Industria e Finanza

Dieselgate Volkswagen
11 milioni le auto coinvolte nel mondo

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6,5 miliardi già preventivati per pagare una multa che pare sempre più vicina. Lo scandalo delle emissioni truccate sui motori diesel venduti negli Usa sta crescendo a macchia d'olio, e la Volkswagen prende le prime contromisure: secondo quanto emerso in questi minuti, i veicoli coinvolti nel mondo raggiungerebbero la cifra astronomica di 11 milioni di unità.

Ancora un crollo in borsa. Immediatamente dopo l'annuncio, il titolo è andato incontro a un crollo sulla borsa di Francoforte che è la fotocopia di quello di ieri: in pochi minuti le azioni di Volkswagen AG hanno raggiunto nuovamente il -20%, portando la flessione dall'inizio del 2015 al -41%. Una catastrofe finanziaria, che ha bruciato altri 15 miliardi di euro in pochi minuti, dopo le ultime notizie.

Margini a rischio per il 2015. A preoccupare gli investitori sono soprattutto le previsioni funeste della dirigenza, che nelle stringate informazioni emerse nel corso della mattinata ha lanciato l'allarme sui profitti: tra maxi-multa e potenziali sviluppi (quali class action e altre conseguenze sul piano giudiziario, in Usa ed Europa), i margini previsti per il 2015 sono destinati a subire una sostanziale sforbiciata.

La posizione ufficiale: "Stiamo lavorando a velocità massima". I contorni della vicenda si fanno via via più chiari: secondo le informazioni più recenti, il Costruttore programma di accantonare la somma necessaria al pagamento dell'ammenda nel corso del terzo trimestre di quest'anno. "Stiamo lavorando a velocità massima per chiarire le irregolarità riguardanti un particolare software usato nei nostri diesel", recita una nota appena inviata alla stampa.

Michel Sapin: "Urge un'indagine europea". Nel frattempo si muovono anche i governi di mezzo mondo, che di fronte a uno scandalo di tale portata non possono restare a guardare: dopo la richiesta dell'indagine Ue da parte del ministro delle Finanze francese Sapin, il primo a uscire allo scoperto, è arrivata anche la voce del ministro dell'Ambiente italiano Gian Luca Galletti.

Usa, Asia, Europa: i governi si mettono in moto. "Ho chiesto a Volkswagen Italia rassicurazioni sul mercato italiano. Vogliamo vederci chiaro" ha annunciato il titolare del dicastero, che ha scritto all'ad del Gruppo Massimo Nordio. Anche Seoul ha annunciato l'intenzione di fare luce sul caso, e a Washington, intanto, si preparano i dossier per la temuta inchiesta penale condotta dal dipartimento di Giustizia.

La presa di distanze di Berlino. Il segnale più importante da sottolineare, però, è quello che arriva dalla Germania: il ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt ha dichiarato alla Bild di aver ordinato controlli delle emissioni sui modelli Volkswagen venduti nel Paese. Il governo federale è sempre stato vicino alla linea di Wolfsburg, ma di fronte a una catastrofe da prima pagina non intende giocarsi la sua credibilità politica.

Fca sospesa per eccesso di ribasso: timori per un allargamento dello scandalo. Il dieselgate, peraltro, sta trascinando verso il basso tutto il comparto: a Milano Fca è stata sospesa per eccesso di ribasso, mentre a Parigi i titoli Peugeot viaggiano intorno al -8%. I timori di un allargamento della vicenda ad altri Costruttori sono forti e, secondo alcune voci esperte, fondati: Axel Freidrich, ex numero uno dell'ufficio tedesco per la protezione dell'ambiente ha dichiarato: "È solo per un caso che la Volkswagen sia stata colpita per prima".

Fabio Sciarra