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Cardinali (Unrae): "La spinta degli incentivi non si sentirà"

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Cardinali (Unrae): "La spinta degli incentivi non si sentirà"
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A maggio il mercato è sceso a doppia cifra (-15%) per l’undicesimo mese consecutivo, dopo il fisiologico rimbalzo di marzo-giugno 2021. Di questi undici cali consecutivi, due sono stati leggermente inferiori al 20%, cinque sono stati superiori al 20% e tre superiori al 30%. A maggio, insomma, le cose sono andate un po’ meno peggio (si fa per dire) dei mesi scorsi, ma è solo un mezzo disastro. “Rispetto al -30% di qualche tempo fa”, commenta Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, “un -15% può essere considerato un disastro a metà”. Secondo ilo numero due dell’associazione che raggruppa le case estere le immatricolazioni non ha ancora beneficiato dell’arrivo degli incentivi, prenotabili solo dal 25 maggio scorso. Iniziativa che, comunque, secondo cardinali non imprimerà al mercato l’effetto boost atteso. “I 170 milioni di euro sulle auto con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km non sono soldi ben investiti”.

Secondo lei la partenza degli incentivi ha avuto un impatto sulle targhe? È possibile che chi poteva aspettare abbia atteso l’apertura della piattaforma per prenotare e targare…
Non so quanto possa aver pesato l’arretrato di ordini, ma non posso escludere che qualche veicolo pronto per la targatura sia stato effettivamente immatricolato grazie agli incentivi. In generale, gli ordini transitano sulla piattaforma informatica sottoforma di prenotazione dei contributi e l’impatto sul targato si vede tempo dopo. In ogni caso, non è quantificabile.

Però c’è stata un’impennata di targhe ai privati, a cui sono riservati gli incentivi…
In teoria potrebbe esservi una correlazione: se gli incentivi sono riservati ai privati, e la quota dei privati sale, si può effettivamente pensare che ciò sia attribuibile a chi ha acquistato con gli incentivi vetture in pronta consegna. Tuttavia, non disponendo del dato analitico, è impossibile dire quante siano state.

E contemporaneamente le autoimmatricolazioni, come spesso accade, sono andate in controtendenza…
Le autoimmatricolazioni, che, come dico sempre, sono in buona misura “i privati del giorno dopo”, hanno raggiunto il livello che ci si aspettava da mesi in una situazione di short supply. Per quanto sia fisiologica, una quota di auto senza ancora un cliente finale pari al 10-11% del mercato, in questo contesto quel livello appariva effettivamente un’anomalia. Il 5,9% di maggio mi sembra più coerente. Se si sommano le quote di privati e di autoimmatricolazioni si nota una certa stabilità.

In termini di alimentazioni, però, c’è stato un certo movimento sulle auto con la spina, che sono salite di un punto rispetto ad aprile, dall’8,79% al 9,8%. In particolare, le plug-in con il 6,1% sono tornate vicine ai livelli record di dicembre 2021, il 6,49%...
C’è effettivamente una risalita delle auto con la spina, sia delle elettriche pure sia delle plug-in, però si tratta di decimali, non mi pare che sia in atto una trasformazione del mercato. Maggio comunque è stato un mese strano, perché la grande attesa degli incentivi ha falsato sicuramente alcune dinamiche. Tuttavia gli incentivi, in genere, si trasformano in targhe nei mesi successivi. L’effetto lo vedremo nella seconda parte dell’anno, in particolare in autunno. I tempi di consegna vanno da 4 fino a 18 mesi per allestimenti particolari di alcuni modelli: è evidente che l’effetto si diluisce su un orizzonte di tempo molto ampio.

A proposito di incentivi, dopo la fiammata iniziale di prenotazioni sulle auto della fascia 61-135 g/km la domanda ha rallentato e quella sulle 0-60 non è mai veramente partita. Ve lo aspettavate?
I paletti introdotti dal governo hanno ridotto la platea dei potenziali acquirenti. Dunque, è normale che il tiraggio sia più basso rispetto al passato. Ciò detto, considerando che la piattaforma è stata aperta il 25 maggio, aspetterei a fare commenti in un senso o nell’altro, ma è facilmente prevedibile che dopo mesi di annunci il fondo sulle auto con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km non vedrà la metà di giugno… Un’iniziativa fatta così è poco utile, l’avevamo detto dall’inizio. Quando la dotazione è così largamente insufficiente, forse non vale neanche la pena di farla.

