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Mercato italiano
Ad agosto immatricolazioni in calo del 27,3% sul 2020

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Ad agosto immatricolazioni in calo del 27,3% sul 2020
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Il mercato italiano dell’auto rimane in rosso nonostante il rifinanziamento degli incentivi alla rottamazione e i segnali di ripresa economica. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, ad agosto le immatricolazioni si sono attestate a 64.689 unità, in calo del 27,3% rispetto sia al 2019 che al 2020, quando la domanda aveva beneficiato della prima tornata di agevolazioni statali. Con i numeri dello scorso mese, tradizionalmente influenzato dalle chiusure delle concessionarie per le ferie estive, il cumulato annuo assiste a un peggioramento di un trend già negativo: l'immatricolato si attesta infatti a 1.060.182, il 20% in meno rispetto all'anno scorso e ai livelli pre-covid del 2019. Si tratta di una contrazione superiore al -19,5% registrato nel periodo gennaio-luglio

Segno meno per Stellantis. Il gruppo Stellantis immatricola 21.698 auto, il 36,18% in meno rispetto ad agosto 2020, quando i gruppi FCA e PSA non erano ancora confluiti nel nuovo costruttore euro-americano. Dei nove marchi, otto chiudono il mese con segno meno: -64,46% per l'Alfa Romeo (472 immatricolazioni), -60,38% per la Citroën (1.730), -1,53% per la DS (257), -23,81% per la Fiat (9.327), -24,04% per la Jeep (3.407), -9,1% per la Lancia (2.057), -59,78% per la Opel (1.499) e -45,42 per la Peugeot (2.887). L’unica eccezione è la Maserati: +63,16%, ma con solo 62 vetture registrate. 

In calo anche Wolfsburg. Andamento negativo pure per il gruppo Volkswagen: le 10.720 immatricolazioni implicano una contrazione del 27,8%. La flessione è il frutto del -16,26% dell’Audi (2.425 registrazioni), del -14,29% della Lamborghini (6), del -34,2% della Seat (1.035), del -28,03% della Skoda (1.186) e del -34,45% della Volkswagen (5.718). Il marchio Cupra, al quinto mese di presenza nel conteggio delle immatricolazioni, conta 350 immatricolazioni, contro le 601 di luglio. 

Renault e Ford. Il gruppo Renault fa poco meglio del mercato: la Losanga immatricola 6.843 auto, il 22,82% in meno rispetto ad agosto 2020. Di queste, 4.284 sono del marchio francese (-16,07%) e 2.559 della Dacia (-31,98%). Forte calo anche per la Ford, che con 4.518 immatricolazioni chiude il mese di agosto con un -31,39%.

BMW e Daimler. Per il gruppo BMW sono 2.962 le auto targate, il 14,91% in meno per effetto del -11,12% del marchio omonimo (2.262 registrazioni) e del -25,21% della Mini (700). Segno meno pure per la Daimler, che con 1.814 vetture chiude il mese con una flessione del 34,56%: la Mercedes perde il 36,51% (1.643) e la Smart il 7,07% (171).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota vede le immatricolazioni, pari a 4.137 unità, contrarsi del 6,06%: il marchio omonimo, con 3.993, cala del 4,18% e la Lexus, con 144, scende del 39,24%. Male anche la Suzuki, con un -6,1% (1.754), la Nissan, con un -25,95% (1.541), la Honda, con un -26,7% (302), la Mitsubishi, con un -26,13% (212), e la Mazda, con un -16,07% (606). L’unica eccezione è la Subaru, che sale del 22,99% (107). Andamento contrastante per le coreane: con 2.305 immatricolazioni la Hyundai flette del 27,20%, mentre la consociata Kia, con 2.890, sale del 13,02%.

Tesla in crescita. Tra i marchi del segmento premium, la Volvo immatricola 638 vetture e perde il 42,93%, mentre il gruppo Jaguar Land Rover registra un -20,59% con 540 immatricolazioni, di cui 145 per il marchio del Giaguaro (-6,45%) e 395 per il brand delle fuoristrada (-24,76%). In controtendenza risulta la Tesla: sono 308 le immatricolazioni, per un aumento del 57,14%. Andamento negativo per la Porsche (-47,08%, con 145 auto), mentre la Ferrari vede le immatricolazioni salire da 22 a 27.

Panda sempre in vetta. La classifica dei modelli più popolari vede sempre la Fiat Panda al primo posto con 3.059 unità, mentre la seconda posizione è occupata dalla Fiat 500, con 3.022 unità immatricolate. Seguono, nell’ordine, la Lancia Ypsilon (2.066), la Renault Captur (1.942), la Ford Puma (1.864), la Jeep Renegade (1.752), la Toyota Yaris (1.738), la Jeep Compass (1.637), la Fiat 500X (1.388) e la Renault Clio (1.325). Nel complesso, nella top ten sono cinque le vetture del gruppo Stellantis, in calo rispetto alle sei di luglio. 

