Ricordate il marchio britannico MG? Bene, sta ritornando, anche se trasfigurato dal lungo viaggio in Cina. Sei anni fa, infatti, aveva lasciato la vecchia Europa insieme alla Rover, acquistate dai cinesi della Nanjing (Nac). Poi era passato sotto la Shanghai automobile industry corporation (Saic) che ha rispolverato il marchio per tornare a utilizzarlo non solo in Cina, ma addirittura in patria, riportando la produzione anche in Gran Bretagna.

È tornato a casa. Così il 15 aprile, nell'impianto di Longbridge, s'è celebrata la nascita della MG6 Fast-Back, primo modello nuovo a uscire da quelle linee negli ultimi 16 anni. Si tratta di una grande "due volumi e mezzo", niente a che vedere con le vecchie sportive: la "cura cinese" ha ridato la vita al brand, ma lo ha piegato a logiche più redditizie. Il nuovo modello sarà in vendita a partire da luglio in tre livelli di allestimento, con prezzi che vanno dalle 15.500 alle 19 mila sterline. Costi abbordabili - dai 17.500 ai 21.400 euro circa - per una cinque posti lunga 4,65 metri, spinta da un quattro cilindri di 1.8 litri da 160 CV.

Assemblaggio finale. Di fronte ai coriandoli colorati che hanno celebrato la prima MG6 inglese, però, c'è anche chi tiene i piedi per terra. "Siamo chiari: il fatto che la MG6 esca dalle linee non significa il ritorno della produzione di massa a Longbridge", scrive il professor David Bailey dell'università di Coventry sulle pagine on line del Birmingham Post. "Stiamo parlando di piccole produzioni, circa 3.000 esemplari l'anno, con auto quasi finite importate dalla Cina e finite a Longbridge. E se i componenti vengono dalla Cina, i benefici per l'economia locale sono ridotti".

Disegnata in UK. Gli appassionati e i lavoratori della MG hanno comunque buone ragioni per sorridere: la 6 è stata sviluppata interamente nel centro tecnico europeo di Saic Motor, che ha sede a Birmingham e la riapertura dell'impianto di Longbridge ha permesso il reintegro di alcune centinaia di operai sui 20 mila che lavoravano nello stabilimento MG Rover anni fa. Buone speranze vengono anche dai piani di espansione del costruttore cinese.

Progetti ambiziosi. Si parla di una versione a tre volumi della MG6, prevista per la fine di quest'anno e poi, nel giro di cinque anni, di una piccola nuova MG3, di una media MG5 e forse anche di una sportiva a trazione posteriore che rimpiazzi la TF. Entro il 2013, inoltre, dovrebbe uscire dalle linee produttive cinesi una citycar elettrica, la EV1. Al Salone di Shanghai è esposta la concept che prefigura la MG5, una compatta delle dimensioni di una Golf costruita sulla base della Roewe 350. Del resto, la Saic è una Casa che punta in alto: nel 2010 ha venduto più di 3,5 milioni di veicoli, di cui 2,3 milioni erano automobili (+42% rispetto al 2009). Insieme, in Cina, i marchi MG e Roewe (un escamotage per aggirare il divieto di usare il nome Rover) sono stati acquistati in 160 mila unità.

Una rete da estendere. Per piazzare le nuove MG anche in Europa - per ora si parla solo dell'Inghilterra - serve una rete di concessionarie. La Casa può contare su 38 punti vendita Oltremanica, cui conta di aggiungerne altri 40, di cui una decina nei prossimi mesi. La Shanghai Automotive sta trattando niente di meno che con General Motors, sua partner di vecchia data, per abbinare ai dealer della Vauxhall (la Opel del Regno Unito) quelli della MG. Se si raggiungesse un accordo, la Saic sarebbe l'unica Casa cinese ad accedere a una rete di concessionarie occidentale. C. Bal