Vuol dire che non vi sarà nemmeno quell’effetto boost che qualcuno si aspetta?
Quei 170 milioni non avranno alcun effetto sul volume totale dell’anno. Possiamo tranquillamente  dire che sono 170 milioni sprecati: se un’iniziativa dura due settimane, vuol dire che non sono soldi ben investiti.

In teoria, però, potrebbero essere rifinanziati…
Se verrà rifinanziata forse lo sanno al ministero dello Sviluppo Economico, per adesso non se n’è minimamente parlato. Si è invece accennato alla possibilità di alzare il termine di 180 giorni: speriamo che accada prima di Natale.

A proposito, visto il contesto produttivo e l’allungamento dei termini deciso nel 2021, la scelta di ripristinare un termine di 180 giorni non le sembra funzionale a circoscrivere ancora di più la platea degli interessati e, quindi, a far durare di più i fondi?
Onestamente non credo sia uno di quei casi nei quali si applica il detto “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”. In realtà, il limite dei 180 giorni non è equiparabile a un paletto “ex ante”, come può essere l’esclusione delle persone giuridiche o l’abbassamento del price cap. I 180 giorni - nel bel mezzo di una crisi globale delle catene di fornitura - sono una mannaia che pende sulla testa di chi ha venduto l'auto e di chi l’ha comprata: una cosa inaccettabile, ascrivibile a una concezione di legislatore-dominus, che tiene sospesi nell’incertezza operatori e clienti fino all’ultimo secondo.

Però si parlato più volte di una proroga…
È la filosofia tutta italiana del “milleproroghe”. Anziché indicare per legge un termine realistico, si preferisce fissare un termine irrealistico e tenere in mano la leva della sanatoria, per poi fare in extremis un provvedimento emergenziale. D’altra parte, siamo il paese dell’emergenza. È un modo di procedere che conosciamo da decenni. Peraltro, va detto che in questa situazione è possibile, anzi probabile, che qualcuno abbia addirittura rinunciato a chiedere l’incentivo, non avendo ancora la certezza della proroga. Un danno è stato certamente fatto. Questa situazione può avere influito sul tiraggio dei contributi statali ma, ripeto, è prematuro fare valutazioni dopo pochi giorni.

Avete aggiornato la previsione per fine anno alla luce dei dati di maggio?
Non abbiamo elementi per modificare le previsioni. Confermiamo, per ora, 1,4 milioni di immatricolazioni per il 2022. Pochi giorni di incentivi non sono sufficienti per modificare il nostro modello previsionale. Ci auguriamo però che la seconda metà dell’anno sia meno magra della prima, altrimenti dovremmo rivedere le previsioni al ribasso. Per aggiornare le previsioni, però, dovremo aspettare luglio.

A proposito di stime, prevedete che i fondi destinati alle auto con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km avanzeranno? E che, dunque, si possano spostare risorse sul fondo 61-135?
Se i nostri calcoli non saranno lontani dal vero potrebbe esserci un avanzo, però solo a consuntivo. In altri termini, non credo che qualcuno voglia fare un preconsuntivo tra due o tre mesi e, sulle base di quei dati stabilire una riallocazione dei fondi. A meno che non vi sia uno sbilanciamento talmente clamoroso da giustificare un’azione in questo senso. È vero che il Dpcm prevede la possibilità di intervenire a tale riguardo, ma mi sembra assolutamente improbabile che possa avvenire adesso. Semmai, il governo dovrebbe rifinanziare la fascia 61-135 con risorse aggiuntive, ammesso e concesso che vi sia la volontà politica di farlo. E se a fine anno dovessero avanzare fondi sulla 0-60, queste risorse dovranno essere destinate a rimpinguare la dotazione 2023 nelle stesse fasce, che appare fin da ora sottofinanziata per gli anni a venire.  

Non vede la possibilità di un’apertura alle imprese? Quantomeno sulle 0-60?
Auspicabile, ma estremamente improbabile. Sul fronte delle imprese, secondo noi, bisogna comunque intervenire sul lato fiscale, una battaglia che non smetteremo di portare avanti in tutte le sedi.

L’obiettivo è un intervento nella legge di bilancio?
Nella legge di bilancio sarebbe possibile come misura sperimentale, per un periodo di tempo compreso tra uno e tre anni. Meglio sarebbe intervenire nell’ambito della delega fiscale, per fare una misura strutturale.

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