Toyota DAR-V - L'auto-assistente che riduce le distrazioni [video] - Quattroruote.it
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Toyota DAR-V
L'auto-assistente che riduce le distrazioni [video]

Toyota DAR-V
L'auto-assistente che riduce le distrazioni [video]
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Un incrocio tra una segretaria, un co-pilota e un portaborse, ovviamente virtuali, per sgombrare la mente del proprietario dagli impegni quotidiani e permettergli di concentrarsi sulla guida. È il cuore digitale di DAR-V (acronimo di Driver Awareness Research Vehicle), la nuova concept che Toyota ha appena presentato al Salone di Los Angeles 2013. Una monovolume che per fornire suggerimenti e informazioni usa persino il Kinect, la periferica per il riconoscimento di movimenti e comandi vocali di Xbox, la console di Microsoft.

La concept. L'obiettivo di DAR-V, su base Sienna, è quello di ridurre al minimo le distrazioni ancora prima di accomodarsi sul sedile. Il Kinect riconosce il proprietario mentre si avvicina al veicolo e proietta una serie di informazioni personalizzate su uno schermo collocato sul finestrino laterale posteriore: appuntamenti e programmi del giorno, calendario, meteo, percorsi e il distributore più vicino se si è a corto di carburante. Grazie ai sensori del Kinect la navigazione è veloce e intuitiva, con comandi vocali e gestuali: in pochi secondi, l'automobilista può fare il punto della situazione e salire in auto senza troppi pensieri. Secondo la Toyota, lo stesso schermo potrebbe servire anche per altri scopi, ad esempio educare i bambini ad allacciarsi le cinture attraverso applicazioni-gioco.

"Compagni di squadra". "L'industria dell'automobile - spiega Chuck Gulash, responsabile del CSRC (Collaborative Safety Research Center) di Toyota - non riuscirà mai a eliminare tutte le possibili fonti di distrazione per il pilota. Possiamo però sviluppare nuovi sistemi per mantenere alta l'attenzione e la consapevolezza. Dobbiamo iniziare a considerare l'auto e il conducente dei compagni di squadra, uniti dall'obiettivo comune di salvare vite".

La ricerca. Oltre a DAR-V, realizzata in collaborazione con Microsoft Research, la Casa giapponese ha finanziato due progetti di ricerca, uno dell'AgeLab del MIT (sui comandi vocali e il loro effetto sull'attenzione) e l'altro della Stanford University. Quest'ultimo, in particolare, sta studiando il rapporto tra il conducente e le tecnologie automatizzate di assistenza alla guida: utilizzando encefalogramma, sensori sulla pelle e dispositivi per il tracciamento dell'attività oculare, gli esperti misurano le reazioni umane in alcuni momenti chiave (come il passaggio dalla guida autonoma a quella manuale - o viceversa - in caso di imprevisti) oppure dopo lunghi tragitti di "pilota automatico". Informazioni delicate, essenziali per affinare lo sviluppo delle auto-robot.

Davide Comunello

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