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Brexit
Trema l'industria automotive: ecco cosa può succedere

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Trema l'industria automotive: ecco cosa può succedere
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L'industria automotive lo aveva già dipinto come un "incubo" e ora l'incubo è diventato realtà: con il referendum di ieri, la Gran Bretagna si è svegliata fuori dall'Unione Europea. Un terremoto, con tanto di annuncio di dimissioni da parte di David Cameron, che agita lo spettro dei dazi doganali, delle tassazioni e dell'isolamento industriale. Le Case straniere che costruiscono nel Paese sono spiazzate: il Regno Unito è (era) il secondo mercato più importante della Ue. E la Brexit può cambiare tutto.

La posizione dei Costruttori. Un mese fa, il settore automotive britannico si è espresso in maniera abbastanza inequivocabile con la SMMT (Society of Motor Manufacturers and Traders): per il 77% dei membri, solo l'Europa avrebbe potuto garantire e sostenere il business, soprattutto per l'importante accesso ai mercati dei Paesi del continente. Jaguar Land Rover, BMW, Ford, Nissan, Toyota, Mercedes-Benz si sono tutte espresse contro l'uscita, mentre Aston Martin, Volkswagen e Vauxhall (Gruppo GM) hanno mantenuto una posizione più neutrale. Tuttavia, nessun Costruttore ha sostenuto esplicitamente le ragioni della Brexit. "L'Europa ha più senso per il lavoro, il commercio, i costi", ha spiegato la Nissan. Altri hanno ipotizzato "impatti" sugli investimenti nel Paese. Monaco, che in Gran Bretagna produce le Mini e la Rolls-Royce, si è detta "profondamente convinta" della necessità di restare nella Ue, paventando un "periodo di incertezza". Categorico il no della Mercedes-Benz: "La Brexit – ha detto Stoccarda – sarebbe molto più seria per il Regno Unito che per il resto dell'Europa". È andata così, e ora l'industria dovrà fare i conti con una realtà inedita e nebulosa.

I numeri del settore. Oggi, il 77% delle automobili prodotte nel Regno Unito (nel 2015 1,6 milioni) viene esportato all'estero e quasi il 60% finisce in Europa, per un giro d'affari pari a 24,8 miliardi di sterline (al momento 30 miliardi di euro, ma la valuta è già crollata): in sostanza, a livello di esportazioni il comparto viene solo dopo la chimica. Secondo il dimissionario Cameron, circa 730 mila posti di lavoro dipendono dall'industria automotive, tra assunti (161 mila) e indotto. Tra i grandi Costruttori, Vauxhall impiega ben 35 mila persone, Ford 14 mila, BMW 8 mila, Nissan altrettante, Toyota 3.500, Mercedes-Benz 3.400.

I rischi. Nessuno sa quale sarà il vero impatto della Brexit sul settore automotive. La BMW ha già detto di non essere in grado di valutare le conseguenze "fino a quando non ci saranno cambiamenti a livello legislativo", facendo intendere di non voler intervenire subito sulle proprie operazioni. La Toyota, però, ha già avvisato i dipendenti: la Brexit, hanno spiegato i giapponesi, aumenterà del 10% la tassazione sulle auto prodotte a livello locale. La VDA, l'associazione dei costruttori tedeschi, ha addirittura tirato in ballo un'ipotetica "disputa commerciale" tra l'Europa e il Regno Unito, con "danni enormi per tutti" e "rischi" per i 100 siti produttivi che la Germania gestisce nel Paese. La Jaguar Land Rover, del Gruppo indiano Tata, ha già fatto i conti: entro il 2020, la Brexit potrebbe tagliare i profitti della Casa per un miliardo di sterline (1,25 miliardi di euro).

