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Mercato italiano
Il rimbalzo "statistico" prosegue anche a novembre: +14,7%

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Il rimbalzo "statistico" prosegue anche a novembre: +14,7%
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Il mercato italiano dell'auto prosegue lungo il recente percorso di crescita, con un incremento a doppia cifra delle immatricolazioni anche a novembre. Secondo i dati del ministero dei Trasporti, infatti, nel mese scorso le immatricolazioni sono state 119.853, il 14,7% in più rispetto al corrispondente periodo del 2021. Tuttavia, il miglioramento è dovuto sostanzialmente all’effetto statistico legato alla bassa base di confronto con lo scorso autunno, periodo particolarmente penalizzato dalla scarsità di prodotto indotta dalla crisi dei semiconduttori. Il reale termometro del mercato lo fornisce il confronto con il 2020 e il 2019 elaborato dall’Unrae: le registrazioni risultano in flessione, rispettivamente, del 13,5% e del 20,3%. Inoltre, il consuntivo dei primi undici mesi dell’anno rimane in territorio ampiamente negativo, con immatricolazioni per 1.211.769 unità e un calo dell’11,6% sul 2021 e di oltre il 31% rispetto ai livelli pre-pandemia.

Stellantis. A novembre, il gruppo Stellantis conta 37.289 auto immatricolate, il 2,19% in più rispetto a un anno fa. Si registra il segno più per quasi tutti i marchi: +66,25% per l’Alfa Romeo (1.586 targhe), +62,7% per la DS (615), +10% per la Jeep (4.599), +12,19% per la Lancia (3.598), +241,32% per la Maserati (413), +30,7% per la Peugeot (6.092). Male la Fiat, con un calo del 7,76% (14.071 immatricolazioni), la Citroën, con un -13,21% (3.799), e la Opel, in flessione del 25,03% (2.516).

Gruppo Volkswagen. Per il gruppo di Wolfsburg, le targhe totali sono 19.880, per un incremento delle immatricolazioni del 27,75%. L'Audi cresce dell’83,86% (6.049 registrazioni), la Cupra del 6,09% (749), la Lamborghini del 73,33% (26), la Skoda del 69,96% (12.291) e la Volkswagen dell’11,34% (9.717). In calo la Seat: -29% con 1.048 auto targate.

Renault e Ford. Il gruppo francese guidato da Luca De Meo chiude il mese di novembre con un miglioramento dell’1,9% e 12.414 immatricolazioni. Di queste, 5.201 sono del marchio della Losanga (-10,82%) e 7.213 della Dacia (+13,57%). Bene anche la Ford: le 5.587 targhe implicano una crescita del 15,53%.

BMW e Daimler. Per il costruttore di Monaco le registrazioni totali sono 6.848, con un incremento del 32,66% rispetto a un anno fa, per effetto delle 4.409 immatricolazioni del marchio BMW (+25,29%) e delle 2.439 di Mini (+48,45%). Cresce a doppia cifra pure la Mercedes-Benz, con un +18,55% e 4.582 vetture registrate. Il brand della Stella a tre punte sale del 26,85% (4.110 immatricolazioni), mentre la Smart flette del 24,48% (472).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota immatricola 9.432 veicoli e guadagna il 36,95%: il marchio delle tre ellissi, con 9.131 targhe, sale del 41,85%, mentre la Lexus, con 301 auto, perde il 33,11%. Giù la Suzuki (-12,73%, 2.180 unità registrate), la Mazda (-0,8%, 866), la Nissan (-20,89%, 1.859), la Mitsubishi (-68,54%, 67) e la Subaru (-10,36%, 199). Sostanzialmente stabile la Honda, con 540 iscrizioni e un +0,19%. Andamento positivo per i costruttori coreani: con 4.123 immatricolazioni, la Hyundai sale del 7,31%, mentre la consociata Kia cresce del 16,94% (4.529).

Premium e sportive. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo immatricola 1.526 vetture, guadagnando il 7,46%. Il gruppo Jaguar Land Rover, invece, perde il 5,22%: le immatricolazioni sono 762, di cui 112 per il marchio del Giaguaro (-48,86%) e 650 per il brand delle fuoristrada +11,11%). In crescita la Tesla, con un +152,39% (1.108 elettriche immatricolate), la Ferrari, con un +74,42% (75), e la Porsche, con un 21,08% (810).

Gli altri brand. Anche a novembre prosegue la cavalcata della DR (3.194 vetture, +184,92%) e, tra i marchi di origine cinese, della Lynk & Co (677 auto, +206,33%). Ancor più netta la crescita della MG (1.078 immatricolazioni, +321,09%).

