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Parco circolante, agli italiani piacciono risparmiose

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Parco circolante, agli italiani piacciono risparmiose
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Belle sì. Quanto vi pare. Ma soprattutto risparmiose. Sono le auto che piacciono agli italiani. Quelle che al distributore sono capaci di alleggerirci il meno possibile il portafoglio. Tanto più se incidono relativamente poco anche sull’inquinamento o sul surriscaldamento del pianeta. Rielaborando i dati dell’Aci sul parco circolante del 2019 e confrontandoli con quelli del 2015, cinque anni prima, emerge che la crescita delle alimentazioni a Gpl e a metano è stata pari o superiore a quella del diesel.

Verso quota 40 milioni. Il parco circolante complessivo è passato da 37.351.233 a 39.545.232 autoveicoli (+5,87%). La crescita maggiore, se ci riferiamo a numeri significativi, è stata quella del Gpl: da 2,13 a 2,57 milioni di unità (+20,46%). C’è poi il diesel a 17,46 milioni (+11,5%), con i dati del circolante che ancora non danno pienamente ragione del pesante calo registrato dalle immatricolazioni.

Il metano a sei zeri. Segue il Cng, ormai vicino al milione di auto, che è a quota 965 mila (da 883 mila del 2015) segnando un incremento percentuale quasi triplo (+9,30%) rispetto al valore totale. Se poi si considerano le flotte di autobus e di autocarri (superiori alle 97 mila unità, terza alimentazione dopo gasolio e benzina), il conto del circolante a metano supera abbondantemente i sei zeri.

Percentuali monstre. Nel quinquennio 2015-2019 le auto a benzina hanno invece evidenziato una flessione del 2,12% a 18,17 milioni di unità. Significa che circolano 394 mila vetture a benzina in meno. Una cifra ancora non del tutto controbilanciata dalle 357,3 mila elettriche (22.728 unità), ibride a benzina (316.219) e ibride a gasolio (18.359), che su numeri così ridotti (lo 0,9% del circolante) presentano però tassi roboanti di crescita. Rispettivamente: +396%, +284% e +519%.

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