Tempesta finanziaria. Per Piazza Affari peggior seduta dal 1998. L'esito del referendum ha già scatenato il panico nelle Borse di mezzo mondo, con perdite pesantissime per le banche e gravi conseguenze per tutti gli altri titoli, inclusi quelli automobilistici: a Piazza Affari, in caduta libera (l'indice Ftse Mib è a -10,75%), FCA perde il 7,38% e Renault il 10,09%. A Parigi, Peugeot cede il 12,79%. A Francoforte, Daimler è a -8,5%, BMW a -7,5%, VW a -7%. Lo Stoxx Automobiles & parts, l’indice europeo di settore, perde il 7,7%. In chiusura di giornate le cose sono andate anche peggio. L'indice Ftse-Mib di Borsa Italiana è crollato del -12,48%, peggior risultato dal 1998. Atene ha lasciato sul terreno il 13,4%, Madrid il 12,3%, Francoforte il 6,8%, Parigi l'8%. Londra ha limitato i danni a -3,15%. Si calcola che sui listini siano stati "bruciati" oggi 411 miliardi di capitalizzazione. FCA ha perso il 9, 37% e Ferrari il 4,85%. E mentre i manager corrono da un ufficio all'altro, la popolazione britannica si divide tra incredulità e festeggiamenti. Il giorno più lungo del Regno Unito (e dell'Europa) è appena iniziato.

Davide Comunello

COMMENTI

  • Qualcuno parla degli italiani come dei piccoli schettino, io potrei aggiungere anche mangiaspaghetti e sciupafemmine...Probabilmente qualche vittima (o marito/compagno/fidanzato) di questi sciupafemmine parla molto male degli italiani perchè ancora gli brucia.....o gli pesano, soprattutto i costi per alzare le porte di casa.....
  • Hanno ragione i giapponesi. Gli inglesi faranno protezionismo per proteggere i propri prodotti ed incassare nel contempo soldi con la maggior tassazione sull'importazione non gradita. Gli inglesi meno abbienti non si potranno permettere tanto facilmente l'acquisto di auto straniere,anche perchè la sterlina andrà giù. Danni anche per le nostre aziende italiane quindi,che siano là con i propri stabilimenti o che commercino da qui con l'Inghilterra!
  • NON SONO UN ESPERTO DI ECONOMIA E NON SO PREVEDERE ALCUNO SCENARIO MA, STANDO AI RISULTATI TANGIBILI DIREI CHE DOPO X ANNI DI COMUNITà EUROPEA DIREI CHE L'ITALIA ALMENO HA VISTO UNA DELLE SUE PEGGIORI CRISI STORICA; IO DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO, PER AZIENDE E PROFESSIONISTI NON HO VISTO UN MINIMO DI "AIUTI, SGRAVI"......ANZI L'ARRIVO DI NORMATIVE DI UNA PESANTEZZA E UNA IGNORANZA SENZA PARI......DIREI CHE IL PROGETTO LO SI PUò DICHIARARE TRANQUILLAMENTE FALLITO. L'UNICA COSA POSITIVA RELATIVAMENTE AL'ITALIA è CHE HA FATTO FUORIUSCIRE PARECCHI ALTARINI PRIMA NASCOSTI CON MILLE ESCAMOTAGE. SOLUZIONE? BOOOOOOOOOOOOO....ps: SCUSATE IL MAISCOLO
  • Occorre notare che l'unione di popoli diversi avviene dal basso con spinte socioculturali e non dall'alto dei salotti massonici delle macrobanche private. L'Europa di cui tanto vi riempite la bocca non esiste, siamo popoli diversi da centinaia di anni...bisogna essere stolti per credere che si potesse avere l'unione EU. L'EU esiste perchè è più facile manipolare e controllare un'entità singola che tanti Stati a se...l'Europa esiste per i soli interessi di pochi. Non esiste alcun disastro fuori dall'EU e dall'euro...il disastro è per le tasche di quei pochi che vogliono farvelo credere.
  • Magari gli Itagliani avessero il coraggio dei Britannici o dei Tedeschi. All' estero vi considerano un pese di " Piccoli Schettino ". Senza orgoglio. Sempre e storicamente sottomessi allo straniero. Che oggi si chiamano Tedeschi.
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  • Grazie del ripasso di Educazione Civica, ciò non toglie che il popolo britannico ha fatto uno sbaglio madornale le cui conseguenze si ripercuoteranno per tutto il mondo finanziario e non, regno Unito in primis.
  • I referendum si possono distinguere in base al tipo di scopo: propositivi: per proporre una nuova legge (vincola il legislatore a emanare una legge coerente con l'espressione popolare); è presente, per esempio, nell'ordinamento di San Marino e Svizzera; consultivi: per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva); confermativi: per richiedere il consenso popolare perché una legge o una norma costituzionale possa entrare in vigore; abrogativi: per abrogare una legge esistente o un atto avente forza di legge (decreto legge o decreto legislativo), rimuovendolo dall'ordinamento; deliberativi: mediante i quali i cittadini deliberano secondo il principio della sovranità popolare (Comune e Provincia, che deliberano "regolamenti" che sono atti aventi valore di legge); legislativi, mediante i quali si introducono leggi locali o statali. In Italia non sono previste le ultime due tipologie di referendum.
