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Parco circolante
Effetto coronavirus, nel 2020 un'auto su cinque avrà più di 18 anni

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Effetto coronavirus, nel 2020 un'auto su cinque avrà più di 18 anni
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Tra le speranze risposte in una progressiva ripresa e il consuntivo drammatico dei primi quattro mesi dell'anno, è ormai chiaro che il 2020 sarà un annus horribilis per il settore dell'auto. A causa delle ripercussioni del lockdown, che tra marzo e aprile ha fatto registrare un crollo medio del mercato dell'80%, si stima che le nuove immatricolazioni possano scendere sotto le 1,6 milioni del 2013 decretando, così, la peggior stagione da inizio secolo. Le conseguenze economiche del coronavirus, tuttavia, non impatteranno soltanto sui conti, ma anche sull'ambiente. Essendo verosimile che saranno in molti a rinviare l'acquisto di un’auto, l'Italia si ritroverà – secondo l'Aci – con un parco circolante ulteriormente invecchiato. E parliamo, già ora, di uno dei più vetusti d'Europa, con un'età media di 11 anni e cinque mesi.

Il 20% over 18. Per la precisione, in base alle stime dell'ente pubblico, a fine anno una vettura su cinque avrà più di 18 anni, ovvero apparterrà alle classi di inquinamento meno virtuose: Euro 0, 1 o 2. Si andrà aggravare, così, una situazione già critica, specialmente al Sud, dove quasi la metà del circolante (44,5%) non va oltre l'Euro 3 (a fronte di una media nazionale del 32,5%). Chi rimanderà l'acquisto dell'auto potrebbe farlo per necessità (mancano soldi) o per opportunità, in attesa dell'erogazione di incentivi da parte del governo. La congiuntura attuale, secondo l'Aci, frenerà anche la diffusione delle auto green, ibride ed elettriche, per via del prezzo elevato, nonostante la presenza di sussidi, peraltro appena rifinanziati dal recente decreto rilancio.

Paese ad alta densità automobilistica. Dalla ricca banca dati dell'Automobile Club Italiano, e nella fattispecie dai numeri elaborati e raccolti nell’Annuario Statistico 2020 e in “Autoritratto 2019”, emerge una volta di più quanto il settore automobilistico sia cruciale per il nostro Paese. In Italia, il rapporto vetture/popolazione è pari a 655 auto ogni 1000 abitanti, mentre, prendendo in considerazione tutti i veicoli, il dato sale a 868 ogni mille abitanti.

I soldi che vengono mossi. Vogliamo metterla in termini economici? Nel 2019 gli italiani hanno speso per l'auto 155 miliardi di euro (in linea con l'anno precedente e a prezzi praticamente costanti), principalmente nell'acquisto (49 miliardi), poi nel mantenimento: carburante (39 miliardi) e manutenzione (26 miliardi). Le cifre vedono in crescita il contributo all'indotto: le spese relative a pneumatici, manutenzione, parcheggi e pedaggi autostradali, mentre figurano in leggera diminuzione il budget investiti nell'acquisto e nei premi RCA. E non va dimenticato, nell'impatto complessivo del trasporto su quattro ruote, la componente fiscale: nel 2019, 65 miliardi di euro in tutto, di cui circa 8,5 derivanti dall'Iva e 6,7 dal bollo. Numeri che fanno riflettere sulle conseguenze collettive di una mancata ripresa del settore.

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