Mercato

Di Silvestre (BMW)
Sempre più leader nel premium

Di Silvestre (BMW)
Sempre più leader nel premium
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“BMW continua a guadagnare quote di mercato nel segmento premium”, esordisce così Massimiliano Di Silvestre, presidente e ad di BMW Italia, sottolineando con soddisfazione i risultati ottenuti in un periodo complesso come quello affrontato nei mesi scorsi. “Siamo migliorati in un anno difficile come il 2020 raggiungendo il 24,6% di share per il brand BMW, un punto in più rispetto al 2019 grazie a 46.010 unità vendute, e l’8,9% per la Mini con 16.585 immatricolazioni. E abbiamo consolidato la tendenza nei primi quattro mesi del 2021, salendo al 25,4% per BMW con 21.112 auto e confermando lo share della Mini con 7.063 unità. Numeri superiori al budget rivisto dopo lo scoppio della pandemia”.

Un piccolo segreto di questa performance?

Oltre alla qualità della gamma di modelli, direi l’approccio sempre più orientato verso il cliente in tutte le aree di business. Il Covid ha accelerato il rinnovamento dei processi, sia dal punto di vista della presentazione e personalizzazione dell’offerta sia sotto il profilo dei prodotti finanziari che hanno acquisito maggiore flessibilità. In altre parole, non ci siamo innamorati delle nostre idee, ma abbiamo provato a intercettare al meglio le richieste del mercato grazie anche al grande lavoro dei nostri dealer. Mi piace definirla una relazione dal tocco umano con il cliente.

Il mondo dell’auto marcia spedito verso la transizione energetica e l’elettrificazione. BMW rappresenta un punto di riferimento di questa evoluzione, come dimostra la vostra leadership nel Dow Jones Sustainability Index per il settore automotive. Come si concilia questa mission con i modelli in arrivo?

Mi consenta una premessa. La “storia d’amore” tra la BMW e l’elettrico nasce nel lontano 1972, quando la Casa presentò in occasione delle Olimpiadi di Monaco una versione completamente a batteria della 1602, che venne messa a disposizione del comitato organizzatore dei Giochi. L’anno successivo venne costituito un ufficio di protezione ambientale all’interno del quartier generale, embrione del processo della nuova mobilità. È del 2007 l’idea del progetto “i” che poi si è tradotto nella costituzione del brand “BMW i” quattro anni dopo e soprattutto nel lancio della prima vettura premium born electric, la i3, nel 2013. E aggiungo che quando parliamo di decarbonizzazione e sostenibilità non è solo questione di prodotto ma di tutto il processo produttivo: utilizzo di energia pulita in tutte le fasi del progetto, scelta di materie prime e plastiche ecocompatibili, grande attenzione alla fase di recycling. Il nostro obiettivo al 2030 è ridurre di un terzo le emissioni di CO2 rispetto al 2019 sull’intero ciclo di vita.

Premessa doverosa, ma torniamo ai modelli in arrivo.

A inizio giugno lanceremo la iX, prima Suv elettrica nativa che sarà disponibile da ottobre: avrà 600 chilometri di autonomia, garantirà l’80% della ricarica in 40 minuti, sarà al top per sicurezza, connettività e servizi digitali e già pronta per il 5G. Poi toccherà alla grand coupé elettrica i4: anch’essa sarà presentata a giugno e in vendita entro fine anno. Insieme alla i3, alla iX3 e alla Mini, già sul mercato, completeranno il bouquet elettrico BMW del 2021.

E in prospettiva?

Entro il 2025 tutta la gamma sarà “anche” EV. Dal 2025 in poi si ribalterà il paradigma: tutte le BMW nasceranno elettriche e poi eventualmente verranno declinate in altre motorizzazioni. Nel 2030, infine, il brand Mini sarà solo EV. In ossequio alla mission della Casa: pensare e costruire auto solo elettriche.

BMW crede anche nell’idrogeno.

Vero. Già nel 2006 BMW aveva a disposizione una piccola flotta a idrogeno associata a un motore a benzina. Nel corso del 2022 lanceremo la BMW i Hydrogen Next a celle di combustibile. Dal processo di elettrolisi tra idrogeno e ossigeno scaturiranno 125 Kw e 170 cavalli che alimenteranno il motore elettrico che ha debuttato sulla iX3 supportato da una batteria di potenza di picco per una erogazione totale di 275 Kw e 374 cavalli. Avrà due serbatoi a 700 bar da sei chili che garantiscono lunghe percorrenze e un pieno in quattro minuti.

Sulla transizione rapida verso l’elettrico incombono però due punti interrogativi. Una domanda di mercato per il prodotto che non sembra ancora in grado di assorbire un’offerta in grande crescita e soprattutto una rete infrastrutturale insufficiente.

I numeri ci dicono che la seconda questione è più spinosa della prima. La domanda per vetture elettrificate è in continua ascesa, lo dicono i dati di vendita sostenuti dagli incentivi di Stato. Ma questi, pur necessari, non sono sufficienti perché manca una rete capillare di ricarica su tutto il territorio nazionale. Gli incentivi, in sostanza, generano aspettative che si scontrano con un sistema che non è in grado di fornire un servizio efficiente. Abbiamo quindi un’esigenza immediata di tecnologia per migliorare connettività e sicurezza nel senso più ampio del termine e di un network per la ricarica diffuso sul suolo pubblico e soprattutto sulle autostrade, indispensabile per ridurre l’ansia da viaggio che ancora attanaglia i driver di auto a batteria. Il piano PNRR licenziato dal governo qualche settimana, che prevede l’installazione di 13.755 colonnine per la ricarica pubbliche e di circa 7.500 punti sulle autostrade con un obiettivo di 31.500 stalli nel 2030, può rappresentare la prima svolta. Ma non basta: occorre anche rivedere la fiscalità sull’auto aziendale: le flotte sono spesso composte di auto vecchie e molto inquinanti, ma le imprese non hanno alcuna convenienza né a passare da un Euro 4 a un Euro 6 e men che meno a un’elettrica o elettrificata.

Ma BMW è anche divertimento, passione e racing. Cosa può dirci su questo fronte?

Abbiamo un piano forte e incisivo sulle sportive per confermare la leadership di mercato. Lo testimoniano i recenti lanci delle nuove M3 e M4, che spostano sempre più al centro il piacere di guidare. Sul fronte racing, abbiamo organizzato un campionato monomarca, la M2 CS Racing Cup, che è scattato a Monza a inizio maggio e si sviluppa su sei tappe: adesso andremo al Mugello due volte, a Misano, a Imola e a Vallelunga. Le 16 vetture iscritte, con affermati professionisti e giovani talenti alla guida, sono appunto M2 CS Racing da tre litri di cilindrata con motore twin tower turbo che sviluppa 450 cavalli.

COMMENTI

  • A me pare che BMW sia molto indietro, per esempio se compariamo con Audi o Mercedes, sull'elettrico. La Suv iX e' di fatto disponibile solo l'anno prossima e la i4 e iX3 non sono altro che i corrispondenti modelli endotermici elettrificati, con tutti i compromessi e limitazioni che questo comporta. E pensare che erano stati i primi con i3 e i8...