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Puntare sulla sicurezza all'interno delle flotte

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Puntare sulla sicurezza all'interno delle flotte
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Grande successo per la seconda edizione dell’evento organizzato da Program, intitolato "La sicurezza all’interno delle flotte", all’Autodromo di Modena, che ha visto la partecipazione di 55 fleet manager - “tra cui tanti prospect, potenziali clienti, il che ci fa pensare positivamente”, ha sottolineato Patrizia Bacci, ad del noleggiatore anglo-fiorentino - alcuni giornalisti e, soprattutto, tre partner auto del calibro di Audi, Cadillac e Volvo, e altrettanti di servizi, come K4S, LoJack, Pirelli, molto apprezzati dai partecipanti. Questo "campus", come lo definiscono in Program, fa parte di una strategia premium sulle aziende che si basa su tre pilastri: "formazione, consulenza ed eventi, anche organizzati ad hoc per singole aziende", spiega Bacci. Una strategia che per il noleggiatore "vale" 70 milioni di euro di fatturato all’anno, con una flotta di auto di categoria medio-alta (il 48% di tutto il parco gestito). "L'importante per noi è essere un’azienda piccola, ma ben strutturata, che interviene subito in caso di imprevisti", commenta il direttore operations Andrea Bardini, che spiega come questo focus sugli adas e sulla sicurezza nelle flotte sia stato deciso nel 2018, anche dopo un’analisi del proprio parco auto, che contava quell’anno 4.500 veicoli in totale. “Le 1.500 auto dotate di adas hanno subito il 25% di sinistri in meno nella loro vita rispetto a quelle che ne erano sprovviste, con un 20% in meno di fermi tecnici, di minor costi e di impegno per i nostri operatori”. 

Il costo degli incidenti. Il direttore area fisco e economia di Aniasa (società confindustriale che si occupa di mobilità), Pietro Teofilatto, ha sottolineato il costo sociale degli incidenti, molti dei quali evitabili grazie all’intervento degli adas. "Secondo l’Istat il costo sociale degli incidenti in Italia nello scorso anno, malgrado il lockdown, ammonta a 16,8 miliardi di euro", ha spiegato nel suo intervento. Sul tema della sicurezza, d'altra parte, le flotte e in particolare quelle del noleggio lungo termine - con quella gestita in Program in prima fila - giocano un ruolo molto importante, malgrado la loro quota di mercato in Italia sia sottodimensionata rispetto ad altri paesi. Anche se sta crescendo. "Se nel 2020 il parco auto gestito dai noleggiatori ha fatto un meno 1%, nel 2021 stimiamo una crescita del 2%, che dovrebbe raddoppiare del 2022. Passando a un market share dal 15,3% del 2020, al 18% del 2021 e al 19% del 2022. Flotte che, ricordiamo, percorrono 27 miliardi di chilometri ogni anno", dice Teofilatto, che sottolinea anche come le auto aziendali siano sempre centrali anche per la crescita della telematica in Italia: "Contiamo 795.000 installazioni nel 2020, che dovrebbero diventare 840.000 quest’anno e 900.000 nel 2022". 

La sfida di Program. Il noleggiatore fiorentino fa parte del gruppo britannico Salford Van Hire (13 mila auto in flotta), che in Italia ha una strategia ben chiara. "Abbiamo vinto alcune gare Consip, ma non vale la pena partecipare alle aste delle grandi aziende che puntano molto sul prezzo", spiega Bacci. "Non abbiamo banche alle spalle, quindi non possiamo esagerare. Facciamo i passi giusti nella direzione di auto il più possibile di media-alta categoria, che curiamo con il servizio e una capillare presenza su tutto il territorio italiano. Noi siamo a Firenze, ma, ad esempio, la Toscana è per noi solo la quinta regione per importanza", conclude l’intervista - lei da anglo-toscana - lamentandosi della burocrazia italiana. "Circa tre anni fa, abbiamo fatto redigere il nostro bilancio con gli standard Ias (International accounting standards), per far sì che la nostra capogruppo possa meglio controllare la nostra attività. Ma è sempre difficile spiegare agli inglesi il comportamento delle istituzioni sul mancato aggiornamento delle tabelle, il pagamento del bollo, il documento unico...in Italia manca l’ascolto da parte di chi decide, e così si fanno leggi e regolamenti senza realmente conoscere il settore su cui si legifera”. 

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