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Mercato europeo
Immatricolazioni in deciso calo a giugno: -7,9%

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Immatricolazioni in deciso calo a giugno: -7,9%
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Il mercato automobilistico europeo torna in territorio ampiamente negativo a giugno annullando del tutto il timido segnale di ritorno alla crescita mostrato a maggio. Secondo i dati diffusi dall'Acea (l'Associazione europea dei costruttori), lo scorso mese le immatricolazioni nell'area Ue+Efta risultano pari a 1.491.285 unità, il 7,9% in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso. Le ragioni della flessione, avverte l'associazione, sono comunque legate principalmente all'effetto-calendario negativo: 19 giorni lavorativi rispetto ai 21 di giugno 2018. 

Tutti in calo i "major market". Nessuno dei cinque maggiori mercati del Vecchio Continente (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito rappresentano oltre il 70% delle immatricolazioni europee) registra un segno positivo. La peggior performance è della Francia con un -8,4%, seguita, nell'ordine, dalla Spagna (-8,3%), dal Regno Unito (-4,9%), dalla Germania (-4,7%) e dall'Italia (-2,1%). La flessione di giugno determina di conseguenza un peggioramento del dato semestrale: nei primi sei mesi dell'anno le immatricolazioni, pari a 8.426.190, calano infatti del 3,1% (a fronte del -2% del periodo gennaio-maggio) con la sola Germania a crescere dello 0,5% e gli altri quattro mercati tutti in contrazione. La Spagna subisce, infatti, un calo del 5,7%, l'Italia del 3,5%, il Regno Unito del 3,4% e la Francia dell'1,8%. Il dato della prima parte dell'anno rafforza, tra l'altro, la decisione dell'Acea di rivedere pochi giorni fa la stima sulle immatricolazioni per il 2019, previste non più in crescita dell'1%, bensì in calo di un'analogo tasso percentuale.

Per FCA crescono solo Lancia e Jeep. Nella classifica mensile dei principali produttori, il gruppo FCA torna a perdere posizioni subendo il sorpasso dei tedeschi della BMW e scendendo dal quarto al sesto posto. Le immatricolazioni del gruppo sono 90.249, il 13,5% in meno rispetto a giugno 2018. Tra i vari marchi, risulta positivo l'andamento della Lancia (+7,6%) e della Jeep (+1,5%), mentre è in rosso quello della Fiat (-15%), dell'Alfa Romeo (-37,3%) e della Maserati (-36,5%).

Tedeschi in sofferenza. Il gruppo Volkswagen conferma la prima posizione con 367.044 immatricolazioni, ma vede una contrazione del 9,6%. Il brand omonimo flette del 14%, l'Audi del 9%, la Skoda dell'8,5% e la Porsche del 19,6%, mentre risulta in crescita la sola Seat con un +7,4%. Calo a doppia cifra anche per i marchi di lusso Bentley, Lamborghini e Bugatti con -14,1%. Il gruppo BMW sale, come detto, nella classifica generale grazie a 100.329 registrazioni, ma subisce una flessione del 10,1% con il marchio dell'Elica, in discesa del 10,7%, e con la Mini, in calo dell'8,1%. Andamento negativo anche per la Daimler, che immatricola 82.827 veicoli e perde l'8,2% per effetto del -7% della Mercedes-Benz e del -17,7% della Smart. 

Giugno negativo anche per Parigi. L'andamento del mercato, in particolare quello francese, influisce negativamente anche sulla PSA e la Renault. Il gruppo guidato da Carlos Tavares si conferma al secondo posto con 237.951 immatricolazioni, ma perde l'8,2%. A crescere, tra i vari marchi, è solo la DS con un +6,4% mentre la Peugeot scende del 10,5%, la Opel del 9,7% e la Citroën del 3,6%. Il podio della top-ten europea si completa con il gruppo Renault, che con 188.599 registrazioni, limita le perdite a un -3,9%. Il marchio della Losanga risulta in contrazione del 7,2% e la Lada del 27,9%. Al contrario la Dacia sale del 3,9% e l'Alpine del 71,9% ma su volumi contenuti. 

Crolla Volvo, sempre male Ford. Tra le altre Case, la Ford assiste a una perdita del 5,4% con 84.528 immatricolazioni, mentre la Jaguar Land Rover piazza 19.936 veicoli e cala del 4,2%, con il marchio del Giaguaro e il brand delle fuoristrada in discesa, rispettivamente, del 5,6% e del 3,4%. La Volvo arresta la sua crescita in atto da diversi mesi e perde ben il 21,7%, con 29.719 registrazioni.