  • http://www.ibtimes.co.uk/can-mps-block-brexit-david-lammy-tells-parliament-stop-madness-non-binding-vote-1567454 Può il Primo Ministro bloccare la BREXIT ??? DAVID LAMMY chiede al Parlamento di fermare la pazzia di un voto sconsiderato. International Business Times.
  • Oggi è tutto in mano ai Politici Europei ed ai futuri governi Britannici, dato che Cameron si è dimesso, è probabile che ci saranno elezioni politiche molto presto nel Regno Unito. Questo potrebbe rallentare le pratiche di BREXIT. Il fatto che la Scozia voglia autonomizzarsi dal Regno Unito potrebbe generare una zona franca legata all'Unione Europea, ma ne dubito. Un Politico Britannico ha chiesto, ai Membri della Camera dei Comuni, di considerare il Referendum alla stregua di una Consultazione Consultiva per un futuro indirizzo politico. In pratica sarebbe una invalidazione (annullamento).
  • Era ora che qualcuno avesse le palle per opporsi all'egemonia dei tromboni fallimentari europei che sanno imporre solo sacrifici,e i tedeschi poi che stanno facendo la terza guerra mondiale a livello economico spalleggiati da una francia che sarebbe meglio che guardasse alla propria tristezza invece di dar manforte al bulletto di turno,detto questo avranno solo nuove scuse per riempirci di tasse.L'europa non sarà mai unita culture,lingue,usanze differenti cementate da una diffidenza reciproca radicata nei secoli.
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  • Come al solito tutta l' isteria e' sui giornali che stanno facendo affari d'oro con questo allarmismo e la gente comune che crede a tutto quello che legge. Non succedera' nulla come al solito. I soldi sono piu' importanti di qualsiasi altra cosa ed e' interesse di tutte le parti nel continuare in un commercio libero e senza dazi. Ma poi perche' dovrebbero mettere i dazi ? I fessi sono quelli che sono rimasti.
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  • @ Mario Larocca: Gli inglesi avrebbero civilizzato chi ? Guidano contromano, hanno impiegato un millennio (perché per i primi mille anni non sono stati capaci a contare) per contare fino a dieci, sull'igiene cali un velo pietoso, cucina non ne parliamo e parli di civilizzare ? Hanno una lingua che si è diffusa perché più povera di così c'e il mutismo, mantengono una genia di disutili che fa sembrare onesti i nostri politici, leggono giornali che libero sembra il nyt : ma ci sei mai stato in quel paese ?
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  • L'Europa sarebbe dovuto essere PRIMA un unione di popoli e DOPO un aggregazione finanziaria e il referendum britannico ce lo ha ricordato in maniera abbastanza inequivocabile: tutto dipende da come il Regno Unito (ma adesso voglio vedere se lo sarà per molto ancora visto che Ulster e Scozia desiderano restare in EU) riuscirà a contrattare la sua Brexit.... nelle intenzioni inglesi si vuole mantenere le agevolazioni economiche e doganali acquisendo, però, il potere di vietare la libera circolazione di persone sul suolo britannico mentre dall'altra parte si vuole fare presente che se si ha rifiutato la permanenza in Europa la si rifiuta in toto e non in parte.
  • La perfida Albione ha colpito ancora, guardando chi ha votato per uscire dall'Europa sono stati gli anziani e i giovani erano contrari(così sono rimasti fregati) ringrazino i loro vecchi del regalo che gli hanno fatto. Ma oggi che festeggiano l'uscita (ma non erano mai entrati) nell'EURO mantenendo la loro sterlina, forse non so se hanno fatto una buona scelta chi come la FCA ha trasferito tutti i conti in Inghilterra (bravo sig. Marchionne) e adesso come la mettiamo. Ma ormai non serve piangere sul latte versato, caro presidente inglese, sopportane le conseguenze e noi italiano incolpevoli come la crisi bancarie di qualche anno fa dovremmo farci carico dei problemi regalatoci, perché non ne avevamo già abbastanza dei nostri. Saluti a tutti
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  • la Gran Bretagna e' stata finora un membro riluttante e maezzo servizio dell'Unione Europea,abile a far pesare la sua adesione e sfruttarla a proprio favore,a ricevere denaro piu' di quanto ne versasse:meglio per noi che se ne vada.e ora mi attendo(ma ne dubito)che i Paesi fondatori sappiano riprendere una strada interrotta.non e' uscendo dall'Europa per illusioni autarchiche fuori dal tempo,o dall'euro vaneggiando di ritrovarsi ricchi di lire che potremo star meglio.il pesante predominio della finanza ora avra' meno forza.e spero di salutare invece la Scozia e l'Irlanda unita Stati Europei.
