Mercato

Crisci (Unrae)
Ok agli incentivi, ma non siano mordi e fuggi

Crisci (Unrae)
Ok agli incentivi, ma non siano mordi e fuggi
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“Luglio è stato un mese orribile per il mercato dell’auto”. Lo ammette senza mezzi termini il presidente di Unrae, Michele Crisci. Del resto, le 110 mila vetture immatricolate il mese scorso rappresentano un calo del 19% rispetto al già pessimo dato del 2020 all’uscita dal lockdown e una contrazione addirittura del 28% sullo stesso periodo del 2019.

Presidente, quali sono le ragioni di una caduta così marcata che ha coinvolto tutti i settori del mercato, noleggio compreso?
La crisi dei semiconduttori e i conseguenti ritardi nelle consegne di veicoli venduti 45-60 giorni prima hanno indubbiamente avuto un’incidenza sull’immatricolato che a mio avviso può avere determinato il 10% del calo. Inoltre può avere pesato l’attesa per l’arrivo dei nuovi incentivi che ha spinto coloro che avevano progettato di cambiare macchina di procrastinare gli acquisti. Ma non possiamo nasconderci dietro questa situazione contingente, perché il problema è strutturale. Il vantaggio rispetto al terribile 2020 che scontava due mesi di stop assoluto si sta progressivamente erodendo; a questo ritmo il saldo di fine 2021 potrebbe superare di poco 1,5 milioni di vetture, solo 100 mila in più rispetto all’anno scorso, una proiezione catastrofica. E già adesso, sui sette mesi, il gap rispetto al 2019 è di 240 mila auto. Inutile girarci intorno, è allarme rosso.

Ha fatto riferimento agli incentivi. Senza l’aiuto esterno il mercato è di fatto paralizzato.
Di fatto è così, lo dicono i numeri. Quindi ben vengano gli incentivi, pur estemporanei e insufficienti per imprimere una vera svolta. Il governo ha dato una mano, ma la concessione di sgravi con una filosofia stop&go impedisce alle Case di adottare strategie di lungo periodo e rischia di spiazzare ulteriormente i concessionari che fanno fatica a distribuire gli ordini in modo efficace. I 200 milioni con cui è stato rifinanziato il fondo per le auto con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 135 g/km, per esempio, andrà a esaurirsi entro fine settembre e molti utenti potenziali rimarranno a bocca asciutta.

Cosa ne pensa dell’apertura degli incentivi all’usato?
Ottima idea nell’ottica della sostenibilità e dei target di riduzione delle emissioni. Come ha detto il ministro Cingolani nell’intervista che ha rilasciato proprio a Quattroruote qualche giorno fa, togliere dalle strade vetture Euro 0,1,2 e 3 e sostituirle con auto Euro 6 ha un impatto superiore che passare da un euro 6 o un ibrido a un elettrico puro.

Leggendo i numeri di luglio, non si può non sottolineare con la quota di mercato di plug-in e Bev pure abbia superato il 10%.
E se si aggiunge il 30% di share delle ibride mild e full, che hanno superato sia le benzina sia le diesel e sono ora in cima alle classifiche, si arriva a una quota di mercato del 40%. Il trend è avviato, non si torna indietro. I prezzi cominciano a essere più accessibili soprattutto sul fronte hybrid anche alla spina, l’offerta è più ampia e i cittadini sono sempre più sensibili al processo di elettrificazione. Ma vanno accompagnati lungo la strada perché, lo ripeto, il primo obiettivo è eliminare le auto più inquinanti e permettere ai loro proprietari, che hanno ridotte disponibilità economiche, di partecipare alla transizione.

La transizione coinvolge anche il tessuto industriale dell’automotive in senso ampio.
Con tutti i rischi, ma anche con tutte le opportunità che ne derivano in termini di Pil e nuova occupazione. Certo qualche azienda soffrirà, qualcuna potrebbe non sopravvivere, ma la riconversione porta alla creazione di nuovi business. E per una volta potremmo essere in prima linea con la possibilità di produrre in casa senza ricorrere agli acquisti dall’estero. Ma occorre una politica industriale accorta e strutturale.

COMMENTI

  • Con l'attuale crisi economica la sostituzione dell'auto non conviene, poi gli incentivi drogano solo il mercato elettrico. Ma l'elettrico ha molti limiti specie di autonomia, quindi non conviene. Infine le auto hanno troppi "accessori" che ne rendono costoso l'acquisto, non vi sono auto "nude" e questo disincentiva ancora di più l'acquisto. Francamente sono due anni che dovrei sostituire un paio d'auto, ma tra la crisi economica e la mancanza di auto che mi "piacciono" il disincentivo all'acquisto è forte.