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Incentivi 2022
Unrae: "Preoccupati per possibile taglio dei prezzi d'accesso all'ecobonus"

Incentivi 2022
Unrae: "Preoccupati per possibile taglio dei prezzi d'accesso all'ecobonus"
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L’Unrae, tramite il suo presidente Michele Crisci, manifesta “estrema preoccupazione” per il possibile taglio dei dei prezzi d'accesso all'ecobonus. Per Crisci, “sarebbe da considerarsi estremamente controproducente sia per la concorrenza, perché escluderebbe un gran numero di player dagli incentivi, sia per i consumatori, che avrebbero una minore scelta di prodotto, sia per l’Erario, che avrebbe minori incassi Iva a parità di incentivi”.

Le ipotesi. Il numero uno dell’associazione delle Case estere presenti in Italia ha espresso tutte le sue preoccupazioni nel corso di un’audizione alla Camera sulla conversione in legge del decreto varato dal governo il primo marzo per contrastare il caro-bollette. Il provvedimento include una serie di misure a favore del comparto automobilistico, tra cui nuovi incentivi per 700 milioni di euro per il 2022 e un fondo da 1 miliardo di euro l’anno fino al 2030. Attualmente, sono in corso interlocuzioni tra vari ministeri sulle modalità di erogazione delle agevolazioni: lo schema non dovrebbe discostarsi da quelli già attuati tra il 2020 e il 2021, anche se potrebbero esserci alcune sostanziali differenze. A tal proposito è spuntata l’ipotesi di ridurre di 5 mila euro (scendendo così a 45 mila Iva esclusa) il prezzo massimo per le auto con emissioni nella fascia tra 0 e 60 g/km di CO2 e a 35 mila per quelle dell’intervallo 61-135 g/km. Tuttavia, Crisci, nel ribadire quanto scritto in una lettera inviata insieme a Federauto ad alcuni componenti del governo, cita la possibilità di un taglio ancor più profondo.

Taglio del 30%? Infatti, il presidente dell’Unrae si è detto “particolarmente preoccupato per il drastico taglio del 30% dei tetti di listino per la fascia 0-20 g/km CO2 , ridotta da 50 mila euro a 35 mila euro, una misura che oltre a presentare profili di dubbia legittimità, potrebbe avere impatti molto negativi sullo sviluppo della mobilità a zero emissioni, e che non porterebbe alcun vantaggio ai consumatori, ma solamente ad alcuni produttori". "La stragrande maggioranza dei veicoli costruiti all’estero incorporano valore aggiunto italiano, ossia componentistica prodotta da imprese operanti in Italia”, ha ricordato Crisci, ribadendo che “la distribuzione e l’assistenza” di tali prodotti “garantisce l’occupazione di circa 160 mila lavoratori italiani”. In conclusione, il rappresentante dell'Unrae ha chiesto di “mantenere la preesistente soglia dei prezzi di listino per la fascia 0-20 g/km CO2”.

COMMENTI

  • Va bene aiutare con incentivi le famiglie ma andrebbero premiate anche le aziende che rinnovando il parco auto vanno su modelli a basse emissioni. Senza toccare gli incentivi che ritengo giusto siano riservati ai privati (attenzione però xchè a seguito della loro introduzione le case automobilistiche non praticano più gli sconti di prima!!) basterebbe aumentare la deducibilità fiscale degli autoveicoli aziendali senza limiti di prezzo però. Forse è giunto il momento di eliminare quel sentimento di invidia sociale per cui chi usa macchine di un certo valore debba essere tassato e penalizzato.
  • Quindi le case costruttrici in prevalenza estere, che non riescono a rifilare i loro bidoni da 40.000€ pensano che un operaio ed un impiegato debbano finanziare le loro vendite, si badi bene anche sulle termiche. Quando è troppo è troppo. 35000€ è un limite ancora molto molto alto, io lo metterei a 25000€ per le termiche e 35.000€ per le elettriche.
  • l'automobilista che può permettersi un veicolo anche solo da 35.000 euro non penso abbia reale bisogno che la collettività paghi per lui tramite un incentivo, mi sembra ingiusto.. meglio incentivare la sostituzione di un maggior numero di auto obsolete (quindi inquinanti e poco sicure) rispetto a diffondere auto costose come le elettriche, che potrebbero essere incentivate in altri modi (es: accessi privilegiati, abolizione bollo ecc)
  • Se vogliamo far diventare le auto un bene di lusso e acquistabile da pochi, allora estendiamo i bonus a valori più alti, se invece vogliamo che anche un lavoratore (magari impiegato nell'automotive) si possa permettere un automobile allora dobbiamo ridurre i prezzi delle auto del 40% e su questo nuovo listino applicare i bonus e a partire da meno di 20.000 euro.
  • L'auto non è un bene di prima necessità, anzi essendo un prodotto non italiano, in massima parte, significa portare il bilancio esportazioni/importazioni in negativo. Cmq gli incentivi hanno solo fatto aumentare i prezzi di listino delle auto, ergo solo aumetare il guadagno dei produttori esteri. Comunque non cambio le auto perchè ci sono gli incentivi, con questa crisi meglio tenersi i soldi sotto il mattone.
  • Basta soldi per un bene NON INDISPENSABILE per vivere altrimenti non avrebbe una tassazione così elevata.
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  • Ormai abbiamo capito che le auto elettriche si vendono solo quando sono (fortemente) incentivate.
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