Industria e Finanza

Ferrari
Ricavi, utile netto ed ebit col vento in poppa

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I dati odierni sono stati stilati secondo gli standard del Gruppo Fca, quelli definitivi verranno pubblicati separatamente, dopo la riunione del cda che si terrà il prossimo 2 febbraio. Questo puntualizza oggi la Ferrari, pubblicando alcune cifre preliminari riguardo i suoi risultati 2015.

La precisazione. Numeri che sono comunque positivi, nonostante vengano definiti "non necessariamente coerenti" con le prossime indicazioni: "i dati odierni", spiega Maranello "riflettono allocazioni interne ed elisioni tra il Gruppo Fca e Ferrari", e soprattutto contengono ancora la definizione di "indebitamento netto industriale", che verrà rimpiazzata nei nuovi "accounting standard" da quella (diversa) di "indebitamento netto".

Le cifre. Puntualizzazioni finanziarie a parte, la Ferrari ha reso noti ricavi netti per 2,6 miliardi (in crescita rispetto ai 2,45 del 2014), un ebit rettificato a sua volta in fase di progresso (473 milioni, contro i 404 dell'esercizio precedente), e un utile netto che si è attestato a 284 milioni (erano 273 l'anno precedente). Tra le cifre provvisorie spunta anche l'indebitamento netto industriale, che è pari a 963 milioni e riflette esattamente il corrispondente taglio del debito Fca, riversato sul Cavallino come previsto dalle manovre che hanno portato allo scorporo. F.S.

COMMENTI

  • Le basse quotazioni del petrolio, la recessione della Cina e degli altri paesi emergenti, la crisi dei profughi conseguenza anche della nota instabilità politica ormai pluriennale di alcuni paesi che affacciano sul Mediterraneo, la non ancora risolta della crisi economica della UE, la quale stenta in generale a crescere oltre qualche stentato frazionale di PIL, l'economia degli USA ancora in fase incerta a causa di un andamento a singhiozzo............e qualcuno dice: io l'avevo detto.
  • Le basse quotazioni del petrolio, la recessione della Cina e degli altri paesi emergenti, la crisi dei profughi conseguenza anche della nota instabilità politica ormai pluriennale di alcuni paesi che affacciano sul Mediterraneo, la non ancora risolta della crisi economica della UE, la quale stenta in generale a crescere oltre qualche stentato frazionale di PIL, l'economia degli USA ancora in fase incerta a causa di un andamento a singhiozzo............e qualcuno dice: io l'avevo detto.
  • Resta il fatto che il titolo ha perso 4 volte tanto l'indice....il motivo molto semplice è che la valutazione attribuita in fase di quotazione era del tutto sballata e "pompata". Non per nulla, lavorando in Borsa da 25 anni, ho suggerito caldamente di non comprare il titolo ai quei prezzi...fai conto che ai prezzi di quotazione iniziale valeva il doppio di marchi del lusso come Cartier o Vuitton e 4/6 volte tanto le altre case automobilistiche..il mercato alla fine fa sempre giustizia..
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  • Certo che chi è corso a comprare le azioni Ferrari il 21 ottobre scorso, quando è stata quotata per la prima volta a Wall Street, ha fatto un affarone : l'azione Ferrari ha perso quasi il 30% in 3 mesi (da 57 a 41 dollari), mentre il corrispondente indice di Borsa ha perso solo l'8%... Ennesimo esempio di come, quando si investe il proprio denaro, è bene pensare con la propria testa e non ascoltare le grancasse mediatiche come quella di FCA che definiva allora la quotazione Ferrari un'occasione unica...
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