peso erano in linea con le concorrenti . Andiamo bene . L'alfa romeo ha nel mirino la mercedes ( ? ) e la BMW , Bene ,ma deve contrastarle con le proprie caratteristiche e non seguire le concorrenti .
  • Ahah padella non e' male....
  • Ahah padella non e' male....
  • Se vendono Lancia allora perche' non regalare uno stabilimento agli operai Lancia?? Visto che i soldi della cassintegrazione viene dagli operai la pagano loro stessi ? Cosi gli Operai si costituiscono in cooperativa un po' di capitale sparso dal mercato io 2.000 euro di azione le compro subito e pace ....Catena di Montaggio della Lancia Delta la regali anche quella della Lancia Y : stop perfetto ....quello che serve agli Italiani un'auto di classe media e una piccola 5 porte la y ....Scommetete che la Lancia vola sul mercato? C'e' Termini Imerese , e anche un secondo per i motori a Cassino !!!....motori si lascia il 1.2 69 cv , 14 fire 90 cv benzina 4 cilindri e il 1.3 diesel multijet 4 cilindri da 95 cv sia per y che per Delta con le 6 marce va bene anche su Delta spostava la opel astra che pesava anche di più ! tanto sia il 1.2 benzina che il 1.4 benzina che il 1.3 multijet da 95 cv li buttano non li produrranno più quindi che gli costa regalare la catena di montaggio????....tutte euro 6 con poco sforzo ...e una versione Lancia Y limitatata per i Rally il 1.4 turbo da 180 cavalli e trazione integrale ....La lancia Y HF!!!
  • Se vendono Lancia allora perche' non regalare uno stabilimento agli operai Lancia?? Visto che i soldi della cassintegrazione viene dagli operai la pagano loro stessi ? Cosi gli Operai si costituiscono in cooperativa un po' di capitale sparso dal mercato io 2.000 euro di azione le compro subito e pace ....Catena di Montaggio della Lancia Delta la regali anche quella della Lancia Y : stop perfetto ....quello che serve agli Italiani un'auto di classe media e una piccola 5 porte la y ....Scommetete che la Lancia vola sul mercato? C'e' Termini Imerese , e anche un secondo per i motori a Cassino !!!....motori si lascia il 1.2 69 cv , 14 fire 90 cv benzina 4 cilindri e il 1.3 diesel multijet 4 cilindri da 95 cv sia per y che per Delta con le 6 marce va bene anche su Delta spostava la opel astra che pesava anche di più ! tanto sia il 1.2 benzina che il 1.4 benzina che il 1.3 multijet da 95 cv li buttano non li produrranno più quindi che gli costa regalare la catena di montaggio????....tutte euro 6 con poco sforzo ...e una versione Lancia Y limitatata per i Rally il 1.4 turbo da 180 cavalli e trazione integrale ....La lancia Y HF!!!
  • Andrea mi spiace ma sul mio martphone (samsung s3) quando digito sparisce la riga e non riesco a vedere i carattweri. mettici l'eta' e la fretta...tu cerca di intuire... saluti a tutti anche a l viandnte chw non azzecca una parola aulica neanche aa pagarlo.
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  • @franco delle 16.30. Ah gracias franco. si e' senz'altro una rafgione. parlando seriamente un calo anche marcato di ogg non significa nlla aldila' del cattivo umore. piabo non dettagliato e trimesteale a parte anchw il mancato dividendo avra' avuro il suo peso. anche perche dopo 12 mesi di rialzi ogno scusa e' buona per il profit. come al soliro il 70% dei miei interventi su fca sono dettati da voglia di provocare e forte antiparia pe i cacciaballe milionari chw ci stanno a capo
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  • Ore 16.28 fiat 7,645 -9,68%
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  • Lancia: quella di Delta 1, Thema, Fulvia e Stratos era morta da un pezzo. Quella di Flavia Yankee, Lybra, Thesis e dell'ultima Y non sarà rimpianta. Scudo: che fine farà? Punto 2016 e Fiat Segmento C 2015-16: Da dove saranno importate? Polonia? Cina? Cosa sappiamo di questi modelli che dovrebbero essere già in fase di studio? Che ci sarà un'erede della Punto e finalmente una SW media mi sembrano tutte buone notizie...
