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Incentivi 2022
Il Dpcm finisce all'Antitrust: discrimina il noleggio

Incentivi 2022
Il Dpcm finisce all'Antitrust: discrimina il noleggio
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L'esclusione della formula del noleggio dagli incentivi 2022 finisce sul tavolo dell'Antitrust. Un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è stato presentato nei giorni scorsi dall’Aniasa, l'associazione che rappresenta, tra le altre, le società di noleggio dei veicoli all’interno del sistema Confindustria. Durissime le parole dell'organizzazione guidata da Alberto Viano, che parla di effetti discriminatori generati dalla normativa sui contributi statali, il famoso Dpcm del 6 aprile 2022, e di distorsione della concorrenza. Il provvedimento del governo, infatti, prevede che i bonus siano disponibili solo per le forme di acquisto e leasing finanziario – e non per il noleggio - e solo per i privati, che però sempre di più acquisiscono l'auto con questa formula (secondo Aniasa sono oltre 150 mila i consumatori italiani hanno scelto di abbandonare la proprietà per prendere un’auto in locazione di ultima generazione).

Pregiudizio sulla mobilità pay per use. Secondo l'Associazione, "la scelta di agevolare gli acquisti delle vetture o la loro acquisizione in leasing, genera un pregiudizio nei confronti della mobilità pay-per-use, canale che porta evidenti ricadute positive in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei veicoli, nonché certezza sul fronte delle entrate tributarie per l’Erario. La norma di fatto limita le scelte del consumatore, rallentando il processo di transizione ecologica del nostro Paese".

Distorsione della concorrenza. Dopo aver ricordato che "il noleggio è il principale strumento in grado di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti, grazie a una quota significativa di immatricolazioni di vetture ibride plug-in (47% del totale) ed elettriche (30%) e a un tasso di rotazione dei veicoli in flotta (in media 4 anni) ben più veloce di quello medio del nostro parco circolante (vita media del veicolo pari a 11,5 anni)", l’Aniasa sottolinea che il decreto incentivi "produce una distorsione nella concorrenza" in relazione all'esclusione delle imprese. Secondo Aniasa, "tale previsione ha l’effetto di dirigere l’offerta delle Case costruttrici verso la vendita di automobili a privati, riducendo significativamente, in un momento di scarsità di prodotto come quello attuale, la fornitura di veicoli alle flotte aziendali e alle società di noleggio".

Pasticcio car sharing. Il terzo passaggio dell’esposto si focalizza sul car sharing, formalmente incluso nella platea dei beneficiari, ma solo a condizione di un acquisto diretto delle auto da parte degli operatori. Una previsione destinata a rendere inefficace la misura rispetto all’obiettivo atteso di contribuire alla ripartenza dei servizi di condivisione: oggi, infatti, gli operatori di sharing acquisiscono la propria flotta tramite il noleggio, sia per evitare di immobilizzare ingenti capitali sia per acquisire un servizio di manutenzione della flotta, che solo le società di noleggio a lungo termine, con la loro capillare diffusione sul territorio, sono in grado di assicurare.

Viano (Aniasa): Il governo rimedi. "Il  Decreto (sugli incentivi, ndr)", ha commentato il presidente dell’Aniasa Alberto Viano, "orienta fortemente la domanda di acquisto dei veicoli con una grave ed inevitabile distorsione della concorrenza, a scapito degli operatori di mercato, ma soprattutto dei consumatori privati, che, proprio in questa fase di transizione ecologica, vedono pregiudicata la possibilità di utilizzare il noleggio per avvicinarsi, a costi accessibili, a nuovi veicoli ibridi ed elettrici. Auspichiamo che il Governo possa rimediare rapidamente a una misura ancorata al concetto di proprietà favorendo così realmente la libertà di scelta dei consumatori sulla forma di acquisizione delle auto".

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