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Mercato europeo
A novembre calo a doppia cifra per le immatricolazioni: -13,5%

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A novembre calo a doppia cifra per le immatricolazioni: -13,5%
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A novembre il mercato automobilistico europeo torna a mostrare un calo a doppia cifra delle immatricolazioni. Secondo i dati dell'Acea (l'associazione europea dei costruttori di auto), lo scorso mese le registrazioni nell'area Ue+Efta (compreso il Regno Unito) si sono attestate su 1.047.409 unità, con un calo su base annua del 13,5%. Si tratta di un tasso di declino quasi doppio rispetto -7,1% di ottobre, a dimostrazione degli effetti negativi delle nuove misure restrittive varate nella maggior parte dei Paesi europei per contenere la seconda ondata della pandemia del coronavirus

Situazione in peggioramento. L’andamento negativo di novembre peggiora dunque un quadro operativo reso ormai sempre più drammatico dalle conseguenze della crisi sanitaria. Il mercato del Vecchio Continente è ora destinato a chiudere l’anno con una perdita di circa un terzo delle immatricolazioni rispetto al 2019. D’altro canto i primi 11 mesi mostrano una contrazione del 26,1%, con 10.746.293 unità immatricolate.  

Crollo in Regno Unito e Francia. Fra i principali mercati del Vecchio continente, i più penalizzati dalle nuove misure di lockdown, comunque parziale rispetto a primavera, sono il Regno Unito e la Francia con un calo, rispettivamente del 27,4% e del 27%. Seguono la Spagna, con un -18,7%, l’Italia, con un -8,3%, e la Germania, che limita le perdite e flette di “appena” il 3%. Il consuntivo dei primi undici mesi dell'anno vede la Spagna calare del 35,3%, il Regno Unito del 30,7%, l’Italia del 29%, la Francia del 26,9% e la Germania del 21,6%. 

FCA contiene le perdite. Tra i maggiori costruttori menzionati dell’Acea, sono ben pochi quelli capaci di evitare decrementi a doppia cifra e quindi registrare performance migliori del mercato. Uno è il gruppo Fiat Chrysler, che chiude il mese con un 65.091 immatricolazioni e una flessione del 4%. All’interno del suo portafoglio marchi spicca la Jeep con un +15,6%. Male, invece, la Fiat con un -8,3%, la Lancia con un -2,6%, l’Alfa Romeno con un -10,7% e la Maserati con un -18,9%. 

Soffrono i tedeschi. Mese di novembre decisamente negativo per tutti i costruttori automobilistici tedeschi: il gruppo Volkswagen, con 269.235 immatricolazioni, perde il 14,1%. Il marchio omonimo scende del 18,6%, la Skoda dell’11,2%, la Seat del 24,6% e la Porsche del 4,9%. In controtendenza l'Audi con un +1,1% e il polo del lusso composto da Bentley, Lamborghini e Bugatti con +22%. Performance sotto tono anche per la Daimler: le registrazioni, pari a 74.261 unità, flettono del 15,5%, con la Mercedes-Benz in contrazione del 6,9% e la Smart del 66,1%. Il gruppo BMW immatricola 79.178 veicoli e cala dell’8%, con il marchio omonimo in discesa del 7,9% e la Mini dell’8,1%.

In calo anche i francesi. Perdite a doppia cifra anche per i costruttori transalpini. Il gruppo PSA registra 152.213 immatricolazioni, il 12% in meno rispetto a un anno fa. Tra i vari marchi, la Peugeot scende dell’11,2%, la Citroën del 16,1%, la DS del 6,3% e la Opel del 10,3%. Per la Renault, le immatricolazioni di gruppo, pari a 104.442 unità, implicano una contrazione del 14,2%: il brand della Losanga perde il 13,7%, la Dacia il 14,6%, la Lada il 64,2% e l’Alpine il 44,7%.  

Male Ford e le inglesi. Tra le altre Case occidentali, la Ford, con 56.109 unità registrate, crolla del 23,8%, mentre la Volvo limita le perdite a un -9% (26.434 immatricolazioni). La Jaguar Land Rover immatricola 13.190 veicoli e perde il 22,6% per effetto del -21,3% del marchio del Giaguaro e del -25,4% delle fuoristrada di lusso.   

Le asiatiche. Tra i costruttori asiatici, il gruppo Toyota scende di solo l’1,9% grazie soprattutto al -0,9% del marchio omonimo (-17,9% per la Lexus). In contrazione anche la Nissan (-12%), la Honda (-35,8%) , la Mitsubishi (-37,8%) e la Mazda (-38,1%). Infine, il gruppo Hyundai vede le immatricolazioni flettere del 20,1% a 65.943, con il marchio omonimo in discesa del 26% e la Kia del 13,4%.

COMMENTI

  • -26% rispetto al 2019, su un mercato da 40 miliardi di € + tutto l'indotto, ossia 10 miliardi di vendite in meno... e gli incentivi per recuperare questa mancanza sono ben 370 milioni molto incentrati sulle EV che coprono il 3% del mercato..... per me qualcosa non va..
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