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Dieselgate
Germania, richiamo per 630 mila vetture. Ecco l'elenco dei modelli

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Germania, richiamo per 630 mila vetture. Ecco l'elenco dei modelli
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Il governo di Berlino scende in campo per fare chiarezza sul fronte delle emissioni di NOx, e impone un richiamo che riguarda 630 mila vetture. Le auto oggetto del provvedimento, secondo quanto annunciato in un primo momento da un portavoce dell'esecutivo, sono modelli prodotti da gran parte dei principali Costruttori nazionali: i nomi in questione sono quelli di Volkswagen, Audi, Mercedes-Benz, Opel e Porsche.

Anche i marchi Fca coinvolti, secondo il ministro Dobrindt. Secondo un successivo lancio dell'Afp, tuttavia, i marchi risultati "irregolari" nell'indagine tedesca sono complessivamente sedici: l'agenzia francese, citando il ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt, ha indicato anche i nomi di Alfa Romeo, Chevrolet, Dacia, Fiat, Hyundai, Jaguar, Jeep, Land Rover, Nissan, Renault e Suzuki.

Richiamo solo per i tedeschi. Il provvedimento di richiamo, tuttavia, resta circoscritto alle cinque marche tedesche, conferma l'Afp: "La decisione sull'eventuale richiamo dei marchi stranieri dovrà essere presa nei Paesi dove i modelli interessati hanno depositato domanda d'omologazione in Europa", scrive l'agenzia.

L'elenco dei modelli. Il ministero dei Trasporti tedesco ha caricato sul proprio sito istituzionale il documento con i risultati dell'indagine: nelle 134 pagine del dossier sono stati inclusi, oltre ai rilevamenti, anche i nomi dei modelli messi sotto la lente negli scorsi mesi. Gli autori del documento hanno suddiviso la lista in tre parti, inserendo nella prima le vetture nella norma e quelle con anomalie giustificate in maniera convincente dai Costruttori, nella seconda quelle con livelli di NOx fuori norma e nella terza i modelli Volkswagen con motore EA 189 TDI Euro 5 dotati di defeat device.

Arrivano le prime reazioni ufficiali. Sono arrivate, nel pomeriggio, le prime reazioni da parte delle Case: la Daimler, che oggi ha chiuso la giornata di contrattazioni a Francoforte al -5% (dopo aver sfiorato il -7 durante gli scambi) ha commentato i risultati presentati da Dobrindt definendoli "nell'insieme coerenti" e promettendo di lavorare secondo le direttive della campagna.

Defeat device: solo VW sul banco degli imputati. La decisione di avviare questa campagna, vasta e trasversale, è frutto dei test condotti dopo il dieselgate su un'ampia serie di vetture per rilevare i livelli effettivi di ossidi d'azoto prodotti dagli odierni motori a gasolio. Dall'indagine è emerso tuttavia che solo il Costruttore di Wolfsburg ha effettivamente adottato un "defeat device", vale a dire un dispositivo deliberatamente studiato per aggirare i controlli in sede d'omologazione.

Risultati in linea con l'indagine inglese. Quest'ultima risultanza dell'indagine tedesca è particolarmente significativa perché costituisce una conferma di quanto emerso nell'inchiesta disposta dal ministero dei Trasporti di Londra: anche nello studio svolto nel Regno Unito (che ha coinvolto 37 modelli di vari marchi ed è stato pubblicato ieri) la Volkswagen era risultata l'unica ad aver adottato sistemi in grado di aggirare le procedure di test.

Tutti i limiti dei test in laboratorio. Tutte le vetture oggetto della verifica inglese, in ogni caso, hanno superato nelle rilevazioni su strada i limiti di NOx di legge, rispettati invece seguendo le procedure di laboratorio. Le risultanze ufficiali in mano al governo di Londra, insomma, confermano le accuse mosse da associazioni ambientaliste come la tedesca Duh (Deutsche Umwelthilfe) e l'Icct (International Council for Clean Transportation), che con l'evidenza dei numeri propugnano da mesi l'adozione di criteri di misurazione più oggettivi.

Berlino: "Chiudere il buco normativo". L'esecutivo a guida Merkel ha reso noto che la campagna di richiamo è stata disposta con l'obiettivo di "chiudere il buco normativo" che consente ai Costruttori di disattivare o rendere meno efficaci le trappole anti-NOx al di fuori delle condizioni ambientali entro le quali si svolgono i test di laboratorio. È così che Berlino intende compiere un primo, concreto passo per l'effettiva riduzione delle emissioni originate dal trasporto privato.

Fabio Sciarra

I modelli nell'elenco stilato dal ministero dei Trasporti di Berlino:
Gruppo I:
Audi A3 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Audi A6 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Audi A6 3.0 V6 TDI Euro 6
BMW 320d Euro 5
BMW 216d Gran Tourer Euro 6
BMW 530d Euro 6
Fiat Panda 1.3 MultiJet Euro 5
Ford Focus 2.0 TDCi Euro 5
Honda HR-V 1.6 i-Dtec Euro 6
Mazda 6 2.2 Skyactiv-D Euro 6
Mercedes-Benz C 220 BlueTec Euro 6
Mercedes-Benz S 350 BlueTec Euro 6
Mercedes-Benz Sprinter 2.1 CDI Euro 5
Mitsubishi ASX 2.2 DI-D Euro 5
Opel Astra 2.0 CDTI Euro 5
Peugeot 308 SW 1.6 HDi Euro 6
Range Rover Evoque 2.0 TD4 Euro 6
Smart Fortwo cdi Euro 5
Toyota Auris 2.0 D-4D Euro 5
Volkswagen Golf 1.6 TDI BlueMotion Euro 6 (EA 288)
Volkswagen Golf 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Volkswagen Passat 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Volkswagen Golf Sportsvan 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Volkswagen Touran 2.0 TDI Euro 6 (EA 288)
Volkswagen Golf 1.6 TDI Euro 5 (EA 288)
Volkswagen Touareg 3.0 V6 TDI Euro 6
Volvo V60 D3 Euro 6

Gruppo II:
Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDM Euro 5
Audi A6 3.0 V6 TDI Euro 5
Chevrolet Cruze 2.0 VCDi Euro 5
Dacia Sandero 1.5 dCi Euro 6
Fiat Ducato 3.0 MultiJet Euro 5
Ford C-Max 1.5 TDCi Euro 6
Ford C-Max 2.0 TDCi Euro 6
Hyundai i20 1.1 CRDi Euro 6
Hyundai ix35 2.0 CRDi Euro 5
Jaguar XE 2.0 D Euro 6
Jeep Cherokee 2.0 MultiJet Euro 5
Mercedes-Benz V 250 Bluetec Euro 6
Nissan Navara 2.5 dCi Euro 5
Opel Insignia 2.0 CDTI Euro 6
Opel Zafira 1.6 CDTI Euro 6
Porsche Macan 3.0 V6 diesel Euro 6
Range Rover 3.0 TDV6 Euro 5
Renault Kadjar 1.5 dCi Euro 6
Renault Kadjar 1.6 dCi Euro 6
Suzuki Vitara 1.6 DDiS Euro 6
Volkswagen Amarok 2.0 TDI Euro 5 (EA 189)
Volkswagen Crafter 2.0 TDI Euro 5 (EA 189)

Gruppo III:
Volkswagen Beetle 2.0 TDI Euro 5 (EA 189)
Volkswagen Golf Plus 1.6 TDI Euro 5 (EA 189)
Volkswagen Passat 2.0 TDI Euro 5 (EA 189)
Volkswagen Polo 1.2 TDI Euro 5 (EA 189)

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