Mercato

Cardinali (Unrae)
In dieci mesi il "buco" sale a 400 mila esemplari

Cardinali (Unrae)
In dieci mesi il "buco" sale a 400 mila esemplari
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Dopo l'ennesimo tracollo del mercato dell'auto, registrato a ottobre, Andrea Cardinali sottolinea che, rispetto a due anni fa, all'appello mancano circa 400 mila macchine e che, salvo sorprese, il 2021 si chiuderà con circa 1,5 milioni di targhe. Secondo il direttore generale dell'Unrae, tra le autoimmatricolazioni, che pure sono precipitate del 66,8% rispetto a ottobre 2019, potrebbero esservi molte auto acquistate con gli incentivi statali.

Partiamo dal consuntivo: dopo il calo del 32,5% di settembre, a ottobre il mercato ha perso un altro 35,4%...
Non c’è differenza, era un tracollo prima, è un tracollo adesso. È chiaro, però, che mese dopo mese i "buchi" si cumulano, quindi alle 50 mila auto in meno del mese scorso si aggiungono altri 56 mila esemplari. In due mesi abbiamo perso altre 100 mila macchine, oltre alle 300 mila dei primi otto.

Parliamo di canali. In un panorama complessivamente catastrofico va meno peggio il business propriamente detto, cioè il noleggio a lungo termini più gli acquisti in proprietà e leasing delle imprese.
Nel noleggio a lungo termine la quota di ottobre è abbastanza in linea con il dato dei primi dieci mesi, 17,8% contro 17,4%, quindi sembra abbastanza stabile. Meglio, effettivamente, vanno società ed enti, che a ottobre hanno toccato il 6,1% rispetto al 5,5% dei primi dieci mesi.

A crollare più di tutti gli altri canali sono le autoimmatricolazioni, -48,9% rispetto all’anno scorso e -66,8% rispetto a due anni fa.
In termini di quota di mercato, le autoimmatricolazioni segnano l’8,7% a ottobre rispetto al 17% di due anni fa. Tutto ciò si ripercuoterà sul mercato dell’usato a novembre e a dicembre, dato che le chilometri zero sono per definizione l’usato del mese dopo: le mancate autoimmatricolazioni di ottobre saranno i mancati passaggi di proprietà di novembre e dicembre. In questo momento i due mercati, quello del nuovo e quello dell’usato, sono in fase negativa perché manca il prodotto e, quindi, il problema si propaga dal nuovo all’usato. Tornando alle autoimmatricolazioni, il dato va comunque analizzato insieme a quello dei privati. Alla fine, la loro somma non cambia: 72,4% nei primi dieci mesi 2021 rispetto al 72,3% dello stesso periodo del 2019.

In un momento di crisi di prodotto, però, 8.930 autoimmatricolazioni a ottobre e 124.226 nei dieci mesi non sono poche. Anzi…
È vero, ci si potrebbe aspettare l’azzeramento di questo canale, ma sappiamo benissimo che il mercato non è omogeneo, né in termini di prodotto, né dal punto di vista geografico. Per capire come stanno le cose bisognerebbe fare un’analisi molto approfondita. In questo momento, però, non disponiamo dei numeri disaggregati.

Non è che tra le autoimmatricolazioni vi sono anche molti esemplari incentivati, acquistati con l’incentivo statale dalle concessionarie per poi essere rimessi sul mercato delle chilometri zero?
La normativa sull’ecobonus consente di farlo. L’unico vincolo che hanno i dealer è il limite di 50 prenotazioni giornaliere per concessionaria. In teoria le reti possono, insieme, raggiungere volumi importanti. Certo, è vero che con la crisi di prodotto non c’è bisogno di forzare il mercato, però è altrettanto chiaro che - per aggiudicarsi il bonus statale quando il cliente finale non ha ancora perfezionato l’acquisto - può rendersi necessario targare il veicolo, eventualmente a nome della concessionaria, per poi reimmetterlo sul mercato in un secondo momento e, evidentemente, a un altro prezzo. E questa supposizione può valere in generale. Lo sfasamento che c’è tra il momento della prenotazione dell’incentivo, l’ordine della vettura e la targatura rende praticamente impossibile controllare cosa accade. In assenza di dati specifici non è possibile fare un commento puntuale. E ciò varrà anche per i prossimi mesi, visto che con il decreto Infrastrutture il governo ha esteso al 30 giugno 2022 il limite per l’immatricolazione delle auto acquistate con incentivo a partire dal 1° luglio.