  • Ma cos'è che sanno fare gli inglesi?
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  • Sebbene spiazzante per molti...che non accetteranno mai quanto a seguire, la prendo un po' larga e dico che andrebbe sottolineato che la grande conquista dell'umanità è internet, che permette un'informazione libera e permette di sgretolare il monopolio dei potentati della terra (5 nomi in croce) che sono riusciti, nel '900, a togliere agli stati occidentali il monopolio della moneta; che da pubblica e del popolo è diventata privata...di proprietà di 5 potentati che si sono inventati la Fed e la BCE, e che fanno pagare gli interessi per ogni dollaro o euro che vogliamo comprare, determinando debiti pubblici che non potranno mai ridursi. E ce la raccontano in tutti i modi...che l'euro, la BCE e la Fed sono cose buone giuste, cercando però (male, grazie ad internet) di nascondere lo scopo vero, ovvero soggiogare i popoli per preservare la ricchezza ormai spropositata di 5 famigliole che giocano alla guerra, al frumento, al latte e con ogni bene sulla piazza; già perchè ci beviamo facilmente le cose che si dicono in TV....dio vi punirà!! Disastroooo! Uuuh. Per fortuna però le coscienze si stanno svegliando, ci si informa e si arriva infatti al Brexit...ed io spero nell'uscita dall'euro dell'Italia. 2000 anni fa ci si inventò le religioni per controllare le masse (e bastava)...oggi c'è la finanza privata di Fed e BCE il monopolio della finanza sulle politiche, non si fanno più scelte sociali o economiche ma solo scelte e politiche finanziare...il prossimo step dovrebbe essere (nei sogni diabolici dei potenti) la privatizzazione della banca cinese...ma credo che non arriveranno mai al dominio assoluto. Ora, per giornali e Tv sarà un continuo gridare al disastro, invero non importa che l'Inghilterra sia fuori dall'EU, hanno solo paura che ciò possa scagliarsi contro la moneta unica, facendola cadere...ma la verità e la storia diranno che gli inglesi hanno fatto bene ad uscire dall'EU, e loro erano messi meglio perchè non avevano l'euro....good! Per noi vadetto che l'euro non renderà mai...mai...ricca l'Italia...ma schiava.
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  • PS: non dimentichiamoci che quello che conta sono i fatti...sarà la crisi, sarà tutto quello che volete voi, ma da quando siamo in Europa l'unico vero beneficio è stato quello di avere una moneta che avesse potere d'acquisto all'estero, in Italia invece quest'ultimo è diventato gran lunga inferiore a quello della lira...e questo per chi non esce dal proprio paese (ovvero 4 italiani su 5 )non gliene frega niente del potere d'acquisto all'estero...e mi fermo qui perché la lista delle cose peggiorate con l'euro è lunghissima...
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  • Sono dell'opinione che Brexit debba far riflettere un po' tutti...abbiamo immaginato un'Europa diversa dove ci doveva essere libero scambio di persone, denaro, merci, expertise ma ci siamo ritrovati un'altra cosa dove a governare c'era solo la finanza e gli interessi del singolo...io penso che quando un gruppo di persone si coalizzano i benefici debbano prevalere sugli effetti negativi ma questo inevitabilmente non significa che non ci sia niente da perdere per nessuno...oggi abbiamo un'europa che viaggia a troppe velocità differenti e non si accettano le differenze immancabili tra un paese ed un altro...in realtà abbiamo seguito quello più forte (vedi Germania) che ha avuto solo benefici dall'Europa mentre gli altri hanno dovuto fare solo sacrifici...gli inglesi democraticamente hanno detto no a questo sistema EUROPA che si ricorda i te solo quando si tratta di conti, soldi e finanza...del resto non si può insegnare nulla a loro che hanno, dopo i rimani, civilizzato il mondo...