La top ten delle auto più gettonate. Nella classifica dei modelli più popolari svetta sempre la Fiat Panda, con 8.892 unità, mentre la seconda posizione è occupata dalla Dacia Sandero (4.084) e la terza dalla Lancia Ypsilon (3.602). Seguono, nell'ordine, la Toyota Yaris (3.135), la Volkswagen T-Cross (2.940), la Fiat 500 (2.873), la Jeep Renegade (2.776), la Ford Puma (2.415), la Citroën C3 (2.231) e la Volkswagen T-Roc (2.184).  

L'andamento dei canali commerciali. Per quanto riguarda i canali di vendita, è il canale del noleggio a sostenere la domanda, a dimostrazione dell’efficacia dell’ampliamento della platea dei beneficiari degli incentivi proprio alle persone giuridiche. I privati, infatti, calano dello 0,2%, mentre il noleggio a lungo termine vola a +62,8% e quello a breve a +164,7%. Bene anche le società, con un +14,1%. Le autoimmatricolazioni, invece, scendono del 7,3%.

Elettriche ancora giù. La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione conferma il momento decisamente negativo per le elettriche. Al contrario, ancora una volta spicca il forte ritorno delle motorizzazioni tradizionali: le auto a benzina segnano un +14% e salgono dal 26,8% al 26,9% del mercato, mentre le diesel registrano un +9,2%, ma vedono la penetrazione contrarsi dal 19% al 18,2%. Positivo anche l’andamento delle Gpl, con un +38%, mentre prosegue il crollo del metano (-78,5%). Sul fronte delle elettrificate, le ibride guadagnano il 22,2% e rafforzano il loro peso, salendo dal 31,3% al 33,6%, e le ibride plug-in guadagnano il 17,8%, per una quota in rialzo dal 5,3% al 5,5%. Male le elettriche pure, con un -25,9% e una penetrazione in discesa dal 6,5% al 4,2%.

La classifica delle Ev. All’interno dell’aggregato delle sole elettriche è la Tesla Model Y a riconquistare la vetta con 1.008 immatricolazioni: seguono la Smart fortwo, seconda con 471 targhe, e la Fiat Nuova 500, al terzo posto con 396. La piccola di Mirafiori, però, mantiene lo scettro dei primi undici mesi dell'anno, forte di 5.982 immatricolazioni e di una notevole quota di mercato, pari al 13,3% (la smart fortwo, seconda con 4.098 unità, si ferma a un seppur ragguardevole 9,1%). La classifica Ev di novembre prosegue con la Renault Twingo (393 immatricolazioni), la Dacia Spring (351), la Peugeot e-208 (237), la Mini Cooper SE (224), la Volkswagen ID.3 (160), l’Audi Q4 e-tron (158) e la Peugeot e-2008 (131).

Emissioni. A differenza degli scorsi mesi, il calo delle elettriche non si riflette in un aumento delle emissioni. La CO2 media è pari a 118,8 g/km, in calo dell’1,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A novembre sono state immatricolate 5.162 auto (4,2% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 6.162 vetture (5,1% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 79.118 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, pari al 65,1% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 26.326 auto (21,7% del mercato) con emissioni di anidride carbonica tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono 2.701 (2,2% del mercato).

Il commento dell'Unrae. Nell'analizzare l’andamento del mercato, il presidente dell’Unrae, Michele Crisci, sottolinea che "i grandi ed epocali cambiamenti che stanno interessando il mondo della mobilità, con l’evoluzione dell’industria dell’auto e la transizione verso una mobilità sostenibile, richiedono una urgente riflessione su come affrontare la riconversione industriale nel nostro Paese". Di questo e di tanto altro si parlerà il 13 dicembre prossimo durante un incontro con giornalisti e operatori del settore a Roma. Oltre a fornire un quadro del mercato e delle sue prospettive, l’associazione illustrerà nel dettaglio le proposte al governo. "Al nuovo esecutivo – afferma Crisci - chiederemo interventi urgenti su tre punti cardine: uno stimolo robusto ed efficace al rinnovamento di un parco circolante molto anziano e alla diffusione della mobilità a zero e bassissime emissioni; infrastrutturazione accelerata in tutto il territorio nazionale di punti di ricarica pubblici e privati, con indicazione chiara di tempi, luoghi, tipologie di colonnine da installare e soggetti incaricati agli investimenti; infine, revisione strutturale della fiscalità privata e aziendale sull’auto".

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