Nuovi Modelli

Ferrari Daytona SP3
Ecco la nuova icona di Maranello

Ferrari Daytona SP3
Ecco la nuova icona di Maranello
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I clienti e gli appassionati Ferrari la stanno ammirando in questo momento al Mugello, in occasione delle Finali Mondiali 2021. Noi però abbiamo avuto il privilegio di toccare con mano, in anteprima, un modello di stile. E che stile! Stiamo parlando infatti della Daytona SP3, il secondo prodotto della prestigiosa famiglia Icona che segue a tre anni di distanza le capostipiti di questo progetto, le superlative Ferrari Monza SP1 e SP2 (la prima monoposto, la gemella biposto). La filosofia è quella di reinterpretare, secondo i canoni stilistici attuali, alcune delle più iconiche Rosse della storia attraverso serie speciali limitate, destinate a diventare oggetti senza tempo. Icone delle icone.

Seconda della specie. Se le Monza SP1 e SP2 sono un omaggio alle barchette degli anni Cinquanta, a partire dalla 166 MM del 1948, la Daytona SP3 compie un balzo in avanti di una ventina d’anni e ci proietta nel periodo d’oro delle Sport prototipo, serie che la Ferrari finalmente riabbraccerà con il programma Hypercar nel 2023, quando finalmente rivedremo una Rossa tornare a competere per l’assoluta alla 24 Ore di Le Mans.

Tripletta a Daytona 67. L’anno di riferimento è il 1967, precisamente il 6 febbraio. Quando alla 24 Ore di Daytona la casa di Maranello piazzò una storica tripletta davanti ai rivali della Ford, che si rifecero poi qualche mese dopo a Le Mans trionfando ancora una volta con la GT40. Il team diretto da Mauro Forghieri dominò la celebre endurance americana con una 330 P3/4, una 330 P4 e una 412 P, modelli che spiccavano per il vincente mix fra motore, telaio e aerodinamica. E aggiungerei stile, con la 330 P4 in particolare che è senza subbio una delle più affascinanti auto di tutti i tempi (come vi raccontiamo anche nella nostra Foto gallery dedicata).

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Suggestioni da sport prototipo. È proprio a queste iconiche vetture Sport che la Daytona SP3 (il numero celebra la tripletta, appunto) vuole rendere omaggio. E lo fa attraverso volumetrie sinuose e fluide, parafanghi sensuali su cui poggiano gli specchi retrovisori, un parabrezza avvolgente che pare una goccia. Dietro, poi, la parte più originale: l’intero volume sfaccettato, formato da linee orizzontali sovrapposte, come l’originale 250 P5 Berlinetta Speciale, una concept del 1968 realizzata dalla Pininfarina, su disegno di Leonardo Fioravanti, che avrebbe dovuto rimpiazzare nelle corse la 330 P4. I cambi di regolamento sportivo lo impedirono, dunque concept rimase, peraltro evolutasi in un’Alfa Romeo (33 Prototipo); ma quella è un’altra storia.

Aerodinamica passiva ma super efficiente. Tornando alla Daytona SP3, uno degli aspetti affascinanti è l’aerodinamica. L’obiettivo era quello di realizzare la vettura dalla più elevata efficienza (anche dal punto di vista dello smaltimento termico) senza ricorrere a elementi attivi. Fra le soluzioni più ingegnose c’è senza dubbio quella dei convogliatori d’aria integrati all’interno delle portiere, poiché le masse radianti sono state spostate verso il centro della vettura. Ancora, le piccole alette alle estremità del paraurti anteriore creano un soffiaggio all’interno dei passaruota per ridurre il drag, cui concorrono anche il disegno dei cerchi e il canale che parte dal vano ruota anteriore e arriva a quello posteriore. Dietro, l’intera superficie della carrozzeria è stata sfruttata al massimo in ogni direzione per garantire il più elevato carico verticale. Mentre il fondo prevede delle soluzioni che rimarcano, ancora una volta, quanto la Casa di Maranello sia avanti quando c’è da gestire l’aria: ci sono dei "camini", per esempio, dove i flussi scorrono verticalmente e mettono in comunicazione la parte superiore e inferiore del posteriore, la cui funzione è quella di spostare il bilanciamento aerodinamico verso l’anteriore e, al tempo stesso, produrre downforce creando aspirazione nel sottoscocca. Ancora, i terminali di scarico posizionati in alto hanno permesso di sviluppare un diffusore di dimensioni molto importanti che presenta, nella parte centrale, una sorta di doppio estrattore.