  • Oh comunque dopo le analisi di deflowerburn e gli scomposti pensiwri della passeggiatrice siamo a -9% ... meno nale che alle 17.30 chiudiamo
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  • Comunque la mia provocazione era tesa propeio a chiamare in causa le ottuse passeggiatrixi che latitavano nella discussione. lasciare tutto il peso dei peana serginhi a stoppani e deflawerburn oltre al principe mor mi pareva un compito ingrato. piu o meno come fare 8 modelli nupvi con 5 miliardi di investimenti. ma di che saranno fatte do cartone pressato?
  • Deflowerburn il 7/5/2013 fiat quotava 4,86 3 euro nel 2009. Ma cambia poco. solo che la replica di stoppani pare piu precisa. ottome performance ....avercene. pensare che una trimestrale un pochino deludente abbia scatenato vendite invece del solito piano panzana mi pare ingenuo. circa l'otruso passeggiatore devo ammettwre e non faccio affatto fatica a farlo che domenica ho visto esposta una cherbottanakee a moncalieri. mi sono soffermato a d ammirarla e pur non capendo come possa confrontarsi con audi mercedes bmw e lexus devo dire che rende molto bene dal vero e imbellettata mentre scarna come l'avevo vista ancora in prova mi era parsa molto scialba. direi che a mio gusto la pongo sopra rav kuga e crv e su tutte le coreane.
  • Solo una piccola precisazione a beneficio di noti insipienti: nel solo mercato Nafta Jeep è già ora molto vicina alle 250 migliaia di unità vendute (in un terzo di anno, merito tra l'altro dell'incredibile performance della Cherokee, vituperata da chi poco ne capisce, ma non certo dal mercato...). Se continua così il milione di Jeep vendute per il 2014 verrà raggiunto senza alcuno sforzo... Chissà, forse qualcuno si ricrederà, anche se temo che quest'ultima sia un'attività appannaggio di chi ha un certo intelletto, i soliti preferiranno piuttosto rifugiarsi nella loro sorda ignoranza...
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  • Lancia: Il marchio ideale per vetture premium EV.
  • Fatti: anche Bravo fuori produzione senza continuità Giulia in ritardo di altri 2 anni sull'ultimo piano che la voleva per il 2014 Lancia già sparita dal piano industriale Insomma per ora sempre meno macchine in portafoglio. Il resto sono annunci che vista l'attendibilità dei precedenti non fanno ne caldo ne freddo finchè rimangono tali.
  • Per esempio aumentare del 160% le vendite di jeep con la ranagade e la cherbottankee forse fa sorger qualche piccolo dubbio. mah va a capire sti investitori diffidenti tipo gli americani che goa storcono il naso pensando ai dollaroni guadagnati on usa che serginho vuol...dice di voler usare in alfa in italia. mah
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  • Probabilmente una crescita del 20% annuo per i prossimi 4 abni della jeep e' stata giustamente considerata una anzana. e di conseguenza anche le altre fumose e aeticolate valle. uno qua uno la uno qua questo la dove la carta?
  • In borsa -8% il miglior giudizio sl piano lo stanno dando coloro i quali dovrebbero metterci i soldi . quindi siamo sempre alle chiacchiere.
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  • Auguro vivamente alle "puzzole" di lavorare con grande successo per tornare un giorno non troppo lontano ad acquistare un'Alfa
  • Da Alfista dico solo che con 5 miliardi non riusciranno mai a competere credibilmente, in così poco tempo, con la triade tedesca. basti pensare che VAG ha stanziato 85 miliardi di euro di finanziamenti, per i prossimi 5 anni! Una cifra mostruosa... potrebbero comprare l'intero gruppo FCA! Mi accontenterei se portassero a termine quanto promesso per Alfa. Sarebbe quantomeno un inizio per il rilancio. Tuttavia, visti i precedenti (numerosi) piani disattesi, direi che un certo scetticismo/pessimismo sia quasi d'obbligo. Saranno i fatti a parlare, mai come questa volta, piuttosto che la presentazione dei piani industriali. Si sa che, quando si devono raccogliere soldi dagli investitori, ci s'inventa di tutto pur di essere convincenti. Se, alle parole, seguiranno anche (e finalmente) i fatti, allora ok. Altrimenti...