Asiatici sull'altalena. Sul fronte dei costruttori orientali, il gruppo Hyundai registra 95.685 veicoli e perde il 2,8% ma si conferma al quarto posto della classifica generale. La Toyota sale del 2,2%, mentre la Nissan crolla del 26,6%. Male anche la Honda (-19,2%) e la Mitsubishi (-5,2%). In leggerissima crescita la Mazda con un +0,4%.

Il commento del Csp e dell’Unrae. Per il Centro Studi Promotor, le cause del calo delle immatricolazioni sono da ricercarsi non solo nell’effetto-calendario ma anche nella debolezza del quadro congiunturale e nella crisi del diesel "che determina forte indecisione nel processo di acquisto con rinvio nella sostituzione di vetture già mature per la rottamazione o per il mercato dell’usato". "In sintesi - sottolinea il presidente del centro bolognese Gian Primo Quagliano - la situazione del mercato europeo dell’auto non è catastrofica, ma certo non è positiva e preoccupa il fatto che, mentre si è decretato il pensionamento anticipato del diesel, manca una politica a livello europeo per accompagnare il settore dell’auto e della mobilità verso l’obiettivo delle zero emissioni. La transizione verso la decarbonizzazione dell’auto e della mobilità è già iniziata ma sarà lunga e difficile e un passaggio decisivo di questa transizione sarà il rinnovo del parco circolante, che va sostenuto ed accelerato prevedendo agevolazioni soprattutto per gli automobilisti con limitata capacità di spesa”. Il direttore generale dell’Unrae, Andrea Cardinali, concentra il suo commento sulle prospettive future del mercato. Il rappresentante dell'Associazione italiana delle case automobilistiche estere sottolinea, infatti, la recente decisione dell’Acea di rivedere al ribasso le previsioni per il 2019 a causa del rallentamento economico e dell’incertezza legata alla Brexit. "L’outlook per il 2020 è invece pesantemente gravato dalle preoccupazioni per i restrittivi target sulle emissioni di CO2, che entreranno in vigore l’anno prossimo, e per le gravose sanzioni comminate per il loro superamento”, conclude Cardinali.

COMMENTI

  • guidosolo itagliano = Elio Rossi impossible sbagliare....
  • certo perchè FCA sta investendo un sacco nel mercato sudamericano che è ancora in forte espansione e non soggetto a tutte le assurde normative euro che abbiamo qui. Li i nuovi modelli nei prox anni saranno tantissimi
  • Beh John Elkann ha detto che FCA non è mai stata così forte come adesso.... Mah E comunque se c'è un po' di crisi a FCA conviene aspettare a fare modelli nuovi 🤣🤣🤣😂😂😂
  • calo dell' 8%...
  • Ruggero guarda che sono 2 i giorni lavorativi e su 20 giorni valgono il 10% in meno, infatti l'anno scorso hanno venduto 1.619.280 veicoli in 21 giorni = 77108/giorno, quest'anno 1.491.285 veicoli in 19 giorni = 78488/giorno!! Quindi hanno venduto di più dell'anno scorso!
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  • Con un calo del 7% c'è poco da dare la colpa al giorno lavorativo. Gli europei hanno meno soldi da spendere perciò spendono in base alle priorità. E probabilmente in questa classifica l'auto sta scivolando indietro. A parte sempre quei pochi eletti che possono prenotarsi la Monza SP1 o semplicemente la Urus. Soprattutto il premiummmm-per-tutti è in calo. Detto questo, che la gestione FCA dopo il pareggio sia ridicola è pacifico. Però, in un mercato in chiara contrazione lanciare modelli su modelli non mi sembra molto sensato. E qualche testa è già caduta: BMW docet. Sono dell'avviso, come sostiene Masters, che finché FCA non riesce a fondersi con Renault, non lancerà nulla se non qualche restyling, aggiornamento o modello con stickers e plasticoni (ringraziami Elio). Già la Tonale e la Levantina l'anno prossimo, sarebbero un miracolo.
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  • Qualcuno più informato di me saprebbe spiegami cosa sta facendo FCA? Stante che già il 2018 è stato un anno difficile per il settore automotive con qualche eccezzione ma mi sembra di vedere dei meno a doppia cifra da mesi sia su Alfa sia su Maserati. Fiat tiene male ma tiene (Panda salvaci tu) ma sugl' altri due marchi non capisco come non possano intervenire a livello manageriale per contrastare questa disonorevole caduta.
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  • bello lo stile letterario della testata ( contro il muro): nel corpo dell articolo della fabbrica catorci si mettono in evidenza (furbescamente) le piccole gioie mentre della concorrenza evidenziamo bene i dolori. Gia sento rollare crocchette per tutti a vairano.
  • "Le ragioni della flessione, avverte l'associazione, sono comunque legate principalmente all'effetto-calendario negativo: 19 giorni lavorativi in meno rispetto ai 21 di giugno 2018. " Ci deve essere un errore...
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