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Sempre più elettriche sono "made in China"

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Sempre più elettriche sono "made in China"
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Le elettriche "made in China" continuano ad aumentare la loro penetrazione sul mercato automobilistico europeo. Secondo i dati di 27 Paesi elaborati dalla società di ricerche Jato Dynamics, ben il 20% di tutte le auto a batteria immatricolate ad agosto è stato prodotto in Cina, il secondo maggior Paese di origine dopo la Germania, arrivata al 28%. Seguono, a grande distanza, la Corea del Sud (8%) la Repubblica Ceca e la Francia (7%) la Spagna (6%), il Regno Unito (5%), l’Italia (4%) e altre nazioni (14%).

Una crescita rapida. Il peso crescente delle produzioni cinesi - e anche tedesche - è dimostrato dai dati dei primi otto mesi dell’anno: la Germania ha una quota del 22%, la Cina del 19%, la Corea del Sud del 9%, la Repubblica Ceca del 7%, la Francia dell’8%, la Spagna del 7%, il Regno Unito del 4%, l’Italia del 5% e gli altri del 19%. Non solo. Ad agosto, le immatricolazioni di Bev "made in China" sono cresciute del 78%, a fronte del 17% di quelle assemblate nel Vecchio continente.

Il paradosso Tesla.
A ogni modo, Jato mette in luce ancora una volta un paradosso: per la maggior parte le Bev cinesi sono di marchi occidentali. Infatti, per quasi la metà si tratta di modelli sfornati dalla Tesla a Shanghai, mentre solo il 18% fa riferimento a brand cinesi e la restante parte è rappresentata dalla Dacia Spring e da diversi prodotti MG. Quest’ultimo marchio è sì inglese, ma è da anni una filiale della Saic, uno dei maggiori costruttori del Paese del Dragone.  

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