  • si e' capito che se non ci saranno le sottoscrizioni del capitale per la quotazione in borsa la societa' non avra' la disponibilita' per lanciare i modelli tra due anni.....
  • Dai commenti rilasciati dagli habitué di questo blog - senza scendere nel dettaglio - traspare superficialità e saccenteria al punto da rendere risibili taluni interventi che superano di molto i limiti del ridicolo. Il piano presentato dai vertici aziendali a mio avviso è credibile e realizzabile a condizione che la crisi, che certe aree del pianeta attraversano, vada verso un deciso miglioramento negli anni a venire e che i prodotti in cantiere siano all'altezza delle attese oltre che delle promesse e che siano validi sul piano dello stile e dell'affidabilità.
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  • quindi non ci sarà una nuova Punto/Bravo e forse una nuova Panda se arriverà,solo nel 2018. complimenti, devo dire che è un ottimo piano per chiudere la produzione fiat in italia.
  • lamierati 500x senza camuffature in catena di montaggio, slide 22: http://www.fcagroup.com/investorday/PresentationList/EMEA_Region.pdf
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  • Le cose chiare di questo piano per quanto riguarda i marchi italiani sono: morte della Lancia e mi pare che della Fiat non sanno che farsene. Il piano Alfa invece è uguale a quello del 2010 che prevedeva una gamma completa nel 2014...
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  • ...quindi, se ho capito bene, una famiglia europea (ma anche asiatica) con un reddito medio che vuole acquistare una vettura spaziosa per viaggiare comodamente potrà scegliere tra Citroen, Ford, Peugeot, Renault, Skoda, Toyota, Volkswagen e qualche altro marchio. Fiat ha completamente abdicato nei segmenti C e D. Spero che sia una scelta vincente per l'azienda, ma mi pare una scelta discutibile e che presenta dei rischi: non sono forse Focus e Corolla le due auto più vendute nel mondo?
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  • Un piano mirabolante e molto scenografico, in perfetto stile USA. Da qui a due anni sembra che il gruppo debba sfornare novità a raffica, speriamo sia vero. Il bluff del piano Fabbrica Italia brucia ancora, ma mentre da noi non è successo niente quando quel piano si sciolse come neve al sole, in USA i mercati non perdoneranno nulla a Marchionne quindi stia attento. Da ex Lancista non posso che essere deluso che al marchio Lancia non sia dedicato neanche un cenno, mi domando se non sia il caso di cederlo, almeno si eviterebbe questa inutile agonia ( Thema, Flavia, ecc)
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  • Mi dispiace per Lancia. Una Y, su base 500 come quella di adesso. una Delta (come quella degli anni 80 su base 500 cinqueporte) ed una Fulvia Coupé (derivata magari dalla mazda/fiat 124 nuovaspider) poteva rappresentare una mini gamma comunque capace di mantenere in vita un glorioso marchio. Vendute dalla rete Fiat. Ma tant'è. In bocca al lupo Alfa Romeo. La liquidità chrysler servirà a rilanciare un marchio che non è mai riuscito (salvo qualche modello azzeccato) ad avere il successo che meriterebbe.
  • Lancia a quelli di Jag... la voglio vedere rinascere
  • peccato che lancia neanche la citano più e per altri 2 anni di,ritardo per la Giulia. questi sono i fatti... il resto meglio non,commentare: è solo,un annuncio che potrebbe essere smentito come d'abitudine...