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  • Mauro B. facciamo lo stesso lavoro, ma ai non addetti avrebbe potuto suonare "strano" la libera circolazione delle merci, si senza dazio ma comunque sottoposte a sdoganamento (con tutte le beghe che ben sappiamo) e con costi che gravano sulle merci ;) Non credo che UK abbia voglia ti imporre dazi e per questo, tutto sommato, dal punto di vista doganale la paura sugli investimenti in UK di compagnie UE non so se sia giustificata: per spiegare meglio agli altri blogger, quel 10% di tassazione paventata da Toyota mi sembra fumo/paura ingiustificata se parliamo di dazi doganali, mentre mi sembra una giustificazione impropria nel caso in cui Toyota volesse abbassare gli stipendi del 10%. Sarà una dura battaglia tra UK e UE per gestire Brexit e credo, ma sono quasi convinto, che questa volta l'UE non andrà più incontro alle richieste UK.
  • @ Mauro B.: Bravo, un trattato che, se non negoziato, non si applicherà al Regno Unito in quanto, da quando ti occupi di operazioni doganali, i sudditi erano, di malavoglia, europei. Se il parlamento Europeo troverà quattro gatti che sappiano guadagnare una minima parte di quello che prendono presenterà il conto di tutte le agevolazioni di cui fino a qui ha goduto la "perfida Albione". Le mozzarelle ed il Parmigiano sicuramente arriveranno là, vista la fallimentare offerta gastronomica isolana, mentre che le fabbriche automobilistiche restino è tutto da dimostrare, visto il nullo valore aggiunto delle maestranze indigene. ...visto che il rispondi non funziona... va bene risparmiare usando MongoDb, ma almeno due euri per installarlo.
  • per la redazione: non funziona il rispondi. potete verificare? grazie
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  • Inserisci qui il tuo commentoAlessandro, è dal 1994 che faccio operazioni doganali di import-export, esiste il certificato di origine preferenziale delle merci meglio noto come EUR1 EUR2, che permette agli stati con cui è stato pattuito (circa 40) di importare in UE e di ricevere prodotti dalla UE senza dazi. Certo resta necessaria l'operazione doganale da effettuale, ma alla quale non vengono tassati dazi secondo le NC (nomenclature combinate), quindi le mozzarelle ed il parmigiano potranno essere libere di entrare nel Regno Unito senza dazi, così come le auto che arriveranno in EU dagli stabilimenti britannici. Il Messico è destinatario di forti investimenti perché ha un duplice accordo sia con la UE che con il NAFTA (non il gasolio .-) ) per cui i propri prodotti possono entrare in Europa e in Nord America senza dazi. Ultima BMW investirà proprio li per la nuova serie 3, ma c'è già FCA e WV, Faurecia ecc.. Per le persone potranno anche far rimpatriare tutti i cittadini UE che non hanno un impiego, negandoti il diritto alla casa, al servizio sanitario e all'istruzione.
  • Come al solito, tra non molto tutto tornerà come prima. Ovviamente in questo momento, i burocrati e i politici hanno il terrore di perdere la poltrona se altri stati dovessero seguire l'esempio degli inglesi, pertanto hanno "dato incarico" a speculatori e mass media di scatenare il panico.
  • @ Mauro B. secondo me sei un pò confuso: nella UE esiste la libera circolazione delle merci e delle persone; tra UE e resto del mondo non c'è libera circolazione delle merci: devono essere sottoposte a sdoganamento, con annessi dazi se dovuti. Esiste il trattato di Schengen che regolamenta la libera circolazione delle persone dei paesi UE all'interno della UE ma anche nei paesi che hanno accettato il trattato, vedi Svizzera. Nei vari trattati che saranno fatti ci saranno anche dei bilaterali tra UK e UE per favorire il commercio e la libera circolazione delle persone, ma sarà un braccio di ferro. Purtroppo siamo in una situazione in cui la "ragione" è morta (da anni) lasciando spazio alla "convenienza", e ad ucciderla sono stati i nostri pseudo politici/pseudo dirigenti, sia italiani che europei.
