Il cartello tedesco Der Spiegel: "Vent'anni di accordi sottobanco"

Gian Luca Pellegrini Gian Luca Pellegrini
Il cartello tedesco
Der Spiegel: "Vent'anni di accordi sottobanco"
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Ieri avevamo dato conto delle anticipazioni sull'inchiesta di Der Spiegel riguardo la possibile esistenza di un cartello fra grandi Case tedesche volto a condividere decisioni strategiche e tecniche, e così aggirare le norme d'antitrust che vietano espressamente tali accordi. Oggi il pezzo è uscito, e le accuse rivolte alle aziende coinvolte sono pesantissime.

L'accusa del settimanale. Il titolo dell'articolo è "Das Auto-Syndicat" e questo il suo sommario: "La vicenda diesel non è un fallimento delle singole società. È il risultato di anni di intrallazzi dell'industria automobilistica tedesca. Audi, BMW, Daimler, Volkswagen e Porsche hanno parlato fra loro per più di mille incontri. Lo smascheramento di un cartello". Sostiene il giornale che, per circa 20 anni, oltre 200 manager di queste Case hanno avuto riunioni per coordinare congiuntamente lo sviluppo di modelli, determinare i costi e scegliere i fornitori: "Hanno cooperato in segretezza, come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello".

Tutto era frutto di scelte condivise. Sempre secondo la testata, l'alleanza decideva congiuntamente qualunque aspetto relativo al business, dalle caratteristiche di una capote fino alla valutazione della qualità dei supplier. L'esempio più clamoroso, anche perché tocca il tema delle emissioni, riguarda le dimensioni del serbatoio dell'AdBlue, un additivo utilizzato nei sistemi Scr per ridurre gli NOx prodotti dai diesel.

Il caso dei serbatoi dell'AdBlue. Nel settembre del 2008, fu deciso in armonia d'intenti che la capacità non doveva superare gli 8 litri: una quantità scarsa, ma che consentiva di risparmiare circa 80 euro a veicolo. E che, con l'arrivo di nuovi limiti ambientali più severi, si rivelò insufficiente. Ma con un secondo accordo l'inopinato trust decise di non allargare il contenitore dell'urea, sicuri che le normative d'omologazione offrissero comunque agio ai costruttori per trovare soluzioni di compromesso.

Possibili multe da Bruxelles. Lo scandalo è venuto alla luce dopo che Volkswagen e Daimler, probabilmente rese inquiete da un'indagine sulle forniture d'acciaio alle fabbriche, hanno deciso lo scorso 4 luglio di autodenunciarsi all'Antitrust di Berlino e alla Commissione europea, evocando "presumibili violazioni riguardo la concorrenza". Le sanzioni comunitarie per chi viola tali leggi possono arrivare al 10% degli utili generati dalle vendite: significa, per citare soltanto chi ha voluto uscire allo scoperto, probabilmente sperando così d'influenzare la clemenza degli inquirenti, che la Volkswagen rischia una multa di 22 miliardi di euro e la Daimler di oltre 15 miliardi.

COMMENTI

  • 2 anni fa ho fatto un piccolo corso di vendita/marketing patrocinato dall'università della mia città. Una sera, un mio collega chiede al relatore il motivo del sistema di vendita porta-a-porta (a suo dire antiquata) scelto da una nota marca di elettrodomestici tedesca: penso la conosciamo tutti. Il relatore sorridendo rispose: "Se questa marca affidasse la vendita del proprio materiale alla GDO, nel giro di 2 anni, fallirebbe." Perché??..."Perché, nella GDO, dovrebbe confrontarsi con la concorrenza, e di botto, l'alone di superiorità che si sono costruiti nel tempo svanirebbe." Test sui loro prodotti, infatti, hanno dimostrato l'effettiva qualità di questi, ma non ne hanno giustificato il prezzo stratosferico (a volte 3/4 volte quello della migliore concorrenza). Poi ci chiese:"Facciamo finta che il loro aspirapolvere sia effettivamente superiore alla concorrenza, e che ne valga la spesa superiore: se chiediamo un tubo di prolunga, ci sparano anche 50 euro...che tecnologia c'è dietro ad un semplice tubo da valere una cifra del genere??" Stesso vale per materassi, pentole, ecc. I tedeschi sanno lavorare bene, ma vendersi molto meglio. Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con Que Viva El Biscione: la migliore industria mondiale è la giapponese: loro sanno darti un prodotto valido, affidabile e pure dal prezzo competitivo. Tutto il resto è tifo da stadio che sia pro FCA, o pro Triade...
