Cronaca

Incidenti sul Raccordo Corvetto
Si indaga sul guardrail

Incidenti sul Raccordo Corvetto
Si indaga sul guardrail
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Sarà un'inchiesta della magistratura a chiarire le cause del decesso della trentenne, vittima dell'ultimo degli incidenti registrati sul raccordo che collega la Tangenziale est a piazzale Corvetto. In un’intervista al fratello, il quotidiano La Repubblica scrive che la donna sarebbe deceduta dopo essere rimasta incastrata con la sua utilitaria sotto il guardrail. La barriera di protezione, già sequestrata, è finita al centro di un’inchiesta della magistratura, quella aperta dal pubblico ministero Sergio Spadaro. Il Pm, che indaga per disastro colposo, ha chiesto anche l'autopsia; al pronto soccorso dove la donna era stata trasportata, infatti, è emerso che sarebbe stato proprio un segmento di guardrail a colpire la vittima. "L’automobilista che seguiva la vettura di mia sorella ha detto di avere visto una 500 che, pur non andando veloce, sbandava e faceva due testacoda prima di finire contro barriere già a pezzi. Se fossero state a posto, Tiziana sarebbe uscita dalla macchina con le sue gambe e avrebbe semplicemente chiamato il carro attrezzi", ha detto il fratello al quotidiano

In serie. A novembre, un altro incidente si sarebbe verificato nello stesso punto; per questo, nell’intervista l'uomo parla anche di un rimpallo di competenze che sarebbe avvenuto su quel tratto di strada, aggiungendo che l’assicurazione della vettura che aveva indebolito precedentemente il guardrail avrebbe da tempo pagato i danni, ma che non sarebbe seguita nessuna riparazione. Ricordiamo che sul tratto del raccordo che scavalca piazzale Corvetto e termina in piazza Bologna, dopo una settimana di chiusura al traffico, è stato ora creato un percorso tra barriere di new jersey e imposto un limite di velocità di 30 km/h.

Nicola Vaglia

COMMENTI

  • È sempre viva l’attenzione su questa vicenda, ma sempre poco o per niente specialistica quindi mi permetto ancora di ribadire le mie sollecitudini a Quattroruote. Come promesso Granelli ha imposto il limite di 30 Km/h, bene, volete spiegare cortesemente della motivazione che nell’ultimo articolo si è perso ed almeno io non ho individuato in altre fonti? Sempre riguardo a questo temporaneo come a quelli infiniti che dovrebbero essere tali ma in realtà risultano perenni e (casualmente!) abbinati all’impiego degli autovelox, volete spiegare, agli utenti ed ai Signori Magistrati (visto che quanto redatto con raccomandazioni, lezioni e fior di Direttive degli Organi competenti viene sistematicamente disatteso e non perseguito) cosa sono i “limiti restrittivi”, come vanno interpretate, attuate e tutelate le Norme relative del CdS e la relazione con la responsabilità civile/penale/costituzionale (tutte puntualmente rientranti nella valutazione non opportunistica dell’effìcienza dei finanziamenti profusi in nome della “Sicurezza Stradale”)? Lo rimarco perché per esperienza diretta (come già accennato) sembra che anche i Magistrati come i Tutori vengono abilitati a svolgere i loro importantissimi compiti senza essere scrostati delle criticità consuetudinalmente ed anche auto criticamente attribuite ed addebitate solo a noi utenti, altrimenti non si spiega che in caso di denunce pur non individuando alcuna responsabilità viene puntualmente sanato l’oggetto delle stesse. L’invito fattovi la scorsa settimana ad effettuare il monitoraggio dell’effetto “30 Km/h”, tendeva a questo, lo avete realizzato? è in corso? Se un Ente si permette di finanziare una rete di autovelox per 500.000 Euro in nome della “Sicurezza” e corre ad effettuare un’opera di manutenzione, che avrebbe dovuto effettuare in tempo reale, solo quando c’è scappato il morto, avrà un significato che gli Organi di garanzia e gli utenti dovrebbero essere aiutati a comprendere compiutamente, altrimenti l’unica spiegazione è il solito “quando è grande il disordine sotto il cielo, la situazione è eccellente” e ad ognuno decidere per cognizione, ignoranza o convenienza in-costituzionale se stare sotto, sopra o sopra apparentemente, ossia per conto del sopra.