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Arval mobility observatory
Il 2020 anno spartiacque per il settore

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Il 2020 anno spartiacque per il settore
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Mobilità sempre più green, anche e soprattutto quella individuale, rivoluzione della distribuzione – con il sempre maggior peso del web – e un deciso cambio dei comportamenti di acquisizione e di utilizzo dei veicoli da parte di privati e aziende. La pandemia dovuta al Covid-19, oltre a far crollare il mercato automotive, ha accelerato alcuni indicatori del settore che Basilio Velleca, responsabile della divisione Automotive Consulting della CWS Digital Solution, ha raccolto nella pubblicazione "Osservatorio Mobilità 2021: Crisi e rilancio del settore automobilistico Italiano" di Arval Mobility Observatory, il centro studi che monitora e anticipa le tendenze del mondo della mobilità in Italia e in Europa. Il 2020, si legge, è uno “spartiacque temporale che si userà in futuro per identificare ciò che c’era prima, da quel che è divenuto poi”, dichiara Massimiliano Abriola, il nuovo responsabile di Arval Mobility Observatory da gennaio, in quanto “ha ridefinito abitudini, socialità, didattica e organizzazione del lavoro, dando nuovo impulso alla produttività con un più consapevole utilizzo degli strumenti digitali. Ha stabilito maggiore chiarezza sulle priorità, mettendo al centro di tutto la sostenibilità ambientale, economica, sociale ed individuale. Questo ha disintegrato alcuni pregiudizi culturali, comprimendo in breve tempo l’evoluzione che sarebbe certamente avvenuta, ma in un periodo molto più lungo”. I cambiamenti dovuti alla pandemia, in fin dei conti, avrebbero aiutato a sperimentare in maniera più libera.

Il ruolo del noleggio. Il rapporto di Arval sottolinea come il mondo del noleggio, seppur contabilizzando una perdita di oltre 160.000 vetture immatricolate, ha performato meglio del mercato, grazie soprattutto al lungo termine, dove cresce il settore dei privati, arrivati ai 65.000 contratti, con 13.000 in più rispetto all’anno prima. Per quanto riguarda la quota di mercato del noleggio, il 2019 era stato comunque l’anno migliore in Italia per le nuove immatricolazioni, arrivando al 24% del totale (con ben 460.849 nuove targhe, di cui 282.645 dal long rent), contro il 21,7% del 2020 (a causa soprattutto del crollo del noleggio a breve termine) e il 22,6% del 2018. 

Scossa elettrica. Il settore del noleggio, anche dal punto di vista delle alimentazioni, anticipa le tendenze del mercato: le ibride, soprattutto plug-in, hanno ormai sfondato nelle car list aziendali, così come le pure elettriche, che registrano un tasso di penetrazione più che doppio - con un 5,2% delle immatricolazioni - rispetto al mercato nel suo complesso, “fermo” al 2,3% del totale. L'accelerazione è dovuta anche e soprattutto all’arrivo di nuovi veicoli elettrici sul mercato: se nel 2019 le novità “elettriche” erano state 19, lo scorso anno sono state 33, arrivando a un’offerta complessiva di 87 modelli, tra i quali dominano le Suv, con 31 unità, seguite dalle berline, con 25. Quanto ai prezzi, nella fascia tra i 30.000 e i 50.000 euro si trovano 35 vetture, mentre 38 costano più di 50.000 euro e solo 14 restano al di sotto di quota 35.000. Trentuno, infine, sono anche le auto con un consumo tra 150 e 170 Wh/km, mentre 29 superano i 210 Wh/km. 

Il parco circolante. Secondo l'Osservatorio, sebbene il parco circolante sia aumentato negli ultimi 20 anni del 23,3%, arrivando a 39,5 milioni di veicoli, non tutti i marchi sono cresciuti uniformemente. Dal 2000 hanno perso peso soprattutto le italiane, oltre alla spagnola Seat. Sostanzialmente immutate Renault e Volvo, mentre guadagnano tedesche e francesi, ma soprattutto le giapponesi e le coreane. In ogni caso, il parco continua a essere obsoleto, con il 69% delle auto circolanti oltre i 7 anni di anzianità e 10 milioni circa di vetture ancora Euro 4, mentre l’intera flotta a noleggio - il 2% del totale e il 6,6% sul parco fino a 7 anni – è ormai Euro 6. La frenata delle nuove immatricolazioni del 2020 colpirà anche il mercato dell’usato. “Le minori vendite di auto ex noleggio e il minor numero di vetture demo/km 0 immatricolate dalle reti di distribuzione determineranno una minore offerta su un mercato, quello di vetture di seconda mano, che va meglio del nuovo", spiega Alberto Di Tanno, presidente del gruppo Intergea e di Nobis Filo diretto assicurazioni. Che conclude: "La giacenza media di usato dei concessionari è migliorata, nonostante il lockdown, passando dagli 84 giorni di marzo ai 77 di settembre, a testimonianza di quanto sia vivace questo segmento” . 

2021_mercato_italiano_auto

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