  • In Italia questo non sarebbe mai potuto succedere per 2 motivi: - 1 non mai stato permesso a chicchessia di fare concorrenza interna a quello che una volta era il nostro costruttore nazionale - 2 quello che una volta era il nostro costruttore nazionale non ha mai dovuto chiedere niente ne dare nulla in cambio per tutti i regali che nella sua storia centenaria gli sono stati fatti
  • I tedeschi fino all'altro giorno i " puri " d'Europa e fronte dei soliti furbi nulla facenti dei paesi del Sud ora vengono trovati con le mani nella marmellata. Ciò significa che buoni e cattivi ci sono ovunque e che l'ergersi a giudici moralisti incorruttibili integralisti lascia il tempo che trova
  • improvvisamente gli italiani sono fan di der spiegel dopo essere stati insultati...come si vede che il complesso d'inferiorità nei confronti dei marchi tedeschi è tanto...per il resto mi auguro che ci siano le prove altrimenti è solo fango che danneggia tutta l'economia europea non solo quella tedesca...altresì come non notare l'assurdità delle norme europee che vietano colloqui tra aziende che operano nello stesso settore: personalmente mi sarei scandalizzato se ciò avesse penalizzato il consumatore cosa che invece non viene menzionata e che è la ratio di tutela delle norme antitrust...
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  • @massimo mollica: è vero che lo Spiegel sia tedesco, ma non si tratta di una rivista specializzata sull'auto. Su Autobild e Auto Motor und Sport - i quali in teoria dovrebbero informare il consumente e non fungere da organo di marketing per i prodottori - non troverà altro che tentativi di minimizzare il caso. Addirittura consigli di non fare causa etc. La grande difesa del sistema 'Auto Deutschland' si è già attivata. Finirà tutto con una causa allo Spiegel per la diffusione di falsità - vedrà.
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  • Faccio notare, andando oltre l'oggetto dell'inchiesta, come tutto questo sia partito da un articolo di un giornale tedesco. Perché in Germania ci sono ancora giornalisti seri che fanno inchieste! In Italia purtroppo abbiamo solo cronisti e opinionisti. Uno degli ultimi è stato il grande Enzo Biagi!
  • Questa situazione inaspettata (non mi aspettavo che uscisse, mentre sapevo dell'esistenza del 'Kartell') potrebbe trasformarsi in un bel salvagente per FCA. Fossi in Elkann andrei dalla famiglia Quandt e proporrei una fusione. Ormai è talmente ovvio che il mercato dell'Auto sta vivendo un periodo di cambiamenti molto radicali. Tra 10 anni molti construttori potrebbero sparire se non saranno capaci di trasformarsi dalle radici. FCA è molto meno preparata di BMW a questo futuro, ma in BMW potrebbero comunque essere interessati ad una cooperazione perché anche loro hanno bisogno di crescere molto velocemente la loro 'fire power'. Sinergie tra Abarth e Mini, Alfa Romeo-Jeep-Maserati e BMW, potenzialmente anche tra BMW i e Lancia (che - visto il passato molto innovativo - rilancerei come marchio anti-Tesla).......
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  • E' sempre stato cosi' e' sempre lo sara'. I tedeschi sanno di poter fare quello che vogliono perche' tanto in Europa comandano loro. Mi viene da ridere quando il giornalista ipotizza multe da 15 o 22 Miliardi di Euro. Ma ci crede anche lui o lo fa apposta ? L'ammontare di queste multe farebbero fallire qualsiasi produttore. Dunque la Germania farebbe fallire cosi' le loro case automobilistiche e mandarebbe milioni di persone a casa solo perche' lo scrive qualcuno sui giorrnali ? Scendete dalle nuvole. Loro fanno questi giochetti da mafiosi perche' sanno di poterlo fare. Sono intoccabili e sanno di esserlo.