  • Lancia morta lo si sapeva da tempo erano solo ridicoli troll fiat che scrivevano che ci sarebbe stata una 200c a marchio lancia,ecc,ecc. Fiat non si capisce bene cosa faranno a parte 500x...tutto molto nebuloso ma ci sono molto auto in cantiere anche per l'eu ottimo. Maserati alla tedesca (nel miglior senso del termine) già aggiornamenti per potenze maggiore per i motori, superidesel, programma ben definito e la splendida alfiera non sostituirà la granturismo. Per alfa dopo 10 anni di balle...corsi e ricorsi (159 oggi icona 4 anni fa auto fuoritempo per prendere la cassa a pomigliano per fare la panda)...MAStavolta le auto le stanno progettando dal vero prima erano solo chiacchere... Poi magari non sarannno 8 e improbabile ci sia qualcosa nel 2015 e penso anche in vendita a quasi tutto il 2016. Saranno auto progettate e prodotte in Italia cosa inimaginabile fino a un anno fa. Ovvio saranno auto diverse dalle solite audi-vw-skoda per lo e nn punteranno a numeri di vendita milionari tedeschi...quindi i vari troll del forum diranno che sono un fiasco:-) Ottimo che abbiano pensato ancora a Italia-eu programmando ancora segmento c (ma chissà quando usciranno)....però il tutto non sarà "facile" come per maserati, non bisogna solo saper progettare buone auto (quello se vogliono ci riescono anche con risorse limitate rispetto ai colossi) e belle, ma anche saperle vendere nei segmento C-D ossia ottimi rent e prezzi non folli come han fatto giusto ora per la cherokee usa. Cmq in bocca al lupo per le auto progettate e prodotte in italia.
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  • Mi chiedo come sia possibile che dei manager di cosi alto livello possano considerare come altamente probabili degli scenari cosi ottimistici nel mondo dell'automotive, visto soprattutto che gli aumenti stanno quasi tutti nell'introduzione di prodotti in mercati nuovi o comunque nei quali tali marchi sono attualmente marginali: mi dispiace, ma se fossi un grande azionista non farei nessun affidamento su tali pronostici. Detto questo auguro ogni bene ad FCA per il futuro.
  • Penso che sia la volta buona per Alfa anche se penso che un minimo di slittamento nella produzione avverrà, peccato che abbiano comunque perso veramente tanto, già nel novembre 2009 in seguito al primo piano di Marchionne con Chrysler sostenevo l'assoluta necessità di un nuovo pianale da far debuttare con Maserati e Alfa per riuscire a fare sia il segmento D che dare una piattaforma modulare anche per Maserati senza andare a stravolgere, come invece è successo, il pianale LX2 della 300C per realizzare delle vere Maserati (con costi e mancate economie di scala).
  • Tra le righe si legge che le Chrysler son troppo americane e faranno anche la 100,un piccolo lumicino per Lancia?
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  • bravo marchionne, sarà ottimista , ma se non lo sono gli imprenditori allora chi?? parte da loro ogni iniziativa di lavoro e che vogliono produrre tutte le alfa in italia è una buona notizia. magari anche gli italiani ci pensano al prossimo acquisto d'auto.
  • A quanto si capisce tutti i modello confermato eccetto la Mito..per Giulietta sono previste 2 varianti , sarà la wagon oppure dato che già c'è Giulia wagon faranno Giulietta Sprint?..poi per il resto tra le specialità oltre a 4C/spider è previsto altro modello..sarà il Duetto?
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  • Ma perché i tecnici Alfa devono lavorare sottoterra?
  • Vedo che in Alfa manterranno il seg. C, wow, questa è una gran notizia. Vedo altresi che strombazzano la produzione dell'Alfa in Italia e che il "cuore sportivo" sarà il classico motore termico senza aiuti "ibridi". Il pianale "Giorgio" quindi dovrà coprire un range che va dalle compatte alle full size e suv, questo mi suona un pò troppo straordinario. Saluti.
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  • Molto molto bene, piano coraggioso che dovrà puntare molto sulla qualità dei prodotti. Per l'Italia è un'opportunità notevole che non ci si può lasciar scappare con il solito modo di fare lontano dalla realtà. Bravo Marchionne che ha tirato fuori una spada dalle ceneri! Certo ci sono voluti anni. Questa lungimiranza e visione a lungo termine manca ai nostri politici e dirigenti. Speriamo che le cose cambino per l'intero sistema Italia. Avanti tutta FCA! Avanti tutta Alfa Romeo!
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  • A dirla tutta i v6 avranno fino a 520 cv e i v8 supereranno i 560, con versoni sportive di ghibli, quattroporte e levante con i v8 mentre la alfieri con i v6 da 520 cv... noto una certa tendenza all'essere scettico, negativo e a penalizzare tutto ciò, e non credo di sbagliarmi.
