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Suzuki
Abe: "Tre piattaforme modulari per tutta la gamma"

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"La iK-2 di serie, che presenteremo all'inizio dell'anno prossimo, sarà il primo modello Suzuki ad adottare le nuove Green Technology": la Casa di Hamamatsu si rilancia nel segmento delle piccole, con un'offensiva doppia (l'altra "punta" sarà la iM-4) e una politica globale di ammodernamento tecnologico, che passerà per l'adozione di piattaforme modulari, turbo e ibridi. Ce ne ha parlato nel dettaglio Yoshinobu Abe, numero uno della filiale europea della Casa, che abbiamo incontrato al Salone di Ginevra.

Un piccolo turbo pronto per l'ibridazione. "La iK-2", ci ha spiegato il dirigente "è una concept praticamente pronta per la produzione, e andrà a insediarsi nel segmento B. La vettura è dotata di un nuovo piccolo turbo benzina, che andrà in produzione. Abbiamo adottato anche il sistema Ene-Charge per il recupero dell'energia, lo starter Isg e soprattutto - per la prima volta - una piattaforma modulare completamente inedita".

Tre piattaforme modulari per tutta la gamma. "L'architettura della iK-2 è la prima di tre nuove strutture modulari, concepite con la stessa filosofia costruttiva: su queste piattaforme di nuova generazione, nei prossimi anni, prenderà corpo tutta la nostra gamma modelli", ci ha rivelato Abe. Che poi si è soffermato sul rapporto tra la futura segmento B e l'offerta attuale.

"In Europa non abbiamo niente da perdere". "La iK-2 non sostituirà la Swift: saranno due modelli completamente distinti. Ormai è naturale avere due piccole diverse, per incontrare i gusti di un pubblico che ha diverse aspettative. La presenza del marchio Suzuki in Europa è ancora limitata: non abbiamo niente da perdere e stiamo prendendo provvedimenti coraggiosi per entrare in nuovi segmenti e aumentare le vendite nel vostro continente", ha argomentato il manager giapponese.

Più spaziosa della Swift. "Con la nuova piccola puntiamo in particolare a una proposta con più spazio a bordo, anche per quattro adulti. Un posizionamento diverso da quello della Swift, che è un acquisto più personale e viene comprata da chi non ha particolari esigenze di volumetria", ha proseguito Mr. Abe.

La iM-4: più crossover della Jimny. "Anche la iM-4, poco dopo la iK-2, diventerà un modello di serie, ma per il momento non possiamo parlare di date per l'introduzione. Si tratta", ci ha spiegato il numero uno di Suzuki Europe "di un modello difficile da categorizzare, che in termini di dimensioni (3,69 m di lunghezza, ndr) è vicino a una segmento A, ma che si inserirà in un'altra nicchia di mercato: la iM-4 avrà la trazione integrale, ma affiancherà la Jimny con caratteristiche più simili a quelle di un piccolo crossover".

Un 2014 da record. Ora grandi aspettative su Vitara. "Siamo soddisfatti dai primi riscontri della Celerio in Italia", ha aggiunto Massimo Nalli, responsabile della filiale nazionale Suzuki. "Dalla nuova Vitara, che andrà in produzione nelle prossime settimane in Ungheria e verrà consegnata dalla prima metà di aprile, ci aspettiamo inoltre di raggiungere 6.000 ordini sul mercato italiano e 70.000 a livello europeo entro fine anno". Un ottimismo supportato dai dati sul 2014, anno in cui la Suzuki ha fissato il nuovo record di produzione, superando per la prima volta il traguardo dei tre milioni di unità, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente (+14,2% e 15.926 unità in Italia).

da Ginevra, Fabio Sciarra

COMMENTI

  • Vuole diventare un marchio low cost di citycar in pratica, fino a oggi suzuki era famosa per gli ottimi fuoristrada e 4x4, che tristezza!!
  • Puntano sulle piccole perché solo quelle vendono, inoltre sono molto bravi a farle. Peccato per il Grand Vitara morto definitivamente. Peccato anche per la qualità Suzuki, ormai lontano ricordo.
  • se questo è il design che anticipa i futuri modelli, la vedo dura per Suzuki. La i k2 ha un frontale che si è ispirato alla Delta. Ma a preoccuparmi è il retro di entrambe le concept. Deludente.
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