  • sono stato un entusiasta europeista all'inizio, un tiepido europeista quando c'è stato il cambio 1:1 con le mille lire ed un euroscettico quando ho capito che alla fin fine tutto si traduceva nell'accettare il peggio delle legislazioni comunitarie senza introdurre quella a nostro vantaggio. certo, per gli Inglesi prevedo un periodo especial, ma tutto sommato non ho mai capito la posizione di quei paesi che stanno in Europa con un piede, non rinunciando alla propria valuta, e già pronti a fare fagotto.
  • perchè non mi fa replicare ai commenti????????????????? che è tabù??????????
  • si viveva benissimo in europa nel novecento con due guerre e 50 milioni di morti
  • Ritengo che nessuno avrà intenzione di alzare barriere commerciali tra Europa e Regno Unito. Non conviene a noi, ma soprattutto non conviene a loro. Secondo me resterà una libera circolazione delle merci con trattati commerciali come quelli vigenti con Svizzera, Turchia, Israele, Messico ecc.. Il problema sarà per regolamenti e persone, loro non saranno più soggetti a regole e limiti imposti dalla UE, e quindi potranno bloccare ingressi dei migranti europei, in primis i paesi dell'EST, per poi avere carta bianca su regole di bilancio e gestione dei servizi. Metro, chilo e litro sono sempre stati indigesti agli anglosassoni, e secondo me gli enormi vincoli imposti dalla Tedesca Unione Europea, hanno inorgoglito la gente comune che ha visto nell'Europa un dittatore che gli ordinava quanto alta doveva essere l'erba del proprio giardino. Quello che m preoccupa e che si potrebbe innescare una rivolta a catena da parte di tutti i popoli contro la UE. secondo me sarebbe dovuta restare una Europa a 12 nazioni per ancora un ventennio, l'accelerazione all'ingresso di altre nazioni è stata una mina che non ha portato benessere ai cittadini dei dodici stati ma ha spostato masse di migranti dai nuovi paesi entranti verso i più benestanti vecchi creando conflitti sociali e togliendo occupazione ai giovani già residenti in favore di persone che si accontentavano di paghe più basse e che si prestavano ai lavori più umili. Non sono assolutamente razzista ma il flusso dei migranti comunitari e non sarà una miccia pronta a fa scoppiare ulteriori polemiche in UE. Abbiamo una moneta unica ma non abbiamo "UN" confine unico.
  • Ora come ora inizierei da subito a creare le condizioni per portare almeno una parte della produzione della Gran Bretagna in Italia. Questo dovremmo fare...
  • si viveva bene (anzi meglio) prima che ci inculcassero forzatamente l'europa, col tempo vedremo se sarà davvero carestia lacrime e sangue o se si tratta solo di terrorismo filoeuro e la cratestia è il mantenimento del colosso europa in se
  • ora posso dire o no che la tipo abdulsedan è un'auto extracomunitaria?
  • Articolo molto serio che espone quelle che sono le problematiche e i rischi da affrontare "realmente" a seguito dell'uscita della Gb dall'Unione Europea. Qui non si tratta di slogan campati in aria contro i burocrati di Bruxelles o sull'orgoglio nazionale , si parla di interi settori industriali, di stabilimenti, di posti di lavoro che potrebbero drasticamente ridursi. Non sarà un effetto immediato, molto dipenderà da come si svolgeranno le trattative per l'uscita che dureranno due anni. Vorrei aggiungere che anche nel settore dell'industria aeronautica ( che conosco bene perchè ci lavoro) ci potrebbero esserti pesanti ripercussioni. Quello che molta gente comune non riesce a capire , confusa o peggio aizzata dalla becera propaganda politica , è che dal punto di vista economico/industriale le interconnessioni, i legami, gli scambi tra i vari paesi ue sono molto ma molto più forti di quello che si creda.
  • Non credo che ci sono tanti vantaggi per i costruttori locali, che non possono più approfittare dei benefici dell'UE. Un opportunità secondo me per i costruttori stranieri, come FCA che riescono a tenere loro prezzi contenuti e creare competizione. Comunque, alla fine sarà il popolo inglese a determinare la sorte dei costruttori locali, acquistando o non prodotti locali. Secondo me la Giulia avra comunque un bel successone.
  • Chiudendosi dentro il loro guscio come una lumaca mentre l'economia mondiale continuerà a correre verso il futuro.
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