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Ford Focus, il successo è "a scadenza": ora tocca alla crossover elettrica

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Ce l’ha avuta papà, o magari un amico della compagnia, per non dire il vicino di casa o chiunque altro ancora. È passato quasi un quarto di secolo da quando la Ford Focus si è affacciata sul mercato per sfidare le rivali, dalla Golf in giù, in uno dei segmenti più combattuti del Vecchio continente: quello delle auto medie. Hatchback, berlina, ma anche station wagon, coupé-cabriolet (ve la ricordate, la CC?) e infine “crossoverizzata” nella variante rialzata Active, la media dell'Ovale blu ha tenuto testa degnamente e saputo vendere bene. Nel tempo ha anche cambiato indole, passando da forme più originali e pratiche (nelle prime tre generazioni) a una carrozzeria (quella dell’ultima serie) dai tratti sportiveggianti. Alla fine del 2021, nell’Europa a 28 dell’automotive, di Focus ne sono state immatricolate circa 95 mila (dati Jato Dynamics): un numero che per molti modelli sarebbe perfino lusinghiero, ma per la segmento C della Ford significa -45% sul 2020, che già non era stata una delle annate migliori. Il trend in declino (confermato dal primo semestre del 2022: -22%) e lo stop alla produzione a Saarlouis nel 2025 hanno proiettato i titoli di coda a conclusione dell’attuale generazione. “Berline e station sono finite”, ha detto Martin Sander, general manager dei modelli elettrici del marchio in Europa, in una nostra recente intervista. Insomma, nemmeno le batterie salverarnno la Focus, il cui destino - a quanto pare - è quello di essere rimpiazzata da una crossover. Quelle sì, auto "à la page" (sia Puma che Kuga hanno chiuso il 2021 in crescita) e, soprattutto, più redditizie. Specialmente se parliamo di modelli elettrici come quello che prenderà il posto lasciato libero, dopo il 2025, dalla Focus.

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Ieri. “Fa tremare il mercato”, titolava la prova di Quattroruote, numero di novembre 1998. Con una pagella che, tra le varie caratteristiche dell’auto, ne premiava diverse con cinque stelle (il massimo): dal posto guida all’equipaggiamento, dall’abitabilità al confort, dal cambio allo sterzo, dai freni alla tenuta di strada, passando per la stabilità e il prezzo, definito “molto competitivo in rapporto alla qualità generale, per l’equipaggiamento di serie e per alcune soluzioni tecniche”. Parliamo di un listino, al tempo, a partire da 26.950.000 lire. L’esordio è stato talmente convincente da valere, nel 1999, il premio di “Auto dell’anno”, mentre la famiglia si allargava affiancando alla versione cinque porte la tre porte e la wagon. Dopo il primo restyling è arrivata anche la versione sportiva, la RS da 215 cavalli, ispirata alla Focus che gareggiava nel WRC. Apparenza più mite, carattere forte, la Focus di seconda generazione. Presentata al Salone di Parigi del 2004, nata su una piattaforma condivisa con altri modelli, tra cui la Volvo S40 e la Mazda3, il secondo atto ha evoluto la forma con dimensioni ancora più grandi, che andavano dai 4,34 ai 4,47 (per la SW) metri di lunghezza, con una larghezza di 1,84. Un’auto sempre più da famiglia, dunque, che però strizzava l’occhio anche a chi volesse togliersi delle soddisfazioni alla guida: prima con la ST (con motore Volvo a cinque cilindri da 2.5 litri e 225 CV), poi con la RS di seconda generazione (dotata di una variante da 305 CV del T5 scandinavo) introdotta dopo il restyling del 2008, e infine con la RS500, serie limitata da 350 CV. Nel capitolo due della sua storia c’è stato spazio anche per una variante coupé-cabriolet con hardtop, la “CC” disegnata dalla Pininfarina. Non molto fortunata, ha iniziato e concluso la sua parabola tra il 2006 e il 2010. Nel 2011 è stata introdotta la terza serie, che ha dato vita anche a una variante elettrica con motore da 107 kW e batteria da 23 kWh, successivamente portata a 33,5 con un aggiornamento, nel 2017. La Focus III è stata pesantemente ristilizzata a metà carriera (2014), applicando al frontale una griglia esagonale a listelli cromati che ricordava la mascherina tipica delle Aston Martin. Ad eccezione delle sportive RS e ST, che erano caratterizzate da una griglia differente: la seconda, tra l'altro, veniva declinata per la prima volta anche in una variante turbodiesel da 185 CV per “marcare a uomo” la Golf GTD. Il sempre maggiore peso dell’anima sportiveggiante di questo modello ha preso forma nella carrozzeria della quarta generazione, non commercializzata negli USA e prodotta a Saarlouis per il mercato europeo. Una Focus più “sexy” ma anche più rigida, sempre declinata nelle varianti hatchback, berlina e wagon, con il debutto dell’inedita Active: sostanzialmente un allestimento con caratteristiche da crossover, che però si limitavano ad un assetto rialzato, codolini di plastica sui passaruota e minime personalizzazioni in stile off-road. Nel 2019 è arrivata anche la prima versione ibrida, elettrificata da un sistema mild hybrid a 48 Volt.

