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Caso emissioni in Germania
FCA non si presenta al KBA. Appoggio di Delrio

Caso emissioni in Germania
FCA non si presenta al KBA. Appoggio di Delrio
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Il gruppo FCA non si è presentato alla convocazione fissata ieri pomeriggio al ministero dei Trasporti tedesco, dove i suoi rappresentanti erano attesi per fornire chiarimenti in merito alle emissioni della Fiat 500X 2.0 Multijet, che, secondo le indagini dell’autorità federale dei Trasporti tedesca, avrebbe livelli di NOX sopra la norma.

Fiat Chrysler, attraverso i propri legali, ha inviato una lettera in cui ha spiegato che solamente le autorità italiane sono competenti a valutare se le auto FCA rispettano le prescrizioni di legge europee sulle emissioni di gas di scarico. "Questo comportamento non cooperativo è totalmente incomprensibile", ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Alexander Dobrindt, che mercoledì aveva incontrato i rappresentanti della Opel per la stessa indagine, chiedendo chiarimenti sui software che escludono i sistemi di trattamenti delle emissioni nocive.

L’appoggio di Delrio. La decisione di FCA di non presentarsi alle autorità tedesche è stata appoggiata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, che ieri in serata è intervenuto sulla vicenda. “In una lettera inviata mercoledì al ministro tedesco Dobrint”, ha fatto sapere il ministro in una nota, “abbiamo chiarito che c’è piena disponibilità del costruttore FCA, i cui modelli sono omologati in Italia, nel fornire all’Autorità di omologazione le informazioni sulle emissioni, ma il dialogo ufficiale deve avvenire tra le Autorità di omologazione». «Quindi — ha aggiunto Delrio — per l’Italia il ministero delle Infrastrutture e i Trasporti, e per la Germania il KBA, che è l’autorità competente, «così come previsto dalla direttiva quadro 2007/46/CE, invece che proseguire nell’interlocuzione diretta con il costruttore».

Nel paese di omologazione. La posizione di FCA, dunque, sotto il profilo formale è corretta: a verificare che siano rispettate le normative europee sono chiamate le autorità nazionali. Nel caso delle auto, la competenza spetta al Paese in cui le vetture vengono omologate. Quando il KBA aveva pubblicato la propria indagine, alla fine di aprile, aveva precisato di voler informare le autorità nazionali competenti per l’omologazione di tutti i risultati e delle discrepanze riscontrate, chiedendo la loro valutazione. 

Le indagini italiane. Come già fatto in Germania e Regno Unito, anche in Italia sono in corso indagini. Ogni Paese, infatti, sta  svolgendo prove diverse, in modo indipendente. Secondo quanto risulta a Quattroruote, la direzione generale della Motorizzazione civile del ministero delle Infrastrutture avrebbe recentemente consegnato al ministro Graziano Delrio i risultati dello studio sulle emissioni avviato all’indomani dell’esplosione dello scandalo dieselgate e una relazione sull’attività svolta. L’indagine si sarebbe svolta nei mesi scorsi in collaborazione con il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, per quanto riguarda le prove di laboratorio, mentre le prove su strada sarebbero state condotte direttamente dagli ingegneri della Motorizzazione utilizzando i cosiddetti Pems (Portable Emissions Measurement Systems). Tutti i test sarebbero stati svolti su un parco auto fornito direttamente dalle case costruttrici, rappresentativo del circolante. Nulla è filtrato da via Caraci, sede della Motorizzazione, secondo cui la “palla” è adesso al livello politico. E nulla è filtrato nemmeno da piazzale di Porta Pia, sede del dicastero guidato da Delrio, cui spetta decidere se, come e quando rendere pubblici i risultati dell’indagine fin qui svolta dalle autorità italiane.

Redazione online

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