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Cabrio e spider
Se le Case dicono addio alle scoperte

Cabrio e spider
Se le Case dicono addio alle scoperte
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La notizia ha colto di sorpresa i nostri lettori: l’attuale Mini Cabriolet concluderà il suo ciclo di vita nel 2024 senza avere un’erede. O almeno, questa è l’indiscrezione che circola. Al suo posto, la Casa anglotedesca dovrebbe puntare forte su un paio di nuove crossover in grado di garantire volumi di vendita ben più elevati. Se confermato, quello della cabrio del marchio di Oxford sarebbe solo l’ennesimo di una serie di addii nel settore delle open top. O meglio, di quelle più accessibili. Pesa un mercato sempre più attratto da modelli sì accattivanti, ma allo stesso tempo pratici, come le Suv, adatte anche a lunghi viaggi con dei bagagli al seguito. Ma pesa pure la necessità delle Case di presentare in gamma prodotti più redditizi, destinati a un’ampia fascia di clientela.

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Gli anni 2000. E pensare che questo millennio si era aperto con grande vivacità, facendo diventare il segmento delle scoperte ben più di una semplice nicchia. Modelli come la Mercedes SLK (R170) e la Peugeot 206 CC, lanciando la moda dell’hard top ripiegabile elettricamente, avevano dato il via a tante interpretazioni del tema, con i designer intenti a coniugare – non sempre con risultati felici – quest’ingegnosa soluzione con una carrozzeria dalla linea piacevole. Non mancavano poi le proposte con capote di tessuto, che avrebbero in seguito recuperato terreno rispetto alle più sofisticate coupé-cabriolet. Gli esempi, di fatto, erano talmente tanti che per diverse primavere a Quattroruote venne allegato il supplemento Cabrio, un intero dossier dedicato alle scoperte: non una semplice raccolta di prove e news, ma un vero e proprio concentrato di passione per la guida en plein air.

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L’addio del Biscione. In uno di questi fascicoli, datato 2004, ciascun giornalista di Quattroruote indicò la sua scoperta preferita di sempre. Quella che ottenne più preferenze fu la Giulietta Spider, l’iconica roadster firmata Pininfarina e nata nel 1955 pensando alle esigenze del mercato americano. Grazie alla successiva Giulia Spider e, soprattutto, alla Duetto, l’Alfa Romeo avrebbe mantenuto intatta la sua presenza sul mercato delle roadster con modelli d’impostazione classica, poi proseguita con la Spider della serie 916 e quella derivata dalla Brera, ma anche con vetture ben più costose come le versioni open top delle 8C e 4C. L’addio di quest’ultima, annunciato al termine del 2019, ha di fatto interrotto nel silenzio una tradizione ultrasessantennale della Casa. E i piani industriali di FCA non prevedono, al momento, l'introduzione di nuove scoperte.

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Francesi senza scoperte. Fatta eccezione per la piccola Wind, di fatto una meteora nel mondo dell’auto, le Renault en plein air del nuovo millennio sono legate alla sola variante open top della Mégane, non più offerta con la quarta generazione della segmento C d’Oltralpe. Più numerose sono state le proposte francesi del gruppo PSA che, con il marchio Peugeot, ha reso la soluzione del tetto retraibile elettricamente accessibile a una larga fascia di automobilisti, più ampia di quella della Mercedes SLK. Visto il successo della 206 CC, è poi arrivata la 307 CC, seguita dai modelli della generazione successiva, ovvero la 207 CC e la 308 CC, rimasti tuttavia senza eredi. Anche la Citroën non è stata a guardare, con la C3 Pluriel prima e la DS 3 Cabriolet poi, in seguito venduta con il marchio DS. Di fatto, l’addio di quest’ultima trasformabile e della spiaggina e-Mehari ha reso la produzione francese priva di open top.

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Le trasformabili Fiat. Tornando nel nostro Paese, ha dato un grande dolore agli appassionati lo stop alla produzione della Fiat 124 Spider, da mesi fuori listino in Europa e ancora disponibile in stock negli Usa. La sorella italiana della MX-5 ha dato così il suo addio al mercato dopo appena tre anni, nonostante gli estimatori. Ma non tutto è perduto: la Casa di Torino ha svelato da pochi mesi la nuova 500 elettrica, scegliendo la variante aperta come edizione di lancio. La vettura adotta la stessa soluzione trasformabile della 500C e dell’omologa Abarth, che, al pari delle rispettive versioni chiuse, rimarranno in produzione ancora per qualche anno. E dopo? L’ipotesi che la Fiat possa dire addio alle scoperte a motore termico non è così improbabile. In fondo, è quanto già accaduto al marchio Smart, che, con una gamma completamente elettrica, non riproporrà più una fortwo Cabrio a benzina, al pari della versione chiusa.

