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Studio Areté
L'incertezza economica e i nuovi incentivi spingono l'interesse per l'usato

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L'incertezza economica e i nuovi incentivi spingono l'interesse per l'usato
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La crisi, l'incertezza economica legate alla conseguenze della pandemia, ma pure l’assist fornito dagli incentivi ad hoc previsto nel decreto Sostegni-bis (ormai in dirittura d'arrivo) fanno crescere l’interesse verso l’usato: la conferma arriva dall’ultimo studio di Areté, società di consulenza strategica in ambito automotive.  

Prevale la tradizione. In un quadro in cui solo il 16% degli intervistati si è detto propenso a cambiare il proprio mezzo entro la fine del 2021, quattro persone su dieci stanno puntando su una vettura di seconda mano. Si tratta pur sempre di una minoranza relativa, ma in aumento, soprattutto se il pacchetto di aiuti per l’acquisto di auto usate di recente omologazione (Euro 6d benzina o diesel) verrà confermato: l’80% di tutti gli intervistati, infatti, si dice pronto a valutare i vantaggi introdotti da questa misura. Chi guarda all’usato, chiaramente, lo fa principalmente per ragioni economiche (31%) o per accedere a una vettura di segmento superiore rispetto a quella attualmente in uso (22%). E più della metà (51%) andrebbe sul classico, ovvero un’auto a motore endotermico, anche ibrida (40%): all’elettrico, infatti, pensa solo il 10% del campione. Per l’acquisto di seconda mano, poi, la "tradizione" prevale anche nella scelta del canale di vendita: in otto casi su dieci c'è l'intenzione di affidarsi al concessionario di fiducia.

I più rimandano. Tra i potenziali acquirenti del nuovo, invece, oltre il 50% è la ricerca di vetture con sistemi di propulsione alternativi e che siano dotati delle più recenti tecnologie in termini di Adas e connettività. Circa un quarto (24%) intende cogliere l’occasione dei bonus previsti dagli incentivi statali, ma nello spettro dell’intero campione prevale nettamente la potenziale clientela che adotta un atteggiamento attendista: il 30%, infatti, aspetterà almeno il 2022 per cambiare macchina, e un significativo 34% valuterà questa opzione solo negli anni a venire. Segno di una condizione che, come rivelano le statistiche, non riflette alcun tipo di disamore nei confronti dell’auto, preferita a tutti gli altri mezzi dal 71% degli intervistati.   

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