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Auto elettriche
Dalle utilitarie alle hypercar, ecco dove sta andando il mercato

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Dalle utilitarie alle hypercar, ecco dove sta andando il mercato
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Lo abbiamo detto più volte: il mercato delle auto elettriche è in forte crescita, tanto da registrare in Italia un incremento del 225,3% nel mese di settembre rispetto allo stesso periodo del 2019, raggiungendo così una quota del 2,6% del mercato nazionale. Con 3.440 unità vendute da gennaio a oggi, la Renault Zoe si conferma l’elettrica più popolare del Paese, mentre i dati di settembre incoronano la ben più costosa Tesla Model 3: la berlina di Elon Musk è infatti la best seller del dopo estate (con ben 880 immatricolazioni), seguita dalla stessa Zoe (676 unità), dalla Smart fortwo (461), dalla Nissan Leaf (297) e dalla Volkswagen ID.3 (270), un modello inedito. Non l’unico: guardando la stessa top ten, le ultime tre posizioni sono infatti  occupate dalla Peugeot e-208 (141 registrazioni), dalla Mini Cooper SE (108) e dall’Opel Corsa E (100).   

Più modelli. Del resto, insieme ai generosi incentivi, all’incremento delle autonomie e delle colonnine, una più ricca offerta di modelli a emissioni zero sembra essere uno dei principali fattori di crescita in termini di immatricolazioni. Passati i tempi delle elettriche flop degli anni 90, coraggiose ma con percorrenze non adeguate (anche se non sono mancate vetture iconiche come la GM EV1) siamo giunti al terzo millennio, il quale ha dato il via a una vera e propria transizione, forse irreversibile, verso la mobilità elettrica.  

Auto diverse. I primi modelli degli anni 2000 evidenziavano una certa continuità con le varie concept del secolo scorso, che immaginavano le auto a emissioni zero come citycar originali o vetture dalla vocazione familiare. Un valido esempio è rappresentato dalla Mitsubishi i-MiEV e dalle sue gemelle diverse Peugeot iOn e Citroën C-Zero, un trittico di cittadine dalla carrozzeria monovolume nel vero senso del termine (manca del tutto un accenno di cofano anteriore), oggi non più a listino. Anche la Nissan Leaf di prima generazione, Auto dell’Anno 2011, con una linea a cavallo tra una hatchback e una monovolume, rientra in questa tendenza, al pari della BMW i3, più volte aggiornata e tuttora in produzione (lo sarà almeno fino al 2024): un vero e proprio modello di rottura nella storia della Casa bavarese, di cui rappresenta di fatto la prima utilitaria prodotta in serie, nonché l’erede spirituale della storica concept E1, visibile al Museo BMW.

Il mercato oggi. Le severe normative anti inquinamento stanno spingendo le Case a investire sulla mobilità elettrica, o comunque elettrificata. Il risultato, come accennavamo, è un deciso incremento dell’offerta di veicoli a emissioni zero, nel quale è possibile riscontrare alcune tendenze: prezzi in discesa, un progressivo rimpiazzo dei prodotti a motore termico, modelli a batteria sovrapponibili a questi ultimi e nuovi orizzonti sul fronte della sportività.

Prezzi più accessibili. Sotto i 30 mila euro, l’offerta di Ev è ancora piuttosto esigua, ma ci sono delle interessanti novità con listini ben più bassi che in passato. Per esempio, la Volkswagen e-up! aggiornata costa 23.750 euro, mentre le gemelle Seat Mii Electric e Skoda Citigo e iV sono proposte rispettivamente a 23.250 e 22.300 euro. La versione a marchio ceco, al momento, è l’auto elettrica più economica sul mercato, seguita dalla nuova Renault Twingo Electric, con listini che partono da 22.450 euro. Nel 2021, inoltre, arriverà la Dacia Spring Electric, una piccola Suv di segmento A che in Italia potrebbe portare per la prima volta il listino di un’emissioni zero al di sotto dei 20 mila euro. Ovvero sotto i 10 mila, approfittando del massimo ecobonus previsto per questi veicoli.  

