Fra i cinque cosiddetti "major market" europei (con Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), siamo quelli con il parco circolante più anziano, secondi soli alla penisola iberica. A questo proposito, un inedito studio dell'Unrae, realizzato in esclusiva per Quattroruote, ha fatto emergere nuovi, interessanti particolari, che ampliano la prospettiva e mostrano una situazione anomala e, per certi aspetti, preoccupante. Vediamola nel dettaglio.

PARCO CIRCOLANTE ITALIANO PER FASCE D'ETÀ

 

Innanzitutto, il primo dato importante che emerge nel decennio 2011-21 è che, su un volume complessivo salito a 39,8 milioni di auto (da 37,1 milioni), l'età media nazionale è nettamente peggiorata, salendo a quota 14,4 anni. In particolare, risultano più o meno raddoppiate sia le vetture fra i 15 e i 20 anni d'età (passate da 3 a 6,6 milioni) sia quelle oltre i 20 anni (da 4,2 a 8,1 milioni), che, assieme, rappresentano addirittura il 36,9% del parco circolante. Per le giovanissime (entro i cinque anni d'età), i cali sono stati decisamente più lievi, mentre sono rimaste sostanzialmente stabili le vetture fra i 10 e 15 anni.

ETÀ MEDIA AUTOVETTURE PER REGIONI (2021)

 

A livello nazionale e sempre al netto del noleggio - canale con una percentuale di sostituzione molto elevata - si nota un divario fra regioni particolarmente ampio: in quelle settentrionali si riscontrano valori medi compresi fra i 12 e i 13 anni, mentre quelle meridionali arrivano a sfiorare i 18 anni. Da questo punto di vista, la vetustà del parco circolante risulta ancora più evidente se si analizza la situazione dal punto di vista delle over 15 (vedere il grafico qui sotto).

QUOTA PARCO CIRCOLANTE PER REGIONI - AUTO OLTRE I 15 ANNI (2021)

 

Come si vede, con una media nazionale pari al 38%, la situazione complessiva è abbastanza allarmante, con Calabria, Sicilia e Campania che superano il 50% e con solo Lombardia e Trentino-Alto Adige sotto il 30%. Se, poi, analizziamo il quadro dal punto di vista delle emissioni, emerge un altro dato particolarmente significativo: le Euro 4, vetture immatricolate per la prima volta quasi 17 anni fa e non più prodotte dopo il 31 dicembre 2010, sono il 28,5% del totale, con Calabria e Trentino Alto Adige agli estremi opposti, con quote, rispettivamente, del 44,1% e del 19,3%.

TASSO DI MOTORIZZAZIONE NEI MAJOR MARKET EUROPEI (2019)

 

Un altro risultato estremamente rilevante, che emerge dallo studio Unrae, riguarda il tasso di motorizzazione. L'Italia, con 642 vetture ogni 1.000 abitanti, è il Paese con la media più alta, contro quella degli altri major market pari a 553 unità. Alla luce di questo dato, sorprende scoprire che risultiamo la nazione con la minore percorrenza media annua per veicolo: solo 10.712 km (vedere grafico qui sotto). In pratica, rispetto agli automobilisti stranieri, tendiamo a utilizzare un po' meno l'auto, percorrendo meno chilometri, ma impiegando un maggior numero di vetture, che vengono, di conseguenza, tenute più a lungo.

PERCORRENZE ANNUE MEDIE NEI MAJOR MARKET EUROPEI (2019)

 

Un'anomalia che si spiega soltanto in parte con variabili economiche, ossia con la ridotta capacità di spesa delle famiglie e delle micro-imprese, portate a rimandare l’acquisto di nuovi veicoli. Fra le cause plausibili, c'è sicuramente la ripartizione del fabbisogno di mobilità personale fra più automobili, così come il maggior "tasso di occupazione" (conducente ed eventuali passeggeri trasportati da ciascuna auto); a questo vanno aggiunti la particolare conformazione geografica della nostra penisola e il grado di urbanizzazione: l’Italia è una nazione con centinaia di piccole città e migliaia di paesi, cosa che si traduce in spostamenti in media relativamente brevi in termini di percorrenza, soprattutto laddove non è presente un trasporto pubblico adeguato.  

 

CICLO DI SOSTITUZIONE DELLE AUTOVETTURE NEI 5 MAJOR MARKET EUROPEI (2021)

 

Al di là delle cause di questa situazione, emergono principalmente due problematiche: da un lato, il tasso di sostituzione preoccupantemente lento del parco circolante - all'attuale velocità impiegheremmo quasi 27 anni per rinnovarlo, cinque in più della media degli altri Paesi; dall'altro, appare evidente un uso meno efficiente dell'auto in termini di costi. Una situazione che si aggrava, considerando la velocità di trasformazione richiesta dalla decarbonizzazione dei trasporti, con lo stop alle immatricolazioni dei motori endotermici già fissato per il 2035.

QUOTA DI ELETTRICHE NEI MAJOR MARKET EUROPEI (2021)

 

A questo proposito, occorre notare che siamo anche il fanalino di coda per numero di vetture elettriche e ibride plug-in circolazione (lo 0,3% del parco). Una deficienza legata, in parte, alla minor capacità di spesa, in parte alla carenza delle colonnine di ricarica sia pubbliche sia private, aspetto su cui siamo ancora molto indietro. Alla luce di tutte queste considerazioni, si rende sempre più necessaria l'attuazione di vigorose politiche di sostegno alla trasformazione radicale del parco auto, che ne favoriscano un'ottimizzazione sia dal punto di vista economico (costi di gestione più bassi) sia da quello sociale (auto meno inquinanti e più sicure). Senza dimenticare, ovviamente, uno sviluppo delle infrastrutture che sia il più rapido possibile.

L'automobile: italiani a confronto

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Scarica lo studio completo realizzato da Unrae in esclusiva per Quattroruote