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  • das auto, superiorità tecnologia tedesca, il meglio o niente eccetera eccetera...tutte frasi che perdono di significato per me ogni volta che salgo su un auto straniera perchè non vi ho mai trovato nulla di superiore (diverso si ma non superiore) rispetto al miglior prodotto nostrano e per inciso ho posseduto una mercedes livello medio alto (con la quale sono rimasto 3 volte in panne) e ora sto acquistando una bmw, ma solo perché nei listini italiani non c'è quello che cerco. quello che dico non è per partito preso ma per obbiettività. Mentre altri si fanno infinocchiare da eccellente pubblicità (spesso travestita da prova su strada)
  • L'impressione e' che il Dieselgate abbia incrinato qualcosa. E quell qualcosa si chiama la collusione sistemica tedesca. TUtti per uno, come la cosca di un carciofo. Appunto. Ora, I media che han beneficiato delle buone notizie dei successi e della supremazia tedesca hanno forse scoperto la regola fondamentale delle notizie di successo: THERE's NO NEWS LIKE BAD NEWS. Mo' chi li ferma? Credo che a fianco di non-notizie, come in fondo questa, ne leggeremo delle belle nei prossimi mesi.
  • E come non pensare allo "World Engine", quel 1600cc con il quale VW e Mercedes si sarebbero spartite la piazza delle competizioni sportive mondiali: che cilindrata è la Polo R WRC? ...e la Mercedes F1 Hybrid??
  • In realtà il sistema 'Auto Deutschland' va ben oltre l'associazione di 200 tecnici descritta nello Spiegel. Parliamo di qualcosa di molto più strutturale, nato nei primi anni '90 quando l'intera industria tedesca - tranne BMW - si trovava sul orlo del fallimento. Prodotti e sistemi di produzione completamente obsoleti, decine di migliaia di esuberi (ne so qualcosa essendo nato nel triangolo dell'auto tra Mercedes, Porsche e Bosch e avendo iniziato i miei studi universitari a Stoccarda in quel periodo), Porsche, VW e Daimler virtualmente fallite. Da lì hanno deciso di coordinarsi e di coinvolgere anche le assicurazioni, la politica (ricordate per esempio l'attacco di Pirelli a Continental e quello di Fiat-Comau a IWKA bloccati?), i sindacati e le grosse aziende industriali, per non parlare di giornali e riviste specializzate. Prezzi di macchine tedesche usata da fantascienza. In Germania esiste la lista Schwacke che determina valori di macchine usate e con questo indirettamente i prezzi del leasing. I miei amici che compravano Audi & co. rimanevano sempre scioccati dai valori di mercato reali. Ma le flotte aziendali erano poi forzate a comprare tedesco, perché la rate leasing erano affordabili in base al calcolo di valore residuo troppo alto. Per tanti anni, il sistema si reggeva poi sul fatto che i costrutturi furono capaci di rivendere le auto a prezzi decenti in medio oriente e gli Stati '***stan'. Poi, le statistiche di affidabilità truffate, perché Mercedes, Audi e BMW avevano creato un sistema di assitenza diretta, senza passare tramite l'ADAC, l'ACI tedesca, in caso di problemi alla macchina. CosÌ facendo, le macchine tedesche risultavano molto meno in panne della realtà...... E potrei andare avanti per ore. Alla fine, fare sistema e la coesione ha beneficiato a tutti, in Germania. Operai, Stato, costruttori, fornitori - perché sono riusciti prima a fare sembrare il loro prodotto molto superiore alla realtà, poi a guadagnare margini molto più ampi che la concorrenza internazionale e poi reinvestendo questi margini in innovazione e tecnologia sono riusciti negli anni ad offrire anche realmente un prodotto di alta qualità. In sostanza; l'auto tedesca degli anni '90 faceva cag... ma veniva venduta come un prodotto superiore. L'auto tedesca dei primi anni 2000 era in linea con la migliore competizione giapponese, ma veniva venduta a prezzi di 'Premium'. E solo negli ultimi 10 anni, l'auto tedesca era arrivata ad avere qualcosetta in più delle altre, ma neanche troppo. Un esempio perfetto per un libro per le Business Schools. Come creare un 'Brand' negli anni tramite la coesione e facendo sistema. In Italia ha funzionato per il Grappa, gli scarponi da sci, la ceramica e tante altre industrie, ma non nel auto, dove il monopolio del gruppo Fiat ha fatto mancare una componente molto importante. Anche facendo sistema, bisogna comunque sfidarsi poi sul mercato. Senza sfida sul mercato di casa, poca innovazione. Adesso ci troviamio di fronte alle più grande sfida per i tedeschi. L'Attacco deciso dei cinesi sulla mobilità elettrica ed interconnessa, mentre i tedeschi devono sfiancarsi tra auto tradizionali, fantasmi del passato che stanno diventando realtà, e investimenti nelle tecnologia future. Vedremo come ne usciranno questa volta.