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Addio motore termico. Proprio le citycar sembrano essere le auto più coinvolte nel processo di transizione dal petrolio all’energia elettrica, come dimostrano l’addio ai motori termici dell’intera gamma Smart e le menzionate Seat Mii e Skoda Citigo, oggi disponibili solo a batteria (al contrario della Volkswagen up!, offerta anche a benzina). Un destino che potrebbe toccare anche alle piccole della Fiat, a cominciare dalla 500, la cui nuova generazione è (e sarà) disponibile solo in versione elettrica, affiancata dalla serie precedente a motore termico (in produzione ancora per qualche anno). Una ragione di questo fenomeno va individuata nella vocazione urbana di tali veicoli: molti potenziali acquirenti vedono ancora nelle elettriche il ruolo di seconda auto da affiancare a una vettura più grande a motore termico, per questo non disdegnano modelli di piccole dimensioni per brevi spostamenti in città.

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Proposte sovrapponibili. Come accennato, fino a poco tempo fa l’offerta di auto elettriche era limitata alle auto per la città e a modelli con una carrozzeria tradizionale, dal design più votato al raggiungimento di un basso coefficiente di resistenza aerodinamica che a velleità modaiole. Anche per questo, per anni non sono apparsi tra i listini delle auto a batteria veicoli a ruote alte, le quali, al contrario, impazzavano tra le vetture a motore endotermico. Nel corso del tempo, però, i notevoli progressi raggiunti in termini di autonomia e aerodinamica hanno arricchito l’offerta di vetture a emissioni zero, aprendo la strada anche a carrozzerie più alte e pesanti e rendendo l’offerta sovrapponibile a quella delle auto con powertrain tradizionale: l’Audi, per esempio, ha scelto proprio una Suv, la e-tron, per dare il via all’offerta di modelli a batteria, mentre la stessa Jaguar, grazie alla E-Pace, ha ottenuto per la prima volta il titolo di Auto dell’Anno nel 2018. Dopo l’iconica i3, anche la BMW ha scelto un modello a ruote alte, la iX3, per ampliare l’offerta; per non parlare della Ford, che ha scomodato il nome Mustang per il primo modello a emissioni zero, la Mach-E, una Suv col padiglione spiovente. Già adesso, il mercato delle auto elettriche offre molti veicoli rialzati e altri ne arriveranno a breve, come l’attesa Volkswagen ID.4.

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Scatto felino. Di recente, le elettriche stanno catalizzando anche l’attenzione di chi ama le prestazioni: il fattore principale è la coppia istantanea (“tutta e subito”) e anche se manca il bel sound dei motori a combustione, il potenziale di alcuni modelli non ha molto da invidiare a diverse supercar. Già oggi, le versioni Performance delle Tesla Model S e Model X promettono uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi: parliamo quindi di numeri da drag race. E allora, perché non creare delle vere e proprie supersportive? La stessa Tesla ha annunciato da tempo la seconda generazione della Roadster, che addirittura dovrebbe raggiungere la velocità massima di 400 km/h, peraltro promettendo 1.000 km di autonomia (cifre che, ovviamente, andranno verificate sul campo). Inoltre, ha rappresentato una svolta epocale il debutto della Porsche Taycan, lanciata nel 2020 (nel 2021 arriverà la variante Cross Turismo): con i 781 CV della versione Turbo S, il nuovo modello è l’auto più potente oggi proposta dai listini di Zuffenhausen. Con l’Evija (un mostro da ben 2.000 CV) la Lotus è sulla stessa strada; inoltre, non si può non menzionare la Rimac, la startup croata che ha dato il via alla nicchia delle hypercar elettriche, tanto da impensierire i grandi brand dell’automobilismo sportivo.

COMMENTI

  • Diciamo piuttosto: dove sta venendo indirizzato il mercato. E sui "pastori" non ci metterei la mano sul fuoco in termini di competenza, integrità e assenza di preconcetti.