Industria e Finanza

Gruppo Renault
Parigi, inchiesta giudiziaria sulle emissioni NOx

Gruppo Renault
Parigi, inchiesta giudiziaria sulle emissioni NOx
Chiudi

La procura di Parigi ha aperto un fascicolo sulle presunte irregolarità dei diesel della Renault: secondo la Reuters e la stampa francese, tre magistrati sarebbero già al lavoro per appurare se le emissioni siano state effettivamente manipolate dal costruttore.

Il ruolo del governo. In seguito alla notizia, le azioni della Renault sono calate del 4%, raggiungendo il valore più basso da un mese a questa parte. L'indagine è nata dall'azione del ministero dell'Economia e delle Finanze francese, attivatosi dopo il test condotto dall'associazione ambientalista tedesca Duh su una Espace con il 1.6 dCi. Dopo i primi rilievi degli investigatori della Dgccrf, la direzione generale per la concorrenza e la repressione delle frodi, il faldone è stato trasmesso alla magistratura per ulteriori valutazioni.

Le reazioni. La Renault ha diffuso una nota in cui prende atto dell'indagine, per quanto senza riscontri ufficiali, ribadendo la posizione già espressa a novembre: in sostanza, il costruttore conferma il "rispetto della normativa francese ed europea:  i nostri veicoli sono e sono sempre stati omologati secondo la legge e non montano software fraudolenti in grado di influenzare i sistemi anti-inquinamento".

Il catalizzatore della Kadjar e della Captur. Anche Quattroruote si è occupato dei test francesi: nel numero di novembre, abbiamo approfondito i richiami delle Captur e delle Kadjar con il motore 1.5 dCi 110 CV, su cui il costruttore è intervenuto con l'aggiornamento del software della centralina e la sostituzione del catalizzatore. Sono gli sviluppi di una vicenda nata un anno fa, dopo che una Captur Euro 6 aveva evidenziato valori degli NOx dieci volte superiori a quelli ammessi nei test di omologazione sul banco a rulli: come abbiamo notato, non si tratta di niente di vietato, ma è abbastanza per giustificare le richieste di chiarimento dagli enti preposti. In Italia le vetture interessate sono 1.634, prodotte fino al 4 settembre 2015.

Redazione online

COMMENTI

  • Il recente caso Fca-Fiat e Renaut (e prima ancora quello di WV.) ha acceso i riflettori sul problema del controllo delle emissioni nocive delle autovetture, ma va detto che questo non è l'unico, e forse neanche il principale, di cui ci si debba occupare -e preoccupare- poiché il problema dei controlli investe tutto il campo della affidabilità, qualità e sicurezza in generale degli autoveicoli. Non si può nascondere, infatti, che i rischi per la salute delle persone connessi all'uso di tali mezzi costituiscono una ampia gamma di ipotesi di danno che non può ridursi solo a quello connesso alle emissioni nocive e abbraccia i tanti casi di difetti di fabbrica e/o progettazione, mancanza di requisiti e/o qualità essenziali, vizi di non conformità, vizi originari di funzionamento, deficit funzionale, ecc. La casistica è ricca di fatti dannosi e sinistri la cui spiegazione è da ricercare in cause di difettosità dell'autoveicolo, attribuibili alla responsabilità del fabbricante, gli esempi citabili sono tanti e pur tuttavia il fenomeno è spesso colpevolmente ignorato, o perlomeno sottovalutato, dalle autorità cui è demandato il compito istituzionale di vigilare e controllare a tutela della sicurezza e salute delle persone. Un esempio concreto? Fra i tanti, e giusto per rimanere in casa FIAT, oggi nell'occhio di un ciclone che in realtà chiama in causa l'intera industria automobilistica, potrei citare quello dei modelli di auto del gruppo automobilistico suddetto che montano il famigerato servosterzo elettrico 'city', il cui frequente malfunzionamento, dovuto a difetto di fabbricazione/progettazione, ha messo e mette a repentaglio la stessa incolumità di chi usa quelle auto, e ciò senza che nessuno, né il costruttore (che non ha provveduto alla necessaria campagna di richiamo e neppure di informazione del consumatore), né l'autorità di vigilanza, si preoccupi -sebbene il fatto sia stato denunciato da una valanga di segnalazioni e testimonianze- di mettere in atto i doverosi interventi inibitori/cautelativi. Oggi, sotto la spinta degli ultimi fatti che chiamano in causa le case automobilistiche per le frodi in materia di emissioni degli autoveicoli, si fanno sempre più insistenti le sollecitazioni per un adeguamento della normativa (proposte di legge, in particolare in materia di omologazione e controlli degli autoveicoli, sono al veglio del Parlamento Europeo), cosa senz'altro necessaria, ma che non può trasformarsi in un comodo alibi per sottrarsi alle responsabilità e agli obblighi che, bene o male, l'attuale normativa, generale (correttezza commerciale, buona fede, tutela del consumatore, sicurezza dei prodotti, responsabilità per danno da prodotto difettoso, ecc.) e speciale (le direttive e regolamenti CE in materia di norme tecniche e sicurezza dell'autovettura, Direttiva CE 99/44 ecc.), comunque già prevede: prevarrà, finalmente, l'interesse per la tutela del consumatore sugli interessi della potente lobby dell'industria dell'auto?
  • EVIL SANTIAGO, e inutle che tu commenti, abbiamo capito che di auto non ne capisci molto, sei registrato solo x chiacchiere da bar. renault vende sempre di piu..........e tu non puoi farci nulla.
     Leggi le risposte
  • Ghosn e i suoi sgherri dovevano mettere l'SCR!
  • Salvatore Cuomo è finito al pronto soccorso causa default emotivo.
  • 10volte superiori, ma ci rendiamo conto della pagliacciata?
  • Repetita iuvant........