Eppure il Ministero dello Sviluppo economico dovrebbe avere, oltre al dato day by day delle prenotazioni, anche quello del perfezionamento delle prenotazioni, cosa che avviene con l’immatricolazione. Perché questo dato non viene comunicato?
Non so, abbiamo chiesto più volte dati puntuali ma o il Mise non li ha oppure, più probabile ma inspiegabile, non vuole diffonderli. In effetti, sarebbe semplice: se c’è un contatore in tempo reale delle prenotazioni potrebbe esservi anche un contatore in tempo reale del perfezionamento di quelle prenotazioni. È un lavoro che potrebbe fare anche il nostro ufficio studi a fine mese se il ministero ci fornisse i dati grezzi di Invitalia.

Tornando al mercato, quanto dipende da una crisi di offerta e quanto, invece, da una crisi di domanda?
Con i pochi elementi che abbiamo in questo momento, è impossibile stabilire come stiano le cose.

Abbiamo parlato di canali, parliamo di alimentazioni. Il diesel si sta pian piano estinguendo e le ibride volano…
Quello delle ibride senza spina è un boom che prosegue, stiamo parlando del 35,2% del mercato, tre punti sopra il dato di settembre, una quota incredibile se si pensa che due anni fa era al 7,4%. Certo, se si osserva nel dettaglio si vede che stanno esplodendo soprattutto le mild hybrid, che da sole raggiungono il 26,9% rispetto al 3,1% di due anni fa. Possiamo discutere quanto vogliamo, ma il dato c’è. Sul diesel che dire? Agonizza, si sta pian piano spegnendo. A ottobre sono state targate poco più di 18 mila macchine a gasolio rispetto alle 57 mila di due anni fa. E anche qui potremmo discutere all’infinito se con questa "esecuzione" sia stata fatta giustizia oppure no. Vanno bene le elettriche e le elettrificate, ma con un piccolo punto di attenzione: rispetto al 13,2% di settembre la quota di vetture con la spina è in leggero calo, all’11,9% di ottobre. Certo, questi dati sono fortemente influenzati dagli incentivi e dallo stop & go che c’è stato, però...

Parliamo di emissioni di anidride carbonica. Calano da inizio anno, ma rispetto a settembre c’è un leggero aumento…
Non mi soffermerei più di tanto su questo leggero incremento, che riguarda i decimali di grammo/km: è significativo che nei dieci mesi il calo sia del 10,1% rispetto a un anno fa e del 15,3% rispetto a due anni fa, e nel mese addirittura del 12,3% e del 19%. Certo, quota 95 resta lontana, ma si sta avvicinando velocemente.

Conferma la previsione di 1,5 milioni di immatricolazioni a fine anno?
Sì. Se non saranno 1,5 milioni saranno poco meno, ma l’ordine di grandezza sarà quello. Una previsione che facemmo già a luglio e che confermiamo oggi dopo i dati di ottobre. E il 2022 non promette molto meglio, in assenza di interventi massicci che al momento non sono nemmeno all’orizzonte.

COMMENTI

  • La macchina è demonizzata come causa mali di tutto il pianeta(le navi che vanno ancora nafta olio pesante no) ci dicono di cambiare stile di vita ergo:uso l'auto il meno possibile così mi durererà di più perchè produrre una vettura si inquina molto.