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Le premium. Senza considerare i modelli extralusso, sui quali torneremo nell’ultimo paragrafo, può definirsi una scelta coraggiosa quella della BMW, che con la nuova Z4 continua a dare un seguito alla Serie Z. Al contrario, la Mercedes SLC ha dato l’addio ai listini nel 2019, chiudendo la gloriosa carriera ultraventennale della SLK. Entrambe le Case, comunque, presentano anche altre scoperte a listino, al pari dell’Audi, che tuttavia non dovrebbe più riproporre in futuro l’A3 Cabriolet. La Volvo, invece, non ha più dato alla luce modelli open top a seguito dell’addio alla C70, avvenuto nel 2013.

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Volkswagen e Opel. Dopo aver venduto, in un passato recente, roadster accattivanti come la GT e la Speedster, oltre a varie versioni scoperte dell’Astra, nonché la poco fortunata Tigra TwinTop, la Casa del Fulmine ha abbandonato il segmento delle decappottabili nel 2019, con lo stop alla produzione della Cascada. Nello stesso anno, la Volkswagen ha detto addio all’iconico Maggiolino e, con esso, alla sua variante Cabriolet. Il marchio di Wolsfburg è tuttavia tornato sul tema proponendo una curiosa versione scoperta della T-Roc, come da tradizione prodotta negli stabilimenti Karmann. Di fatto, una moderna reinterpretazione delle vecchie fuoristrada-cabriolet, altra categoria ormai sparita dai listini.

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Il Giappone. E le auto nipponiche? La storia delle JDM è ricca di modelli nati per viaggiare con il vento tra i capelli. Quella della Honda, in particolare, ha preso il via proprio con una roadster, la S500, ma la sua gamma per l’Occidente è oggi priva di auto di questo tipo, il cui ultimo esempio risale alla riuscita S2000 (sul mercato interno, la Casa ha tuttora in vendita una sfiziosa roadster-bonsai, la S660). La Toyota, dopo la MR2 di terza generazione, non ha più riproposto auto decappottabili, al contrario invece della Mazda che continua a produrre l’iconica MX-5, la roadster più venduta di sempre. Anche la Nissan non sembra voler abbandonare il segmento, essendo prevista l’erede della 370Z nelle varianti Coupé e, appunto, Roadster. E la Lexus ha appena aperto gli ordini della LC 500 Convertible, i cui prezzi partono tuttavia da ben 125 mila euro.

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Le muscle car e le extralusso. Non sembrano voler rinunciare alla carrozzeria aperta muscle car americane come la Ford Mustang, da questa generazione venduta dalla Casa anche in Europa, e la Chevrolet Camaro. Lo stesso vale per la Corvette, un grande classico ora giunto alla sua ottava generazione, la cui versione Convertible ha prezzi di listino che partono da 109.680 euro. Del resto, il mondo delle scoperte extralusso non conosce crisi: Ferrari, Porsche, Lamborghini, i brand britannici e i soliti premium continuano a offrire proposte open top per i più ricchi, che, in barca o sull’auto, non vogliono rinunciare ai viaggi con il vento tra i capelli.

COMMENTI

  • Nel 2007 mi sono regalato una bella VW Eos 2.0 TFSI blu con gli interni color panna, di cui anche mia moglie si è subito innamorata, nonostante si fosse dichiarata tutt'altro che favorevole alla scelta, prima di provarla. Nonostante alcuni problemi avuti con il particolare e complesso tetto apribile, con il climatronic e, con l'avanzare degli anni, con alcune componenti elettroniche, ancora oggi ne siamo innamorati e la usiamo scoperta il più spesso possibile, che è una goduria unica, salvo quando si tratta di circolare in città nei momenti di traffico intenso. Anche in autostrada, con il frangivento, si viaggia benissimo, a parte l'inevitabile maggior rumore. Inoltre, siamo riusciti a farci anche le vacanze
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  • Con la spider ti diverti a guidare sportivamente ed ad andare piano: sempre! Ed è l'unico modo per sentire l'aria tra i capelli!!!
  • Sono un appassionato di cabrio e nel 2012 ho acquistato la mia prima BMW320 d cabrio usata. Una goduria. Se non provate a guidare una cabrio non potete capire il piacere che si prova e la voglia di andare piano e godere del panorama. Nel 2015 ho acquistato una BMW 420d Luxury, dando in permuta il 320.
  • L'importante è che resti la MX-5. Delle altre si può fare benissimo a meno.
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  • Con due soldi in tasca e strade lisce e ben asfaltate, la “passione” si scatenerebbe. In un paese ex-ricco, oggi semi-povero, con viabilità di livello nordafricano, non può certo esserci spazio per le (costose) seconde auto sfiziose.
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  • Quel che inizialmente era un sospetto trovava sempre più conferma: l’auto deve diventare solo strumento funzionale senz’anima. Quindi volutamente la si rende sempre più anonima esternamente, con la stessa cura dedicata al telaio di una calderina... Guardate già adesso la media delle auto in sosta nelle nostre città, un mix di tombini color grigio o marrone, dannatamente indistinguibili tra loro