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Renault Scénic, quando la monovolume (in declino) cambia strada

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Esplorare lo spazio non va più di moda, nell’automotive. Se c’è un genere in crisi di identità – già prima della transizione energetica – è infatti quello delle monovolume. Saranno cambiate le famiglie, perché di figli se ne fanno meno. Oppure le priorità: ben vengano i centimetri cubi destinati allo stivaggio, a patto che il packaging sia sexy (cioè da Suv) e non quello di un ovetto da avventure nella galassia. Così, può accadere di rimanerci un po’ di sale quando scopri che è in arrivo una nuova Renault Scénic. Ma c’è il trucco: il modello venturo non sarà una Mpv, come l’originale degli anni Novanta e i sequel che hanno attraversato le prime due decadi dei Duemila, bensì una crossover elettrica. Saldamente ancorata ai capisaldi del futuro della Régie, che sulla mobilità a elettroni abbinata al genere “ruote alte” punterà molto: l’erede della monovolume è stata recentemente anticipata dalla concept Scénic Vision.

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Ieri. In contemporanea con altri fortunati esempi americani, primo fra tutti quello dei minivan Chrysler, la Renault ha cavalcato in Europa l’onda delle auto spaziose. Prima lanciando la Espace e poi declinandone la formula in scala ridotta con la prima generazione della Twingo. Ma all’inizio degli anni 90 sono iniziati i preparativi per una via di mezzo, capace di infilarsi in quel segmento C solitamente appannaggio di berline e wagon. È del 1991, infatti, il prototipo che ha dato vita alla prima Scénic, apparsa sul mercato nel 1996. Un modello inedito, eppure concettualmente uno spin-off della gamma Mégane, tant’è che si chiamava Renault Mégane Scénic. Ci è voluto poco per capire che meritava di camminare da sola e già nel 1999, a seguito di un aggiornamento, è diventata semplicemente Scénic. Compatta fuori (era lunga appena 4,17 metri), dentro era una carovana per famiglie sempre pronta all’uso, che si trattasse di lunghi viaggi (con tanto di vano refrigerato) o fitte agende di impegni quotidiani. Il successo della prima serie ha generato anche ardite variazioni sul tema, come la versione RX4 con look da crossover, caratterizzata da parafanghi e protezioni di plastica grezza, un’altezza da terra maggiorata, la ruota di scorta agganciata al portellone (incernierato sul lato) e la trazione integrale. Un esperimento che non ha concesso il bis con la seconda generazione (2003), la quale, invece, ha avuto il merito di sdoppiare l’offerta con la Grand Scénic, più lunga di 23 centimetri e con abitacolo a sette posti. Lo spirito della RX4 è stato invece rievocato dalla serie Conquest, un allestimento avventuriero che grazie a piccoli accorgimenti (come l’altezza da terra e l’escursione delle sospensioni maggiorate) e protezioni di plastica si trovava a suo agio sulle strade bianche. La doppia scelta tra Scénic “corta” e “lunga” è stata poi riproposta nelle successive generazioni: la terza, in carriera dal 2009 al 2016, e la quarta, ovvero la serie a cui appartiene il modello attuale.

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Oggi. La quarta Scénic ha, in un certo senso, anticipato l’evoluzione di questo modello verso il genere crossover. Il design esalta infatti le forme da Suv della vettura, a partire dalla linea di cintura alta, che va ad assottigliare la vetratura posteriore. Anche le grandi ruote (da 20’’ di serie, unica opzione) contribuiscono a un cambio di look che ammicca alle sport utility, per generare maggiore appeal. Costruita sulla stessa piattaforma della Espace di quinta generazione e della Kadjar, la Scénic si è tenuta al passo con i tempi nell’offerta di motorizzazioni, introducendo, già nel 2017, l’elettrificazione, con un sistema mild hybrid a 48 volt abbinato al diesel Enegy dCi da 110 CV. Ciononostante, la parabola di questo modello, oggi a listino solo a benzina (TCe da 140 CV), parla chiaro: con vendite europee intorno ai 300 mila pezzi a inizio anni Duemila (fonte Carsalesbase), la Scénic è scesa ampiamente sotto i 200 mila a partire dal 2008, poi sotto i 100 mila (2018) e quindi a meno di 50 mila unità (dal 2020). La strada, dunque, diventa obbligata: cambiare per non scomparire.

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Domani. Non volendo disperdere quel tesoretto di valori e simpatie che la denominazione Scénic porta con sé, la Renault ha deciso di confermare il nome. Ma basta guardare la concept Scénic Vision per rendersi conto che il modello è atteso da una svolta radicale. Del prototipo, ovviamente, non va preso tutto sul serio. Il design esterno (che a detta della Casa è per il 90% quello finale), assolutamente sì: l’auto sarà muscolare, spigolosa e bassa proprio come la vedete in queste immagini. Anche le dimensioni sono pressoché definitive: lunga 4,49 metri e larga 1,90, la futura Scénic rimarrà all’interno del perimetro tradizionale del segmento C. Gli interni della concept, invece, esplorano soluzioni dagli orizzonti temporali ben più lontani rispetto al 2024, anno in cui è previsto il debutto di questa crossover, che rimarrà comunque un'auto per famiglie e nascerà sullo stesso pianale (la piattaforma Cmf-EV) della Mégane E-Tech. Sarà un modello solo elettrico e, a differenza della Mégane a batteria, potrebbe avvalersi di accumulatori di nuova generazione, prodotti a Douai, nel nuovo polo per l’elettrico della Régie. Accumulatori che verranno declinati in tagli differenti per venire incontro a esigenze e portafogli diversi.

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