Ancora boom per le elettrificate. Sul fronte delle alimentazioni, i dati forniti dall'Unrae evidenziano ancora una volta la costante crescita delle elettrificate e, di converso, la continua contrazione dei motori endotermici. Nel complesso, l’aggregato delle auto ibride, plug-in ed elettriche cresce del 664,7% rispetto ad agosto 2020 e vede la propria penetrazione migliorare dallo 0,9% al 9,9%. In particolare, le elettriche pure (3.247) registrano un incremento del 504,7% e salgono dallo 0,6% al 5% del mercato, mentre le ibride plug-in, grazie a un incremento del 945,4% (3.199), passano dallo 0,3% al 4,9%. Le ibride non ricaricabili, con un +402,3% e 20.604 immatricolazioni, passano dal 4,6% al 31,6% e superano abbondantemente le motorizzazioni tradizionali: le diesel perdono il 59,1% (14.006) e scendono dal 38,2% al 21,5%, mentre le benzina, con un -58,5% e 16.294 immatricolazioni, passano dal 43,7% al 25%.

Fiat 500 sempre al vertice delle Ev. All’interno dell’aggregato delle sole elettriche, la top ten dei modelli più popolari vede la Fiat Nuova 500 ancora al vertice con 578 immatricolazioni. Alle sue spalle si piazzano la Volkswagen Up! (324), la Tesla Model 3 (308), la Volkswagen ID.3 (281), la Renault Zoe (214), la Renault Twingo (196), la Smart fortwo (152), la Volkswagen ID.4 (135), la Ford Mustang (121) e la Mini (91).  

Bene il noleggio a breve. Quanto ai canali di vendita, i privati scendono del 9,6%, il noleggio a lungo termine del 7,3% e le società del 26,5%. In controtendenza il noleggio a breve termine, con un +10,5%. Pesante il calo delle autoimmatricolazioni: -77,8%.

Ancora giù le emissioni. Le emissioni medie di Co2 proseguono lungo il trend di contrazione e scendono a 117,3 g/km dai 133,4 di agosto 2020. Nei primi otto mesi dell'anno la media si attesta su 122,7 g/km, contro i 136,6 dello stesso periodo dell’anno scorso. Ad agosto sono state immatricolate 3.247 auto (5% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 2.940 vetture (4,5% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 42.998 le registrazioni di modelli con Co2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, il 66% del totale. Oltre a queste tre fasce, le cui vetture rientrano negli incentivi, sono state registrate anche 13.597 auto (20.9% del mercato) con emissioni comprese tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono stati 1.056, pari all’1,6% del mercato.

Il commento dell'Unrae. L’Unrae, nel commentare i dati di mercato, lancia l’allarme soprattutto sul rapido esaurimento degli incentivi per ibride ed elettriche, mettendo in preventivo un peggioramento della domanda per i prossimi mesi. Per il presidente Michele Crisci, si tratta di una “una situazione paradossale perché, come è noto, con l’esaurirsi dell’ecobonus rimangono inutilizzabili i fondi complementari stanziati per finanziare l’extrabonus. In questo modo si sta di fatto bloccando l’acquisto dei veicoli più in linea con gli impegni del PNRR di accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti e lo svecchiamento dell’obsoleto parco circolante italiano”. Crisci chiede, quindi, un "immediato rifinanziamento dell’ecobonus per le fasce 0-20 e 21-60 g/Km CO2" con qualsiasi strumento a disposizione e nuovi fondi anche per le fasce di emissioni superiori, 61-135 g/Km: “Anche per le auto di questa fascia – avverte il presidente dell'Unrae – si prevede il precoce esaurimento dei fondi nella prima settimana di ottobre, mentre per i veicoli commerciali non Bev, i fondi stanziati si sono già esauriti in questi giorni. Auspichiamo pertanto un urgente intervento del governo per dare concretezza alle buone intenzioni finora dimostrate, e continuiamo anche a insistere perché siano adottate misure strategiche di lungo periodo per l’intero mercato, a partire dal 2022 che è ormai alle porte, abbandonando la logica degli interventi 'stop and go'”. 

COMMENTI

  • Il terrorismo sugli automobilisti ha avuto il suo effetto e chi può si tiene la sua vecchia auto che funziona ancora bene.
  • Probabilmente su questo dato influisce anche la crisi dei semiconduttori, che sta allungando, come anche verificato di recente "sul campo" da 4R, ad un allungamento rilevante dei tempi di consegna. Resto comunque convinto che il mercato italiano, ormai esclusivamente di sostituzione come in quasi tutta Europa, "fisiologicamente" dovrebbe oscillare tra 1.300.000 e 1.700.000 unità/anno, come era del resto prima che arrivasse la "droga" degli incentivi