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Il V12 più potente si sempre. Il cuore pulsante della Daytona SP3, sappiatelo, è il più potente mai realizzato finora a Maranello. La base di partenza è il V12 6.5 della 812 Competizione, portato però a 840 cavalli. Qui naturalmente è in posizione centrale-posteriore, ma questo capolavoro chiamato F140HB non sposta di una virgola tutte le sue peculiarità: sound da urlo, 9.500 giri, bielle di titanio, rivestimenti di Dlc (diamond-like-carbon) per spinotti pistoni, dito a strisciamento delle valvole e alberi a camme, aspirazione rivista e ottimizzazione del sistema di iniezione diretta. Il tutto si traduce in oltre 340 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 2,85 secondi e 7,4 per arrivare a 200 all'ora.

Seduta vintage. Qui però posso soltanto godermela da ferma: sollevo la portiera ad apertura verticale e mi calo in abitacolo. La posizione di guida è rasoterra e semi distesa, pare quasi quella di una monoposto. Meravigliosi i sedili, se così possono chiamarsi: il rivestimento, che si rifà ai materassini sellati delle Sport prototipo, si appoggia in maniera sinuosa sulla scocca di carbonio e abbraccia entrambe le sedute senza interruzioni, quasi non ci fosse separazione fra i due posti; le sedute sono fisse, dunque la posizione di guida si gestisce con la pedaliera che scorre in senso longitudinale e il piantone dello sterzo aggiustabile sui due assi. Anche la plancia ha linee sinuose, pare quasi sospesa, e il suo minimalismo conquista; l’interfaccia ampiamente digitalizzata, ricorda però di essere a bordo di una Ferrari proiettata nel futuro. Ma con grande rispetto del passato.

Foto di Alberto Dedè

COMMENTI

  • X-Bond: "Telaio con cellula in carbonio come LaFerrari? Non mi sembra proprio. " Articolo: "il rivestimento, che si rifà ai materassini sellati delle Sport prototipo, si appoggia in maniera sinuosa sulla scocca di carbonio" Almeno leggete prima di commentare.
  • Scusate la pignoleria, ma che c'entra il nome Daytona? Specchietto per le allodole e basta. Mi sarebbe piaciuto un richiamo stilistico alla 365 detta 'Daytona', ma non c'e'. Dunque e' solo un mini brand svuotato della sua storia. Mah.
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  • bellissima! Peccato Ferrari non abbia voluto il pubblico a Mugello per le finali mondiali ma abbia portato solo i Ferrari club. Sarei andato a vederla volentieri di persona
  • Plaudo alla SP3 come modello di business, come salvataggio del valore residuo delle Feari, come supporto al brand Feari. Poi, su una few off ci sta benissimo che si sia esagerati in richiami visivi (per le poche allodole). Qui han mischiato disegno fluido con poche righe alla Vermeersch a rigatura pesante posteriore (che mi piace molto). Bon, poco importa. Mi chiedo se la meccanica 'solita' renda davvero valida l'operazione. Mi sa di Lamborghini Sian, ovvero solo una differenziazione di stile, che non alza significativamente l'asticella delle prestazioni. Penso che non la prendero'.
  • Mi fa paura il giorno in cui non si potrà più commentare dei capolavori di questo genere con il V12 6.5 ma saremo tutti a batterie come un frullatore un frigorifero ecc....
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  • Complimenti, linee pazzesche. Marziani.
  • Concordo con l'elogio di Manzoni, dai "promessi sposi" in poi non ha sbagliato un colpo ..... (-_-) .... PS. il "mille righe" posteriore della SP3 richiama un pò quello di Testarossa e 348, .... ma devo averlo visto pure su qualche altro modello che però adesso non torna in mente, se qualcuno lo sa, è gradita l'info, grazie........
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  • A parte il fatto che mi par di capire il telaio è quello della LaFerrari (quindi un'operazine che non mi fa impazzire), esteticamente a me non piace.
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  • Tutte Ferrari e tutte diverse una dall'altra. Il team di Manzoni funziona alla grande. Questa è meravigliosa.
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  • Come quasi sempre Manzoni non sbaglia un colpo è ferrari e allo stesso tempo modernissima. Le icona come queste e sp1 e sp2 costano 2 milioni di euro con la meccanica della f12 che ne costa 300k euro, questa si che è redditività.
  • Bella, ma purtroppo pesano le prestazioni schiaccianti di Tesla Plaid e soprattutto Rimac.
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  • Mah... qualche giorno per metabolizzarla e capirla; di certo della magnifica 330 P4, alla quale si diceva si sarebbe ispirata ha ben poco; più una LaFerrari Aperta one-off coi cerchi della Monza
  • Peccato che non è elettrica altrimenti ci avrei fatto un pensiero...!
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  • Semplicemente pazzesca…ormai la mano dei designer Ferrari si vede appieno solo in queste special da 2 milioni di euro!
  • Particolarissima ,emozionale, una ICONA. Compliemnti a Manzoni e il suo team per questo stile ardito. Per la meccanica non si discute, è una Ferrari punto.
  • ARTE su quattroruote.
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