  • Lo vogliamo caopire o no che, purtroppo aggiungo, il marchio Lancia non lo vuole nessuno perché all'estero non conta nulla? I cinesi non sono stupidi e i tedeschi vorrebbero solo l'Alfa Romeo. Possiamo pure arrabbiarci, ma quando un brand vale ci sono tutti addosso, altrimenti nisba. Per me tutta la prioduzione Alfa in Italia è un grande risultato. Io ci credo.
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  • Io però non capisco perché mentre aspettiamo le ALFA del 2018 intanto ci dobbiamo beccare la MITO a 2 cilindri.
  • magari lo vendessero ai cinesi, almeno potremmo sperare di rivedere prima o poi qualche auto marchiata lancia in giro
  • Nessuna casa tedesca interessata a fare un'offerta per la Lancia? Sarebbe presa bene... A112 , Delta Integrale , Stratos... se "ristilizzate" ai giorni nostri sai che belle che sarebbero ;)
  • Come è stato giustamente notato, mentre altri gruppi sono alla ricerca di un posizionamento nei settori premium, eventualmente inventandosi marchi di lusso nuovi di zecca, il gruppo fca, che possiede una pietra miliare della storia dell'automobilismo, il marchio LANCIA, sembra gettare tutto nel dimenticatoio. Un grave errore, a detta di molti. analisti (non solo appassionati). A questo punto meglio venderlo ai cinesi....
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  • Ah non volevo ripetere lo stesso commento trecento volte, è stato un errore, chiedo scusa per l'impatto visivo che può sembrare offensivo.
  • Stupefacenti le presentazioni dei Brand, ognuna diversa dall'altra nell'impostazione e nella grafica, sembrano quelle di un convegno di OEM presentate da aziende concorrenti, ma si sono confrontati prima di preparale o ognuno va per conto suo ?
  • Ed ora attendiamo l'intervento finale di Marchionne, dopo Ferrari e Maserati, che annuncerà la soppressione di Lancia dopo la Y...
  • Le "puzzole" hahahahahha ma che vergogna...ma almeno non le dicessero queste cose...i frutti nel 2018? e cosa venderà l'alfa da qui a 4 anni? schiavi? tè? spezie? perchè non la associano alla Compagnia delle indie fintanto che le puzzole non finiscono di lavorare? Sembra un romanzo di Italo Calvino
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  • Complimenti agli inviati di 4R per il puntualissimo resoconto ! Non c'è pari nel web.
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  • @REDAZIONE i link ai piani industriali in pdf non funzionano.
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  • Bestiale le slide di AR...stanno a fa vede i capannoni segreti......ahahahh
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  • MAH! Quello che ho visto sono solo parole di venditore. Quello che effettivamente mi fa male è la scomparsa di LANCIA, un marchio storico. Almeno lo utilizzassero come brand per auto completamente elettriche come TESLA. PEr non parlare poi dei destini FIAT, come se ci fosse stato solo la 500 in passato...e la 600? E la 127? E la 128? E tante altre?
  • Ma ci stiamo rendendo conto di quanto sia incompetente quel francese che tra l'altro ha ucciso lancia, mettendo in testa a Marchionne la strategia della fusione con chrysler? Già solo dal suo intervento si capisce che dovrebbe fare l'agente monomandatario per qualche società di aspirapolveri, non vendere automobili. Il suo è indubbiamente l'intervento più ridicolo, anche solo confrontandolo con quelli che lo hanno preceduto alla conferenza. Roba da restare basiti.
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  • uhmmm, dalle slide fiat parrebbe proprio avremo una 124 sport fra non molto
  • wow, due modelli ibiridi per chryselre nel '16 e nel '17, più a breve invece confermano la 100 sedan, addirittura una dodge segmento B ( nientemeno !!!)
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  • I giapponesi hanno dovuto inventare Lexus, Infiniti e Acura, spero che FCA investa sul Marchio Lancia.
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  • Ho una paura enorme per la Lancia. Gli altri si inventano marchi di lusso, noi che l'abbiamo lo uccidiamo. Spero ardentemente di no
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  • Ma come farà....ennesime promesse di rilancio sul mercato. E se lo (ri)lanciassimo noi sul mercato sotto casa?
  • Tutti si sono già dimenticati del famoso piano "Fabbrica Italia"? Non credo, specialmente gli investitori stranieri. Siamo solo noi ancora a pendere dalle labbra di questo tizio.
  • adios lancia
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