Nuovi Modelli

Volkswagen
Presto in arrivo l’elettrica ID.1 grazie al design virtuale

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Presto in arrivo l’elettrica ID.1 grazie al design virtuale
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La Volkswagen “sta già lavorando a una piccola elettrica dal prezzo abbordabile su piattaforma Meb”, che potrebbe giocare tra le protagoniste di una nuova mobilità urbana in uno scenario post-Covid-19 che molto probabilmente vedrà crescere il ricorso alla mobilità privata. Lo ha detto Klaus Bischoff, capo del design dell’intero gruppo, a Quattroruote, confermando i piani di Wolfsburg di dare alla Volkswagen ID.3 una sorella minore. Noi abbiamo anticipato contenuti e aspetto della futura “emissioni zero” del costruttore tedesco nel numero di maggio di Quattroruote, attualmente in edicola.

La sfida del prezzo. La ID.1, così si chiamerebbe, prenderà il posto della e-up!, e, al contrario di quanto avviene oggi, non avrà una corrispondente versione endotermica. Il prezzo – indiscrezioni lo collocano sotto i 20 mila euro - dovrà essere un elemento chiave, per spingere la mobilità elettrica di massa, tanto più oggi nella congiuntura difficile che costituisce l’eredità economica della pandemia. Ma la nuova citycar dovrà anche arrivare presto, per cogliere le opportunità del momento. E il costruttore tedesco ha gli strumenti adatti, grazie al massiccio impiego del digital sketching e della modellazione in realtà virtuale, che consente di accorciare i tempi di sviluppo. Il riferimento alla futura piccola elettrica è avvenuto, sulla spinta di una domanda di Quattroruote, proprio nell’ambito di una teleconferenza di approfondimento sui nuovi processi lavorativi nel dipartimento di design.

Native digitali. Normalmente avremmo preso un aereo e saremmo andati al Centro stile a Wolfsburg, o in qualche studio decentrato, per sentirci raccontare dai responsabili dei vari settori come lavorano con occhialoni e guanti per la realtà virtuale. Invece, stavolta, il digitale è stato spiegato in… digitale: giornalisti collegati via Skype e Klaus Bischoff a tenere tutto lo show. Come molti altri costruttori, il gruppo Volkswagen ha via via digitalizzato molti processi, sia nei reparti di ingegneria sia in quelli di design. Ne riepiloga l’adozione lo stesso Bischoff: “Abbiamo iniziato a usare la tecnologia digitale parzialmente con le Golf VI e VII e al 100% con la Golf VIII, oltre che, naturalmente, con i modelli che andranno a costituire la famiglia ID”. Inclusa la piccola ID.1.

Online Roundtable digital work

Disegnare nell’aria. Il capo del design non smette di sottolineare il risparmio di tempo: “Quel che prima prendeva ore, adesso lo si fa in pochi minuti”. Ma anche il vantaggio nella rappresentazione visiva dei modelli allo studio: “La tecnologia ti permette di aggiungere un sacco di dettagli e di ottenere ingrandimenti puntuali di ogni parte, già in fase dei primi schizzi, così come di ottenere immagini molto realistiche in tempi molto ridotti”. Il digital sketching è soltanto il primo passo, per ottenere rappresentazioni tridimensionali di idee che nascono bidimensionali. Grazie a un programma chiamato cloud modelling, le linee vengono tirate letteralmente, usando le mani, e non solo in modo figurato su un pezzo di carta. I designer indossano occhiali e guanti muniti di sensori e modellano uno sketch virtuale, modificando le linee, tracciando le curve, cambiando angolazioni e proporzioni, immersi in uno scenario in 3D che permette loro di visualizzare l’auto in grandezza naturale e dentro a un ambiente realistico.

Online Roundtable digital work

Realtà immersiva. La piattaforma digitale permette poi di lavorare in team anche a distanza. “Ciascuno può vedere quel che stanno facendo i colleghi che lavorano simultaneamente sullo stesso progetto anche in centri stile posti in continenti diversi e comunicare con gli altri, i responsabili possono controllare in tempo reale gli sviluppi, dire subito che cosa gli piace e cosa no, chiedere modifiche alle proporzioni, il tutto in modo estremamente veloce”, racconta il capo del design. Dagli sketch in 3D, già molto realistici, ma ancora approssimativi, si vanno via via definendo tutti i dettagli, dalla griglia ai gruppi ottici, utilizzando una serie di programmi che permettono di variare in maniera quasi istantanea i parametri, e poi, sempre in virtuale, si procede a una serie di test, inclusi quelli aerodinamici. Altrettanto efficace questo processo risulta nel design degli interni, dove la realtà immersiva ti permette di modificare le linee dell’abitacolo standoci praticamente seduto dentro, sempre grazie a guanti e occhialoni. Uno strumento, quello della realtà virtuale, che consente di curare in modo particolare l’ergonomia del posto guida, la comodità nel raggiungere i vari comandi o nel leggere la strumentazione: insomma nel disegnare la cosiddetta “user experience”, cioè l’interfaccia tra conducente e macchina.

Debutto anticipato? Anche in questo caso l’immediatezza delle modifiche apportabili e la quantità praticamente infinita di variazioni e differenti configurazioni che è possibile visualizzare durante il processo, permette di risparmiare ore e ore di lavoro. Un fattore cruciale, quest’ultimo, nella riduzione del tempo di sviluppo di un modello, il cosiddetto “time to market” indispensabile per rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato e della domanda, nonché alle mosse della concorrenza. La Volkswagen ID.1 di cui parlavamo all’inizio dovrebbe vedersi nel 2023. Ma è possibile che a Wolfsburg, anche grazie all’impiego di queste tecnologie, cercheranno il più possibile di anticipare la data dell’appuntamento con i potenziali clienti.  

COMMENTI

  • Bischoff ha spiegato ai giornalisti che VW il centro design dispone di software ed attrezzature sofisticatissimi ma alla fine realizzano vetture che per riconoscerle dal modello precedente devi essere un fenomeno di "Trova la differenza": per me non hanno ancora capito come fare ad usarli!
  • Bischoff ha spiegato ai giornalisti che VW il centro design dispone di software ed attrezzature sofisticatissimi ma alla fine realizzano vetture che per riconoscerle dal modello precedente devi essere un fenomeno di "Trova la differenza": per me non hanno ancora capito come fare ad usarli!
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  • Visto quello che succede in EU non comprate auto tedesche
  • Paghi la macchina con un bonifico, quindi senza denaro fisico, e ti danno una vettura che virtualmente funziona ma fisicamente non parte, perchè manca il software...
  • ID.3 è la Golf, ID.1 è la Up, "ID.2"... potrebbe essere la futura Lupo. ;)
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