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Oggi.  La Focus di quarta serie ha beneficiato, lo scorso anno, di un restyling che oltre al classico facelift ha iniettato una forte dose di tecnologie, che vanno dai fari full Led di serie al nuovo cambio Powershift a sette rapporti, passando per l’infotainment Sync 4 con schermo da 13,2”, navigazione connessa e aggiornamenti over-the-air e per una gamma di Adas ampliata. Attualmente, la media dell’Ovale blu ha una gamma a benzina interamente mild hybrid, basata sul tre cilindri 1.0 EcoBoost da 125 CV, in alternativa al diesel (non elettrificato) 1.5 EcoBlue da 115 CV, abbinato a una trasmissione automatica a otto marce. Una gamma orfana, dunque, delle varianti sportive.

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Domani. È un non-domani, quello della Ford Focus. Anticipato dall’annuncio dello stop alla produzione nel 2025 a Saarlouis e recentemente certificato dalle parole di Martin Sander, general manager dei modelli elettrici Ford in Europa, che ha ribadito come non esistano piani per una Focus EV. Con il bando alle endotermiche fissato al 2035, il margine per un’altra generazione ci sarebbe, ma la Ford ha annunciato di voler offrire nel nostro continente, già dal 2030, una gamma solo elettrica. E, più in generale, non intende puntare ulteriormente sulle forme di carrozzeria classiche, cioè berlina e station wagon, preferendo Suv e crossover. Detto questo, l’Ovale blu resterà attivo nel segmento C, e perciò nello spazio che oggi compete alla Focus troveremo una crossover a batteria, che potrebbe essere svelata già entro fine anno e convivere con le berline e wagon endotermiche per un breve lasso di tempo. Sarà un modello più grande della Puma - che invece avrà una derivazione elettrica – e, soprattutto, frutto dell’alleanza industriale con la Volkswagen, la quale fornirà la piattaforma (la Meb) su cui verrà costruita. Ma come sarà, questa crossover? Tempo fa sono circolate alcune foto spia sulla base delle quali abbiamo ricostruito graficamente il possibile aspetto della futura Ford. Di sicuro l’auto parlerà un linguaggio stilistico completamente diverso da quello delle attuali vetture termiche americane. Nascendo sul pianale di Wolfsburg, poi, dovrebbe avvicinarsi alle dimensioni della ID.4 e ricalcare il layout a trazione e motore posteriore della famiglia delle elettriche tedesche. Per lo stesso motivo ci attendiamo tagli di batteria più o meno simili: sulla ID.4, quelli previsti sono da 52 e 77 kWh, per autonomie da circa 350 a massimo 520 km.

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