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  • Che i costruttori tedeschi abbiano fatto cartello su molti aspetti era noto da tempo, molte decisioni sono state prese pure alla luce del sole, sono stati loro infatti i primi ad accordarsi che tutte le auto vendute dovessero essere dotate di ABS, successivamente tutti gli altri si sono accodati, e questo senza che nessun regolamento comunitario avesse ancora imposto ciò, .... così come è stata una libera scelta di limitare elettronicamente la velocità massima dei loro modelli a 250 Km/h (Porsche esclusa). ...... Fin qui tutto legale, ...... ora ovviamente se verrà confermato (bisogna sempre attendere un'indagine ufficiale) che diversi accordi hanno riguardano situazioni che causano danneggiamenti a fornitori e consumatori, (Bmw pare si sia già chiamata fuori), allora è giusto che paghino i danni causati.......
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  • Deve portare le prove di quello che dice, mica è una procura.
  • Non è certamente la prima volta che succede: chi si ricorda quando furono introdotte A FORZA le marmitte catalitiche, per favorire i costruttori di sonde lambda e le case tedesche che non avevano altro modo per abbattere gli inquinanti dei loro motori? Se sbaglio, correggetemi pure, ma mi pare di ricordare che questa decisione "spalleggiata" dalla CEE pose la pietra tombale sui motori "lean burn" (= a combustione magra), che inquinavano anche meno dei catalizzati e nei quali FIAT aveva ottenuto risultati interessantissimi. Già... ma uno dei (tanti) difetti principali di noi Italiani è che non impariamo mai dalla storia, nemmeno dalla nostra... SIGH...!
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  • L' industria tedesca (e la nazione intera) è fondata sul principio del monopolio: è sempre stato così. E' per questo che ho sempre odiato il "made in Germany". Hanno sempre adottato la politica dell'esclusività: se si rompe un cuscinetto SKF in un mezzo italiano, lo si può reperire tranquillamente da più rivenditori (con la possibilità di confrontarne il prezzo), se si rompe su un veicolo tedesco, sebbene si tratti dello stesso pezzo (ma con due fresature che lo rendono specifico) devi per forza acquistarlo dalla rete di vendita del marchio, al prezzo moltiplicato per 3. Questo è solo un esempio di esperienza che ho avuto (e che conosciamo tutti benissimo) quando si parla di prodotto tedesco. Per questo se posso evito. Poi che facciano cartello con i fornitori...ma nessuno si ricorda che qualche mese fa 2 fornitori (tedeschi, tra l'altro), causa prezzi alla fame, hanno interrotto le consegne per la Golf, tant'è che è dovuta intervenire pure la Merkel per sbloccare l'impasse?? Il Dieselgate non è in fondo basato sugli stessi principi dello scandalo Euribor??
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  • Quanto rumore per niente, è ora di finirla col diesel, com'è possibile che si continui ad utilizzare una tecnologia altamente cancerogena. Per quelli che non ci credono, digitate IARC (organizzazione mondiale della sanità) e le parole diesel e cancerogeno. Le emissioni dei diesel sono state immesse nella categoria 1, quella più alta ... non vedo perché si debba continuare a nuocere alla nostra vita e quella futura dei nostri figli ...
