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Ford rinvia il lancio della Bronco

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Ford rinvia il lancio della Bronco
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La Ford ha deciso di posticipare il lancio della Bronco, modello molto atteso negli Usa, dalla primavera all'estate del prossimo anno. Il rinvio, secondo una comunicazione trasmessa dall’azienda americana ai suoi concessionari e raccolta da diverse testate americane, è legato ad alcuni problemi riscontrati nella filiera delle forniture per colpa delle conseguenze della crisi da coronavirus sulla supply-chain globale. Oltre al lancio, a Dearborn hanno deciso anche di posticipare la campagna di raccolta ordini: era previsto partisse lunedì prossimo, ma ora è stata riprogrammata per metà gennaio.

Le conferme. "Le consegne delle Bronco a due e quattro porte inizieranno in estate anziché in primavera a causa dei problemi legati al Covid-19 che i nostri fornitori stanno affrontando", ha confermato la Frod. "Siamo impegnati a produrre la vettura con la qualità che i nostri clienti si aspettano e meritano", ha aggiunto la Casa senza fornire dettagli sui problemi specifici affrontati nella catena delle forniture. In particolare, secondo quanto sta emergendo nelle ultime settimane, il settore automobilistico sta riscontrando, ancora una volta, difficoltà analoghe a quelle patite nella scorsa primavera durante la prima ondata della pandemia, quando molte fabbriche responsabili della produzione di componenti chiave sono rimaste ferme, mentre la chiusura dei confini ha imposto uno stop anche alla consegna delle scorte di magazzino. Emblematico, in tal senso, il caso della MTA, multinazionale specializzata in componenti elettriche ed elettroniche con sede nella zona rossa di Codogno: la chiusura delle sue attività ha rischiato di creare enormi problemi, non solo alla Fiat Chrysler ma a buona parte dei maggiori costruttori europei. 

L’allarme. Nello specifico, stando agli allarmi lanciati dal gruppo Volkswagen, dalla Continental e dalla Bosch, crescono le preoccupazioni per la carenza di semiconduttori necessari, per esempio, per le centraline dei motori o per i sistemi di stabilità. Se in primavera erano state le misure restrittive a bloccarne la produzione, ora è il forte rimbalzo della domanda cinese a creare problemi di approvvigionamento. "Anche se i produttori di semiconduttori hanno già risposto alla domanda inaspettata con espansioni di capacità, i volumi aggiuntivi richiesti saranno disponibili solo tra sei-nove mesi. Pertanto, i potenziali colli di bottiglia nelle consegne potrebbero durare fino al 2021", ha affermato la Continental, mentre la Volkswagen ha delineato un quadro di crescente criticità legato anche alla piena ripresa della domanda cinese e ha anticipato il possibile stop alle attività dell’intero settore automobilistico. Il caso non riguarda la sola Cina: la Bosch ha riscontrato problemi nella catena di approvvigionamento a livello globale. Inoltre, i produttori di semiconduttori, soprattutto quelli più esposti al mondo delle quattro ruote, stanno sì aumentando la capacità, ma stanno anche registrando ulteriori criticità. Se la Infineon Technologies sta aumentando i propri investimenti per avviare una nuova fabbrica di chip in Austria ("Abbiamo già preso in considerazione una crescita della produzione di automobili nel 2021. Di conseguenza, adegueremo le nostre capacità di produzione globali”, ha dichirato il fornitore), l'olandese NXP Semiconductors ha avvertito la clientela di un inevitabile aumento dei prezzi a causa di un "incremento significativo” dei costi delle materie prime e di una "grave carenza” di semiconduttori sul mercato. In sostanza, l’offerta non riesce a tenere il passo della domanda. 

2020-Ford-Bronco-04

Altri rinvii. In tale quadro va letta la decisione della Ford di rinviare il lancio del Bronco. Tra l’altro, non sono escluse decisioni analoghe da parte di altre Case automobilistiche. Dagli Stati Uniti arrivano, per esempio, segnalazioni di costruttori sempre più impegnati ad aiutare i loro fornitori: per risolvere i problemi produttivi vengono messi a disposizione operai, tecnici e ingegneri. A muoversi in tale direzioni sono state la General Motors o la Toyota. La situazione potrebbe diventare preoccupante per l’intera industria automobilistica statunitense se i problemi non venissero risolti e se l’impatto dell'emergenza sanitaria non migliorasse: da giorni, però, gli Stati Uniti stanno registrando nuovi record di contagi e morti legati alla recrudescenza del coronavirus. Per la sola Ford il rinvio del Bronco rappresenta un segnale di particolare allarme per l’importanza riservata al modello dalla nuova dirigenza guidata dal neo amministratore delegato Jim Farley, intenzionato a soddisfare le aspettative di Wall Street su un rilancio in grande stile dell’Ovale Blu dopo i deludenti risultati dei suoi predecessori. Secondo gli analisti del Credit Suisse, il fuoristrada potrebbe fornire un contributo aggiuntivo di quasi 1 miliardo di dollari agli utili del Nord America nel caso le vendite raggiungessero le 125 mila unità. Un traguardo alla portata del nuovo Suv visto che il suo ritorno dopo oltre 20 anni ha scatenato un’entusiastica accoglienza tra gli americani: la Ford ha raccolto oltre 150 mila prenotazioni in poche settimane. Il rinvio del lancio, che tra l’altro ha determinato il posticipo al 2022 dell'attesissimo "pacchetto Sasquatch" con cambio manuale, non ha invece avuto ripercussioni sulla versione Sport, già in arrivo nelle concessionarie Usa e parte integrale della "famiglia Bronco” per quanto sviluppato con specifiche diverse: è più piccolo, è dotato di motori a quattro cilindri meno potenti e si basa su una piattaforma per auto o crossover e non per pickup. 

COMMENTI

  • Prendi l'ultima Defender, accoppiala con una Wrangler e viene fuori la loro figlia, la Bronco. Copiare non è a quanto pare un vizio cui sono vittme sopratutto le case cinesi emergenti.
  • La aspettiamo ( Diesel) anche in Italia... se qualcuno di Ford legge 4R