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  • Esiste un grande problema: i governi nazionali, ma soprattutto lab burograzia di Bruxelles, sono proni agli interessi della grande industria e ben poco a quelli dei cittadini, non solo in campo automobilistico. Probabilmente tante normative, a prtire dal quelle anti-inquinamento, sono scritte su dettatura delle major coinvolte, in modo ambiguo così da poter essere aggirate. Avete presente le modalità di determinazione dei consumi delle ibride, che non considerano il costo energetico delle batterie già cariche ad inizio test, come se questa energia arrivasse per grazia dal cielo?
  • I tedeschi in Italia faranno sempre quello che gli pare, noi non siamo in grado di valutare il disastro ambientale causato da questi costruttori, e i nostri governanti sono sensibili a eventuali elargizioni in denaro, avvaloranno tutto quello che cheideranno
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  • voce grossa con i fornitori e voce grossa con il governo, braccio armato della loro politica commerciale. ovvio che non stupisca più niente, ormai. ma gli opinionisti che si scatenano contro la cassa integrazione adottata qui in italia farebbero bene ad intervenire qui ed ora per chiarire meglio le loro ragioni
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  • Non ho ben inteso, pensano forse che sia un'esclusiva della Germania, tanto da farci una mega-inchiesta? Per aziende che, messe insieme (ma anche da sole), hanno un'incidenza macroscopica sulla bilancia commerciale dello Stato, non è che valgono alla lettera le regole del libero mercato e della concorrenza, sono una cosa a parte. Ma mica solo in Germania, né tantomeno solo nell'automotive.
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  • E lo scandalo dov'è, pensate in altri campi, tipo come l elettronica, non vi siano queste cose? E poi a noi acquirenti cosa cambia, nulla, anzi. A volte la concorrenza uccide.
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  • Il sospetto c'era... un esempio evidente è il DTM, guarda caso lo sviluppo delle auto nel tempo ha lasciato il campo libero esclusivamente ad Audi, BMW e Mercedes... una bella pubblicità. Poi se la Seat Leon per me può avere il miglior rapporto prezzo/qualità della sua categoria non è che non la considero per fare "giustizia", è vero rispetto ad altre case possono essere più aggressivi nei prezzi ma l'interesse del portafoglio personale viene prima...
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  • E dove sarebbe questo enorme scandalo? Il problema non sono queste aziende private che tutelano i loro interessi economici e patrimoniali ma quel mostro onnivoro che sta togliendo tutte le libertà che si chiama Unione Europea.
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  • non sono affatto sorpreso.la libera concorrenza e' un mito che ci rifilano di continuo:ma perche' farcela quando tutti possiamo guadagnare,e parecchio?fare sistema o,come in questo caso,"trust" non e' necessariamente negativo,penso ai vignerons francesi.
  • Ci voleva Der Spiegel. Gli automobilisti veri e seri se ne erano accorti da un bel pezzo !!!!!!!!!!!!!! I tedeschi fanno sempre i moralisti con gli altri per nascondere " i cattivi odori " di casa propria.
  • Che schifo!!! Tanto per Vag (perchè scrivere "solo" di Audi e Volkswagen se ci "rientrano" anche Seat e SKoda) e Daimler cosa sono 22 e 15 miliardi? Vag ancora deve pagare 23 miliardi per lo scandalo del Vaggate (per un totale che ammonterebbe a 45 miliardi in totale per truff"e"). Ma tali multe dovrebbero andare alle altre Case frodate se non altro per concorrenza sleale!!! Che vergogna!!! Altro che camorra,ndrangheta e mafie varie. Chissà cosa stanno complottando per le auto elettriche....Lo sapremo tra 20 anni (se Dio vuole)...
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  • non mi sorprende, da anni dico che qualcosa non torna e basta vedere le riviste per capire che si sono infiltrarti anche qui ! spero che venga a galla tutto quanto e che lo daranno una mega multa ! Sofrendo in primis tutti altri costruttori...e non sarà un caso che ogni volta nei ultimi anni che la Toyota, la Opel o la Ford presentava una nuova macchina partiva un shit storm per danneggiare la loro immagine !
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